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Ver Sacrum, la Primavera Sacra

a cura di Enzo C. Delli Quadri

Giuseppe Colangelo - Ver Sacrum, 2014 - marmo nero del Belgio
Giuseppe Colangelo – Ver Sacrum, 2014 – marmo nero del Belgio

La Primavera Sacra (Ver Sacrum) era una ricorrenza rituale praticata da diversi popoli dell’Italia Antica. In particolare, essa era diffusa presso i Sabini e, sporadicamente, praticata anche dai Romani. In tempi arcaici il rito, anche per scongiurare pestilenze, malattie e carestie, consisteva nel sacrificare al Dio Mamerte (il Dio Marte presso gli   Osci), gli animali e tutti i primogeniti nati dal 1º marzo al 30 aprile della seguente Primavera.

In tempi storici più vicini a noi, gli animali venivano effettivamente sacrificati, mentre i bambinivenivano cresciuti ed educati come sacrati (cioè consacrati agli Dei) e poi, giunti all’età adulta, fatti emigrare altrove per fondare nuove comunità (Toutas). In questo modo nasceva un nuovo popolo mentre la comunità d’origine risolveva anche problemi di sovrappopolamento. La migrazione era guidata secondo una procedura totemica: si interpretavano i movimenti ed il comportamento di un animale-guida, per trarne auspici e indicazioni sulla direzione del viaggio. Ogni nuova Toutas ebbe un animale-simbolo; per i Sanniti fu il toro.

Il “Ver Sacrum” che determinò la nascita dei Sanniti seguì una sua rigida pratica. La partenza avvennne dal Lago sacro di “Cutilia” (nell’odierno territorio di Rieti). In questo laghetto sì era formata un’isoletta “natante”, considerata sacra e ritenuta l’ombelico della penisola italica dimora di un oracolo molto influente sui popoli sabini. Da qui partirono 7.000 “Sacrati con a capo Cominius Castronuis (Kumìs) che, seguendo le tracce di un toro, avrebbe interpretato le intenzioni dell’animale per determinare il luogo dove i “Sacrati” avrebbero dovuto stabilirsi. Tutto fa ritenere che il toro si fermò in Altosannio. Il nome del fiume Sangro prende origine dal nome “Sacrati”

Popolazioni antiche

Con il voto della Primavera Sacra nacquero, dalla prima Età del Ferro, varie Toutas che oggi definiamo “popolazioni italiche”. Tra le comunità d’origine, le principali furono gli Umbri e i vicini Sabini; questi ultimi inviarono diverse migrazioni verso sud-est, popolando l’intera dorsale appenninica, soprattutto Adriatica.

Dai Sabini nacquero, ad esempio:

  • Sanniti il cui totem fu il toro; occuparono inizialmente aree comprese nelle odierne regioni dell’Abruzzo e del Molise (soprattutto la Val di Sangro e la valle del Trigno) tra cui l’Altosannio (AltoMolise, AltoSangro, AltoVastese il cui acronimo è ALMOSAVA).
  • i Piceni, che ebbero come totem il picchio verde, sacro al dio poi identificato dai Romani con Marte. Essi partirono dalla Sabina e popolarono tutto il territorio compreso tra il fiume Foglia e il fiume Salino, giungendo quindi a dare unità etnica a tutte le attuali Marche. Per questo motivo lo stemma della regione Marche è il picchio verde.

 


Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. CHE BELLA STORICA DISSERTAZIONE! non la conoscevo assolutamente, e la sua veridicità naturale e sufficiente a farci inorgoglire delle nostre antiche radici comuni, NOI DELL’ALTOSANNIO! PUR SE GUIDATI DA UN TORO!!!!

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