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Il Coro del Duomo di Lucera di Nicodemo De Simone

di Augusto Di Marzo

Nicodemo De Simone – Coro di Lucera

Il coro, di forma semicircolare, ha due ordini a scalare, il primo, più in alto, è costituito da 24 stalli, 12 posti da una parte e 12 dall’altra del segno più ornato e destinato al prelato di maggiore riguardo. L’altro ordine è formato da 14 stalli, divisi in tre punti dalle scale di accesso alla parte superiore.

I braccioli, che dividono gli stalli, nel primo ordine sono composti da mensole fastose terminanti a ricciolo molto ricurvo.

Al centro di ogni mensola, vi è un elemento decorativo, di arricchimento, a volute contrapposte. Il corpo di separazione dei sedili ribaltabili, continua sotto i braccioli con un’ansa, avente al centro un motivo decorativo tipico della produzione di Nicodemo: una campanella a forma di piramide, l’ansa poi termina in una grande spirale.

Nicodemo De Simone – Coro di Lucera (a)

Tutto poggia a terra su un elemento che presenta un arco aperto nel cui centro vi è una campanella e dal lato aperto pende un pinnacolo.

Gli stalli in basso, di minor fasto, si diversificano dai precedenti, per le mensole piane dei braccioli, aventi al centro l’elemento decorativo di linea più semplice ma con ricciolo sporgente dal piano della mensola e da due campanelle che sostituiscono il pinnacolo nell’elemento che termina a terra, per il resto, il metodo di costruzione è identico.

Il seggio centrale, ha i braccioli molto diversi dagli altri, infatti oltre a essere posti circa 15 cm più in alto dai rimanenti, termina con riccioli che impostano il loro movimento di lato e con due testine di putto finemente intagliate.

Alle spalle dei seggi superiori, s’innalzano 26 colonne scanalate, aventi il capitello in stile corinzio composto.

Nicodemo De Simone – Coro di Lucera (b)

Sei di queste, disposte tre per lato del seggio centrale, costituiscono insieme ai restanti elementi decorativi la zona più complessa del coro. Esse scandiscono lo spazio in maniera solenne e nella loro staticità contribuiscono a slanciare questo corpo centrale, intorno al quale gravita tutta l’opera.

Tra loro vi sono racchiusi due angioletti dai lineamenti dolcissimi e veramente celestiali e una raggiera dorata dal centro della quale vi è la colomba che rappresenta lo Spirito Santo, dorata anch’essa.

In alto, le colonne sostengono una struttura architettonica costituita da due cornicioni a linea spezzata che sorreggono un timpano curvilineo. Sul frontale del cornicione e del timpano si inseriscono un baldacchino semicircolare con pendagli per tutta la lunghezza del frontale ed una insegna gentilizia appartenente ad un cardinale. A ridosso della suddetta struttura, s’innalza un coronamento maestoso costituito da un timpano curvilineo spezzato, al centro del quale vi è uno stemma gentilizio incorniciato in volute di foglie d’acanto e sormontato da una grande corona che rappresenta nel raccordo dei bracci curvi una sfera, sovrastata da una croce. Le restanti 20 colonne sono situate tra specchio e specchio a dimensionare lo spazio; esse scandiscono e articolano i vuoti e i pieni. Scompongono la superficie in tanti specchi incassati e sporgenti, precisando di ciascuno, il contrapposto plastico.

Quattro sono i grandi specchi sporgenti, sovrastati oltre il cornicione da cimase a volute spezzate.

Nicodemo De Simone – Coro di Lucera (c)

Le volute centrali hanno forma svasata a ricciolo, contenente una raggiera creata da accostamenti chiaroscuri di legni di essenze diverse.

Sul coronamento vi è la presenza di sei motivi vegetali a volute contrapposte che racchiudono un ventaglio di foglie avente al centro un ovale.

Essi sovrastano, oltre il cornicione, altri quattro pannelli sporgenti, posti verticalmente e due coppie di colonne che delimitano e scandiscono il limite estremo del coro.

Stato di Conservazione

Lo stato di conservazione del coro nel complesso può definirsi buono. Nel corso dei da secoli non ha subito molti maltrattamenti, perché non è stato soggetto ad un uso eccessivo; l’usura da calpestio risulta sulle pedane d’abete minima. Altri interventi di modifica e di distruzione volontari e non da parte dell’uomo si possono elencare nei seguenti casi:

Asportazione di alcuni motivi decorativi a campanella nei seggi inferiori;

Asportazione di alcuni pinnacoli nei seggi superiori;

Rottura di alcune ferrature negli sportellini posti di fronte al primo ordine di stalli;

Rottura di alcune ferrature negli sportellini posti di fronte al primo ordine di Inserimento di applique ad un braccio (non funzionanti) con relativo interruttore, nel tentativo discutibile di migliorare l’estetica del coro;

Nicodemo De Simone – Coro di Lucera – Stato di Conservazione

Piccolo intervento di restauro, sotto il piano del davanzale superiore, per mezzo di una non bene identificata sostanza di colore verdastra, somigliante vagamente a stucco, per colmare la mancanza dello spigolo sagomato.

L’aggiunta di due porticine negli accessi laterali del coro, per rendere meno agevole l’ingresso a persone non autorizzate, ma che non rompono la continuità dell’opera.

Applicazione sulla raggiera nel seggio centrale di una cassa acustica.

I fattori di degrado naturali che hanno interessato il coro, non sono eccessivamente gravi, infatti la presenza di fori di tarlo non è elevata, ad eccezion fatta degli intagli vegetali sul coronamento, che presentano più attacchi.

Gli specchi sono interessati in buona percentuale da spacchi da ritiro, che hanno colpito i supporti su cui la lastra di radica di noce e la lastra normale di noce sono state incollate.

 


Nicodemo De Simone, fine e originale intagliatore di Agnone. Per saperne di più Clicca QUI

Copyright: Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Augusto Di Marzo

Molisano di Castelpetroso (IS), ha frequentato a Firenze "L'istituto per l'Arte e il Restauro" e si è specializzato nella professione di restauratore di mobili antichi, In questa veste ha avuto modo di conoscere mirabili intagliatori. Tra questi, non ultimo il fine intagliatore di Agnone di nome Nicodemo De Simone. Dal 2006 vive a Milano.

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