Villetta Barrea …. …. in VIDEO

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Video, a fondo pagina, presentato in occasione dell’apertura della XIII Settimana della Cultura (9-17 Aprile 2011). L’Archeoclub di Villetta Barrea 

Particolare della Chiesa Madre di Villetta Barrea
Particolare della Chiesa Madre di Villetta Barrea

Territorio
Altitudine     990 m s.l.m.
Superficie     20,52 km²
Abitanti     677   (31-12-2010)
Densità     32,99 ab./km²
Comuni confinanti     Barrea, Civitella Alfedena, Scanno

Comune  esteso in un’area montana che ha conosciuto la presenza dell’uomo fin dalla preistoria; la sua economia si è schiusa da tempo alle opportunità offerte dal turismo naturalistico. La comunità dei villettesi, che presenta un indice di vecchiaia di poco superiore ai normali valori, risiede per intero nel capoluogo comunale, formato da un nucleo storico, che ha accusato gli effetti dell’ultimo sisma, e da moderni quartieri residenziali in cui i turisti si affollano solo in alcuni periodi dell’anno. Il territorio comunale è prevalentemente montuoso e il suo profilo registra l’andamento altalenante dei valori altimetrici, che si innalzano bruscamente in corrispondenza della montagna di Godi. Fra verdi praterie da pascolo e immense faggete, su un pendio si erge l’abitato, il quale domina una suggestiva veduta del lago di Barrea. Nello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, campeggiano la lettera M maiuscola gotica, che sostiene una croce, e un ramoscello con sette foglie rivolte all’insù e quattro all’ingiù.

Storia
Il territorio, popolato anticamente dai caracini -lo documentano i reperti archeologici affiorati in località Fonte della Regina e Piana di Decontra-, fu colonizzato nell’alto Medioevo dai monaci benedettini, che vi fondarono nell’VIII secolo l’abbazia di Sant’Angelo in Barreggio. Nel 937 questa subì una violenta incursione da parte dei saraceni e, ricostruita nel 1017, costituì il polo di aggregazione del borgo; quest’ultimo acquistò consistenza demografica soltanto nel XV secolo e attraverso una lunga teoria di consegne pervenne infine ai Caracciolo, rimanendo in loro potere fino all’eversione dei diritti feudali. I devastanti terremoti del 1915 e del 1984 hanno infierito con intuibili effetti sulla precaria struttura dell’abbazia di Sant’Angelo in Barreggio, ormai ridotta allo stato di rovine; il centro storico conserva poche tracce dell’antico splendore: fra queste, l’altare eseguito su disegno del Bernini che si conserva nella moderna parrocchiale. L’economia villettese è mutata radicalmente dopo il 1957, quando dallo sbarramento del fiume Sangro ha avuto origine l’attuale lago artificiale.

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fonte: Wikipedia

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

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