IL PIOMBO DI SAN GIOVANNI

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di Flora Delli Quadri [1]

 

piombo-fuso-22Una volta c’era l’usanza di predire il futuro alle ragazze da marito proprio alla vigilia del giorno di San Giovanni. Non so se l’usanza c’era anche in altri paesi. Ad Agnone si usava così: si prendeva del piombo e lo si fondeva in una scodella posta sulla fornacella accanto al fuoco. Questo metallo fonde a temperature piuttosto basse. Per fare un paragone, mentre il ferro fonde alla temperatura di 1529 C°, il piombo fonde alla temperatura di 327 C°. Quindi basta un po’ di brace piuttosto allegra per farlo liquefare, al contrario del ferro per il quale occorrerebbe un altoforno.
Tornando al giorno di San Giovanni, nel pomeriggio della vigilia le signorine nubili si riunivano in una casa per procedere al rito. Sciolto il piombo, a turno si inginocchiavano sul pavimento tenendo in bilico sulla testa un bacile pieno d’acqua, indi una delle compagne, recitando la formula di rito, lo versava nell’acqua per farlo rapprendere. La formula era:
San Giùanne mia belle
dimme che sorta sci ‘rposcta a sc-ta zetella!
Dalla forma che il metallo rappreso assumeva si deducevano gli arnesi che il futuro marito avrebbe usato e quindi il suo mestiere, ovviamente un artigiano.
Ci voleva molta fantasia per dedurre, da una massa informe, un mestiere, ma serviva a far sognare le ragazze.
Io ero molto piccola quando ho assistito ad una scena di questo tipo. Alla ragazza in questione fu pronosticato che avrebbe sposato un falegname.
Inutile dire che non si è mai sposata.

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[1] Flora Delli Quadri,
Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l’amore per il suo paese d’origine che coltiva in forma attiva.

Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

2 Commenti

  1. Luciana De Simone di Poggio Sannita scrive che al suo paese il rituale della notte di s Giovanni consisteva nel raccogliere al tramonto due cardi, uno maschio e uno femmina (si riconoscono) a cui si doveva tagliare la peluria e bruciacchiare la superficie. Successivamente si dovevano mettere, la femmina, sul davanzale interno della finestra e il maschio fuori. La mattina successiva si andava a guardare quale dei due cardi era rifiorito: se lo era quello di dentro, allora l fidanzato sarebbe stato un paesano, se quello di fuori il fidanzato sarebbe stato un forestiero.

  2. Il culto di San Giovanni: tradizioni, usanze, riti magici …
    A Fraine si sciogliva il piombo sul fuoco. Il piombo fuso veniva versato in una bacinella di acqua fredda. Il piombo fuso emetteva rumori vari e dall’acqua usciva fumo … Il piombo fuso si era diviso in tante parti e in tante forme …
    Raccolte queste “formazioni” di piombo, si doveva cercare di capire, per ogni frammento a quale utensile somigliasse: chiodi, martelli, forme strane …
    Quando assumevano la forma dei chiodi, mi dicevano che avrei fatto il maniscalco, avrei messo i ferri ai somari, oppure il falegname …
    Per le ragazze, con questo sistema, si “indovinava il mestiere” del futuro sposo …
    Altra cosa che si diceva, a Fraine, era che la mattina di San Giovanni, al sorgere del sole e guardandolo fisso, si riusciva a vedere l’mmagine di S.Giovanni che battezzava Gesù …
    Io ci provai, ero salito sulla cima della montagna, “Colle dell’Albero” … Dopo un po’ che guardavo … rimasi abbagliato e … non vidi più nulla …

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