Villa Santa Maria

Villa Santa Maria (Mesopotamici di Villa S.M.)

Comune della provincia di Chieti in Abruzzo. Negli ultimi decenni ha visto la sua popolazione scendere da un massimo di 3.411  agli attuali 1.435  abitanti.

Dati amministrativi
Regione     Abruzzo
Provincia     Chieti
Sindaco     Vito Paolini (lista civica) dal 16/05/2011

Territorio
Altitudine     390 m s.l.m.
Superficie     16 km²
Abitanti     1.439[1] (31-12-2010)
Densità     89,94 ab./km²
Frazioni     Contrada Madonna in Basilica, I Pagliai, Montebello, Villa Santa Maria Stazione
Comuni confinanti     Atessa, Bomba, Borrello, Colledimezzo, Fallo, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Pennadomo, Pietraferrazzana, Roio del Sangro, Rosello

Altre informazioni
Nome abitanti     villesi
Patrono     san Nicola di Bari

Storia
La località è nota come “Patria dei cuochi”, per il suo Istituto Alberghiero Statale che ha formato cuochi divenuti celebri in tutto il mondo, ed è una delle attività economiche del paese.
Alcuni reperti archeologici trovati nei dintorni del paese attestano che la zona del Medio Sangro nei pressi della cittadina era abitato già in epoca italica (verosimilmente da gente di stirpe frentana). Durante le invasioni barbariche e ottomana fu ripetutamente invasa, il che costrinse la gente a rifugiarsi dietro la roccia chiamata volgarmente “La Penna”. Infatti il luogo originario era nei pressi della chiesa della Madonna in Basilica. In seguito fu feudo di varie famiglie, ma il clou si ha con la famiglia dei Principi Caracciolo (XVI secolo) i quali costruirono il castello. Le abitazioni della zona Congrega sono state costruite tra il XVIII e XIX secolo.
Durante la seconda guerra mondiale, erano presenti in paese alcune famiglie di profughi ebrei stranieri in domicilio coatto, che fraternizzarono con la popolazione locale. All’arrivo delle truppe tedesche nel 1943, il podestà Roberto Castracane negò recisamente che ebrei fossero ancora presenti in paese pur essendo a conoscenza che almeno una famiglia di essi, gli Steinberg, era nascosta presso la famiglia Piccone. Non appena – dopo un mese – le truppe tedesche lasciarono il paese, la famiglia Steinberg fu guidata a attraversare le linee e a raggiungere gli Alleati. Per questo impegno di solidarietà, il 16 aprile 1978, l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Roberto Castracane l’alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni.[2]

Archeologia
All’interno della Chiesa della Madonna in Basilica, nella prima cappella a destra, sono esposti alcuni reperti raccolti durante alcuni scavi per la realizzazione di un metanodotto. Essi consistono in frammenti di ceramica e di laterizi con bolli di officina originariamente posti in copertura e pavimentazioni o come manici e colli di anfore ed un dolio parzialmente fanno pensare che appartenevano ad una villa rustica.
È stata trovata una mano bronzea nell’atto di benedire con un serpente attorcigliato in direzione del pollice, quest’ultimo terminante a forma di pigna. Qualcuno ipotizza che appartenesse al dio Sabazio il cui culto si diffonde dal II secolo a.C. nel luogo ove vi sono tracce dei ruderi di fronte alla chiesa suddetta ed in parte portati recentemente nei giardini pubblici. Il serpente richiama influenze marsicane. (Vedi la Festa dei serpari e la dea Angizia).

Economia
L’economia del luogo è basata prevalentemente sull’enogastronomia e dall’Istituto Professionale Alberghiero.
Nell’abitato vi sono 3 liquorifici molto rinomati in Italia ed all’estero, produttori del punch villese, del Centerbe, dell’amaro villese, e dei liquori alla genziana ed alla liquirizia.
Minori proventi vengono dal turismo, dall’agricoltura, dall’allevamento e dal terziario

