%E2%80%9CGi%C3%A0+fatto%3F%E2%80%9D+%E2%80%93+Pic+Indolor+%E2%80%93+pubblicit%C3%A0+quasi+veritiera
altosannioit
/gia-fatto-pic-indolor-pubblicita-quasi-veritiera-146/amp/
Attualitá

“Già fatto?” – Pic Indolor – pubblicità quasi veritiera

Zia Rocchina, moglie di zio Vittorio il cantiniere, una donna esile, bassa, con voce gracchiante, capelli grigi tirati e raccolti a formare un tuppo, aveva un viso con tante rughe, quanto le difficoltà della sua vita.

Con un figlio paralitico, che aveva bisogno di continue cure, lei aveva imparato ad usare la siringa: già, la siringa di vetro, unica e sola, bolliva e ribolliva in quel piccolo contenitore di alluminio rettangolare con il manico a coperchio, ha bucato più panettoni (popò) lei che la Bauli nel mettere la crema.

“Già fatto?” – Pic Indolor – pubblicità quasi veritiera (AltoSannio.it)

Per noi ragazzi la siringa è stata l’atomica del nostro decennio, alla sua pronuncia si spariva, io Rocchina la conoscevo bene , perché da bambino ero di fragile costituzione, sempre con dolori alle gambe, senza voglia di mangiare; le iniezioni di calcio erano il mio pane quotidiano.

L’anziano medico chirurgo

Lei fungeva da assistente all’anziano medico chirurgo, che in un passato non troppo lontano, pare sia stato il podestà del nostro piccolo centro, senza recriminare quello che fu, con duro lavoro e professionalità si integrò nella nostra vita social popolare senza strascichi politici. Il medico ordinava… dieci iniezioni e zia Rocchina eseguiva. Quando la mattina presto la vedevo passare per la strada tremavo, come quando l’insegnante scorreva il dito sul registro: come a dire vediamo un po chi buchiamo oggi?

La ricompensa per Rocchina, erano delle uova fresche, un po’ di olio, qualche kg di farina e quando non avevano niente da darle le bastava un grazie. Come si fa a non voler bene a questo passato che senza rammarico né malinconia, ma con gentile umanità, ci ha permesso di essere vivi?

Oggi sembriamo come annebbiati, frastornati, talvolta ubriachi da indubbie realtà virtuali senza saper riconoscere quale è il senso della vita.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

Recent Posts

Dieci giorni di viaggio in giro per l’Europa, il tour che non scordi

Ti portiamo in un tour che non scorderai di certo in giro per l'Europa, dieci…

1 mese ago

Pensioni, aumento di soli 20 euro e nemmeno per tutti: ecco chi resterà escluso

Una doccia fredda che non ci saremmo aspettati: anche il prossimo anno gli aumenti sulle…

1 mese ago

Ma perché si dice sempre ‘mica pizza e fichi’? Dietro al detto romano c’è molto, molto di più

A Roma il detto 'mica pizza è fichi' è quasi un'istituzione come la Garbatella de…

1 mese ago

Il figlio influencer minorenne guadagna 200mila euro, la mamma nasconde tutto al Fisco ma ora sono guai

Scandalo social: la mamma del baby influencer intasca 200mila euro e nasconde tutto, ma il…

1 mese ago

Venezia è un viaggio assurdo, ma il motivo non è quello che pensi

Andare a Venezia è sicuramente sinonimo di emozione, per chi non ci abita e viene…

1 mese ago

Manovra 2026: ecco tutto quello che aumenterà dal prossimo anno

Il Governo di Giorgia Meloni ha presentato la bozza della Manovra di Bilancio qualche giorno…

1 mese ago