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Véucə də mamma e acqua də mundagna

Poesia di Ugo D’Onofrio [1] tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]

Il Verrino in una foto di Pietro Falcioni
Il Verrino in una foto di Pietro Falcioni

Véucə də mamma e acqua də mundagna

Acqua bbèlla də mundagna,
cóm’é dólgə ssa ninna nanna:
fammə durmì,
mmìezzə a šta jèrva alda,
chjénə chjìenə candannə
cómə facéva mamma.
Véucə də mamma chə naššə da lundanə
e puó zə pèrdə cóm’e vìendə tra lə ramə.
É làcrəma lucèndə. . . etèrna
chə štrégnə mbìettə e m’accarézza,
casca e pə la vallə va scurdata. . .
scurdata cóm’e l’acqua də šta fóndə,
ma déndrə tə lava
e arnaššə acqua də mundagna:
làcrəma lucèndə ch’arnaššə etèrna,
etèrna arnaššə acqua də mundagna.

 

Voce di mamma e acqua di montagna

Acqua bella di montagna,
com’è dolce quella ninna nanna:
fammi dormire,
in mezzo a quest’erba alta,
piano piano cantando
come faceva mamma
Voce di mamma che nasce da lontano
e poi si perde come il vento tra i rami.
É lacrima lucente. . . eterna
che stringe in petto e mi accarezza,
cade e lungo la valle va dimenticata. . .
scordata come l’acqua di questa fontana,
ma dentro ti lava
e rinasce acqua di montagna:
lacrima lucente che rinasce eterna,
eterna rinasce acqua di montagna.


[1] Ugo d’Onofrio, Molisano di Capracotta, allievo pilota aereo, professore, avvocato, magistrato dissemina la sua vita di pensieri poetici, sia nel dialetto locale che in lingua italiana, riguardanti i vari aspetti della vita sociale del suo territorio.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. In questa poesia la dolcezza della ninna-nanna di una madre, che culla il suo bambino, è stata ben paragonata alla mitezza dell’acqua di una sorgente, che fresca scende dalla montagna; entrambe non si dimenticano; sono due fonti di purezza perché dissetano l’anima sempre. MI HANNO RICHIAMATO ALLA MEMORIA “CONSOLAZIONE ” di D’ANNUNZIO, nel punto quando il poeta, rivolgendosi a sua madre dice …. ” LA pura ostia che monda io la riceverò dalle tue dita”… Bella e delicata poesia!

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