Monumenti e luoghi di interesse
Chiese
Chiesa di San Nicola di Bari, sita all’interno del paese. La chiesa ha facciata ristrutturata nel 1950 in stile neo-romanico. All’interno vi è un quadro raffigurante l’ultima cena di artista abruzzese.
Nella contrada Madonna in Basilica vi è la chiesa omonima costruita attorno l’XI secolo. Nell’interno oltre alla statua molto venerata nel paese della Madonna in Basilica vi sono un ossario e dei quadri di artisti locali.
Sempre nel centro del paese vi è la Chiesa della Madonna del Rosario detta anche della Congregazione o della Congrega con la facciata in stile romanico abruzzese è in via di restauro.
Altre chiese sono la chiesa della Madonna delle Grazie sita in località Lu Uell’ (in villese “Le Valli”), e la Chiesetta di Sant’Antonio abate, sita in località “Lu Pont'” (in villese “Il Ponte”).
In località “Contrada Dentro Gli Orti” vi era la chiesa di San Sebastiano.
Palazzi
Palazzo Spaventa. Presso la chiesa di Sant’Antonio Abate vi è il palazzo Spaventa. Costruito negli trenta ove era un mulino o un oleificio. La facciata è tra lo stile liberty e l’eclettico. Attualmente è in stato di degrado, anche se è il palazzo, attualmente è abitato, gli intonaci esterni si stanno deteriorando. Il palazzo consta di due piani. Al pianterreno si aprono 3 portoni. Al 1º piano si aprono 3 finestre con una balaustrata di balconi con colonnine digradanti verso l’alto, ai lati delle finestre terminanti con una decorazione ad arco sopra le finestre. Le finestre sono impreziosite da decorazioni in stucco ai lati delle colonnine raffiguranti di figure femminili che reggono dei festoni rappresentati da ghirlande di fiori.
Palazzo di Cicco. Accanto alla chiesa di San Nicola vi è il palazzo Di Cicco. La facciata è stretta. L’ingresso principale è sormontato da un balcone con finestra sormontato da una lunetta. Le altre finestre sul lato destro del palazzo rispetto alla facciata principane sono ad edicola con sopra un timpano di forma triangolare o di lunetta.[9] Palazzo Castracane.  Di particolare interesse è il palazzo Castracane sita all’incrocio di via Mercato con via Sangrina e via Congrega.  Nell’interno si conservano pregevoli arredamenti e nella cantina vi è una sorgente.
Casa Caracciolo e Casa Tavano. Nel Corso vi sono la Casa natale di San Francesco Caracciolo e presso Largo Trento e Trieste (spiazzale sullo stesso corso) vi è la Casa Tavano, pregevole esempio di architettura di fine Ottocento villese oltre la statua bronzea di San Francesco Caracciolo (opera di un certo Vismara) sita nei pressi della casa natale del santo.

Musei e fontane
Museo dei cuochi. In via Roma vi è il Museo dei cuochi gestito dall’Istituto Alberghiero sito nella via stessa un poco più a valle.
Di fronte al museo vi è la statua bronzea del cuoco e del cameriere.
Fonte Cillo. In località Fonte Cillo (in villese Funticill’) vi è una fontana di acqua diuretica.
Fontana Vecchia.  Presso l’inizio di Corso Umberto I° vi è la Fontana Vecchia. La fontana è stata realizzata all’inizio del Novecento. Il bassorilievo posto sul coronamento fu aggiunto nel 1926 per una disposizione fascista che obbligava ad inserire il proprio simbolo in opere statali. Infatti il basorilievo raffigura due leoni che reggono un fascio. Il fascio è stato distrutto dopo la caduta del regime fascista. La fontana è posta a ridosso di un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. Il corpo è realizzato in calcare con una trabeazione con modanature classiche. Una vasca centrale fa defluire l’acqua in due abbeveratoi laterali simili al corpo centrale.

La Penna
Nei pressi della chiesa della Madonna del Rosario vi è la roccia caratteristica del paese chiamata volgarmente Penna (derivante forse dalla stessa parola cui deriva anche pinnacolo) sorta di roccia in arenaria, calcare compatto e argilla che sovrasta il paese, anch’essa come la su citata chiesa della Madonna del Rosario è in restauro dal termine del secolo scorso.
Sorta di monumento difensivo nel Medioevo, secondo leggende e dicerie popolari questa roccia di svariati metri di lunghezza e di altezza, pare che incutesse terrore ai, chi più chi meno, improvvisati invasori, prevalentemente zingari e briganti, ma nel XIII secolo e nel XVIII secolo anche ottomani e saraceni, che costrinsero gli abitanti a trasferirsi dalla località Madonna in Basilica in posizione arroccata protetta dalla Penna, come se questa roccia fosse un muro di un castello naturale.

Durante l’epoca fascista venne incisa sulla “Penna” la scritta DUX a caratteri cubitali in onore di Mussolini; tale scritta era ben visibile da tutto il paese. Durante la II guerra mondiale un partigiano tentò di cancellarla, ma le milizie fasciste lo uccisero a colpi di mitra prima che potesse completasse l’opera. Ora tale scritta non è più visibile per via dell’erosione del tempo.

