Genziana
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Le genziane sono un gruppo di piante erbacee annuali o perenni della famiglia delle Genzianacee.

Sono diffuse nell’arco alpino e sugli Appennini nella varietà comune, dai fiori blu e nella varietà maggiore, con fiori gialli e alta fino a un metro.

Genziana (altosannio.it)

La Genziana viene utilizzata per il suo sapore amaro, ma non tossico, per la preparazione di numerosi liquori o digestivi. Infatti, viene utilizzata in caso di cattiva digestione dovuta a pasti abbondanti o ricchi di grassi, perché stimola la produzione dei succhi gastrici e come amaro tonico.

Nella tradizione erboristica, la genziana, oltre che come digestivo e tonico stimolante dell’intestino, viene utilizzata come febbrifugo e come cicatrizzante per le ferite.

La leggenda della genziana

Si narra che tanto, tanto tempo fa, sulle Dolomiti, vivessero un re e una regina; i loro nomi erano Altomonte e Dolcefiore. Avevano tanto desiderato una principessina che, appena saputo della dolce attesa, si fecero portare un po’ dell’azzurro del cielo dalle fate del bosco per metterlo negli occhi della loro bambina. Di occhi azzurri, verdi o marroni se ne vedevano tanti, ma di occhi azzurro intenso come solo il cielo delle Dolomiti poteva essere, non ce n’erano, e loro volevano dare alla loro bambina qualcosa di speciale.

Quando nacque questa bambina, la chiamarono Genziana.

Il cielo era arrabbiatissimo per essere stato derubato, non sopportava che gli venisse portato via nemmeno un frammento del suo bell’azzurro, figuratevi due!!!
Genziana crebbe ma un giorno, mentre stava facendo una passeggiata in alta montagna, fu colta da un temporale scatenato dal cielo. Genziana inciampò in un ramo spezzato dal vento e cadde. Dai suoi occhi blu iniziarono a scendere delle lacrime che bagnarono il terreno. Da quel giorno, in alta montagna, crebbe un fiore a forma di tubetto e dai petali di un blu intenso, come gli occhi di Genziana. Questo fiore ha il suo nome ed esiste tutt’ora, crescendo nei luoghi che Genziana era solita visitare.

Pianta rara protetta

È considerata una pianta rara e non solo per la sua innegabile bellezza. È anche protetta, perché altrimenti rischierebbe l’estinzione. Di questa pianta si conoscono circa 400 diverse varietà, con dimensioni e colori dei fiori totalmente differenti tra loro.I più la apprezzano come pianta officinale, ma non ne disdegnano nemmeno il valore ornamentale. La genziana si presta, infatti, alla decorazione di giardini rocciosi e bordure e alla coltivazione in vaso e a pieno campo. Il terriccio ideale per la genziana è fertile, morbido, profondo, ben drenato e lievemente acido.

Un ottimo substrato per coltivare la genziana è composto da torba, sabbia e terriccio di foglie. L’esposizione ideale per coltivare la genziana è in pieno sole, ma per alcune specie potrebbe andare bene anche la mezz’ombra. La pianta, per germinare, può richiedere anche quattro anni, mentre la fioritura può protrarsi anche per dieci anni. In genere, per coltivare la genziana si raccolgono solo le specie non protette, ma questa pratica è sconsigliabile, visto che la genziana è simile a una pianta molto velenosa, il Veratro. Per dotarsi della genziana si procede, quindi, ad acquistare i semi presso un vivaio e ad interrarli in autunno. In alternativa si possono acquistare anche le piantine in vaso.

Curiosità

La sua radice è bianca, è lunga e molto amara al gusto ed è bucata di qua e di là in molti punti, a mo’ di croce, per cui ha preso il nome di crociata ed è diventata una delle piante incluse nell’emblematica del Cristo doloroso, come simbolo della croce.

La più ammirata è la genziana di Koch ( Gentiana Kochiana ) che ravviva i prati delle Alpi e dell’ Appennino con il suo caratteristico azzurro dalla corolla a calice.

Particolarmente diffusa in Valtellina la Genziana Purpurea, che ha fiori delicatamente profumati e dal colore rosa scuro intenso.

È curioso il fatto che tutti noi assumiamo la genziana senza saperlo: per esempio è contenuta in molti aperitivi analcolici e liquori digestivi. Quando i contenuti di un prodotto, di una bibita sono troppo dolci, si “correggono” con l’amaro di genziana.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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