L’istituto alberghiero
L’origine dei cuochi di Villa Santa Maria è antica. Una leggenda afferma che i primi cuochi di questo paese risalgono all’epoca dei Caracciolo, difatti fu proprio nel castello dei Caracciolo che ebbe inizio la scuola alberghiera di Villa Santa Maria.[15] Nei periodi che i Caracciolo si trovavano a Villa Santa Maria organizzavano delle battute di caccia, i cacciatori, al loro ritorno amavano fare da cuochi e camerieri con bravura in questi due settori, questo, verosimilmente fece scaturire nel principe Caracciolo l’idea di aprire una scuola alberghiera, così si fece di Villa Santa Maria la patria dei cuochi.[15] Nel 1750 i Registri del Decurionato dell’Università di Villa Santa Maria parlano di famigli o apprendisti della ristorazione, cochi (cuochi), cucinieri, cocchieri, maggiordomi, maccaronari (produttori di maccheroni) e mastrodicasa.[15] Viene fondato nel 1939 come “Regio Corso Biennale di Avviamento Professionale a tipo Commerciale Alberghiero” intitolato a San Francesco Caracciolo. Viene subito frequentata da quaranta alunni, tra i quali due donne.
Nel 1968 dopo la soppressione degli istituti di avviamento professionale viene fondato l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato, ma ancora come distaccamento dell’Istituto per il Commercio di Lanciano da cui si staccherà solamente nel 1976 ottenendo così l’autonomia e la realizzazione di un convitto.
Sei anni dopo l’istituto assume lo chef Giovanni Marchitelli. Nel frattempo, con la riforma delle scuole secondarie superiori, l’istituto diventa Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri (IPSSAR), anche se l’istituto rimarrà famoso come “scuola alberghiera”.
Gli allievi, dopo tre anni di studi conseguiscono i diplomi di qualifica professionale come operatore ai servizi di ristorazione per Cucina, Sala Bar e Ricevimento; se gli studenti lo desiderano possono continuare gli studi per altri due anni conseguendo così il diploma di stato di Tecnico del Servizio di Ristorazione o di Tecnico dei Servizi Turistici e, se lo desiderano, iscriversi all’università ma anche partecipare a corsi di formazione professionale di sommelier, Food & Beverage, Chef nutrizionista (Chef specializzato in menu alternativi per patologie del metabolismo, tra cui il diabete).
L’istituto usa, durante lo svolgimento delle attività scolastico-didattiche, dei laboratori di cucina, sala bar, ricevimento con front desk e back office.
I convitti interni sono due: uno maschile ed uno femminile ove gli studenti sono vigilati ed educati durante gli orari extra-scolastici.

L’associazione dei cuochi della Val di Sangro
L’associazione ha sede a Villa Santa Maria ed è affiliata alla Federazione Italiana della Cucina. L’istituto è stato fondato nel 1914 come SACIA (Società di Arte Culinaria ed Impiegati d’Albergo) fondata da Luigi Pavia. L’obiettivo principale dell’associetà è quello di trovare un impiego a chi cerca un lavoro nell’ambito alberghiero. Anche durante la prima guerra mondiale la società continua ad esistere tanto che, nel 1928, viene eletto un consiglio di amministrazione, continua ad esistere anche dopo la seconda guerra mondiale ed il 28 ottobre 1945 si assiste alla elezione di un altro consiglio di amministrazione. In seguito, forse a causa dell’emigrazione, l’associazione, anche se continua ad esistere, comincia a lavorare poco, ma dopo la fortunosa prima edizione della rassegna dei cuochi viene rifondata l’associazione col nome di Associazione Regionale dei Cuochi d’Abruzzo ed in seguito nel 1990 cambia nome nell’attuale forma. Fu immediatamente affiliata alla Federazione Italiana Cuochi. Uno dei più importanti scopi dell’associazione attuale è quella di promuovere l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato di Villa Santa Maria.

Personalità legate a Villa Santa Maria
  San Francesco Caracciolo, (Villa Santa Maria, 1563 – Agnone, 1608), santo Patrono dei Cuochi d’Italia.
Domenico Pace Stanziani, detto “Pacitt'” per via de suo nome di battesimo (15 dicembre 1918 – 7 giugno 2000)
Tantimonaco Nicola, insegnante del locale Istituto Professionale Alberghiero, dove svolge la sua attività dal 1975, e autore di vari libri sulla tradizione e sulla storia di Villa Santa Maria.
Di Lello Antonio, scrittore, preside e presidente del GAP (Gruppo di Animazione Parrocchiale). Ha scritto vari libri su Villa Santa Maria e sulla cucina tradizionale locale.
Michele Mascitti, musicista
Carlo Cotumacci, musicista
Michele Cotumacci, musicista
Pietro Marchitelli, musicista
Dominick Salvatore, economista, nato a Napoli da famiglia originaria di Villa Santa Maria. Professore di economia a New York, scrittore di libri di economia e microeconomia.
Giuseppe Di Lello, giudice antimafia

Manifestazioni
Tra le manifestazioni più importanti, la Rassegna dei Cuochi del Sangro che si tiene ogni anno la seconda domenica di ottobre e la festa della Madonna in Basilica che si svolge tra il 9 agosto ed il 12 agosto.

Le fiere
25 marzo
la prima domenica di maggio
la prima settimana di ottobre durante la rassegna dei cuochi del sangro, trattasi di sagra che si svolge dal lontano 1977. L’intento dei promulgatori di questa sagra era quello di creare una rassegna gastronomica nazionale. Nel 2008 si è giunti alla 31ª edizione.  La manifestazione si svolge a partire dalla prima domenica di ottobre per tre giorni in occasione della ricorrenza di San Francesco Caracciolo. Dal 2000 la manifestazione viene festita dalla E.Ge.R.Cu. (Ente per la Gestione della Rassegna dei Cuochi) formato da rappresentanze del comune, della pro loco, dell’associazione cuochi, della parrocchia e della comunità montana di Villa Santa Maria.
il 1º novembre
il 6 dicembre durante la festa patronale (San Nicola di Bari)

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Fonte: Wikipedia

Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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