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Usi e Riusi — Rinnovarsi senza Sradicarsi

a cura di Michele Luca Nero [1] Direttore responsabile del web magazine cuspide magazine (www.cuspidemagazine.com)

Premessa

Oggetto della rubrica sarà l’indagine a tappeto di tutto ciò che si è conservato della tradizione, attraverso il rinnovamento come sintomo di sincretismo culturale attraverso i decenni.
Come si sono evoluti usi, costumi, comportamenti. In particolar modo analizzeremo il presente alla luce del passato per cercare un filo conduttore dinamico che ha determinato la prosecuzione dei vecchi insegnamenti fino ad oggi.
Il comportamento alimentare, come quello sociale, l’attenzione e la cura di sé hanno subito negli anni notevoli cambiamenti pur restando in parte ancorati a delle radici che in alcuni casi sono molto profonde. La cultura almosaviana è assai ricca e variegata e ben si presta a indagini di questo tipo.

L’emigrazione e i vari trasferimenti interni hanno permesso alle antiche abitudini, quelle apprese dagli unici dispensatori della tradizione orale – ormai quasi del tutto estinti – di inserirsi in contesti eterogenei e a loro volta vittima di ulteriori sincretismi regionali.
In questo modo, proprio per un semplice discorso di sovrapposizione, le varie culture hanno dato vita ad ibridazioni più o meno articolate dove la riconoscibilità è andata a scapito a volte dell’una, altre volte dell’altra, conservando dominanti, più o meno affidabili, della cultura di provenienza.
A questo punto è lecito chiedersi: cosa sopravvive ancora delle nostre tradizioni? In che modo ci rapportiamo modernamente alle nostre origini?

Cosa le rende ancora attuali e genuine?
Sicuramente nel nostro caso il discorso della qualità e dell’eccezionalità di alcuni prodotti li rende indistruttibili, seppur minando e mettendo notevolmente in discussione la loro identità primaria.

 

In questa rubrica affronteremo di volta in volta, cercando anche di seguire un iter temporale e coerente, le varie situazioni d’uso non senza suggerimenti utili per rinnovare e rafforzare le nostre tradizioni più antiche o più diffuse.
Buona parte sarà dedicata al cibo che nella nostra tradizione ricopre un peso fondamentale, vuoi anche per la genuinità e bontà delle materie prime. Cercheremo di attualizzare e modernizzare le antiche ricette e di suggerire nuovi modi di presentazione delle nostre risorse, seguendo anche le più diffuse e contemporanee mode del food design.
Stesso discorso verrà applicato all’etichetta, cercando con il tempo di inseguire un “saper vivere” insito e sottinteso da sempre nella nostra cultura, dedita all’accoglienza, alla cortesia, all’ospitalità e al riguardo.
Un match di passato e presente con uno sguardo sempre rivolto al futuro, augurandoci che tale rinnovamento possa facilitarne la fruizione ed allargarne il pubblico, toccando in questo modo tutti i target possibili.

 

Le Buone Maniere. Rispetto, Cortesia, Riguardo

Essere ben disposti verso gli altri non significa soltanto sorridere ed avere un buon carattere, anzi. Le buone maniere, infatti, non riguardano semplicemente il saper scegliere quale forchetta usare, ma individuano ad un livello più profondo la civiltà e complessità di un’intera popolazione. Ottimismo e buon umore stimolano notevolmente la comunicazione e di conseguenza rendono l’individuo più ricettivo e aperto. Imparare il piacere e saper vivere sono una delle massime aspirazioni dell’essere umano che, antropologicamente reattivo, deve necessariamente interagire per sopravvivere.
Le buone maniere rivelano la sensibilità per i bisogni e i sentimenti del prossimo. Sono parte della formazione del carattere e della disciplina.

Sono un biglietto da visita che ci permette di capire l’origine e l’educazione dei nostri interlocutori.

Il battesimo, ad esempio, è una delle cerimonie che richiede maggiore intimità. Questo perché celebra il nuovo arrivato e lo introduce ritualmente in una comunità di pari. E’ un momento di raccoglimento dell’intera famiglia che decide di aprire un nuovo cammino verso Dio. Richiede una semplice cerimonia, con pochi familiari e un piccolo rinfresco.

La tavola è invece uno dei terreni più fertili per la comunicazione/interazione umana. E’ sicuramente uno dei soggetti che ha subito nel tempo il maggior numero di cambiamenti socio-culturali. Si è passati infatti da una fruizione verticale domestico/padrone ad un’idea di convivialità e partecipazione. Nonostante la sempre più diffusa mancanza di collaboratori a tavola è tuttavia importante sapersi servire, nelle molteplici occasioni in cui questo sia richiesto.

Attualmente, è sempre più in uso la tradizione di portare a tavola il piatto già preparato, solitamente in cucina. E la cucina diventa un luogo sempre più bello e curato, dove il più delle volte si sceglie addirittura di pranzare. Non c’è più il divieto di alzarsi dalla tavola prima che la padrona di casa inviti a farlo, né tanto meno ci si preoccupa di approntare una conversazione composta quando si è seduti.

Queste tradizioni sono, da sempre, appartenute ad un’intera comunità, senza distinzione di ceto. Soprattutto nelle occasioni festive molta attenzione era prestata all’abbigliamento che le distingueva da quelle abitudinarie insieme con il menù.

Oggi non si fa molta attenzione alle parole: permesso (entrando in una casa), di nuovo (salutando), piacere, buon appetito, che l’etichetta ha sempre ritenuto inopportune. Con il pranzo viene indicata la colazione e con la cena il pranzo.

Non esistono lavori “out” ma ognuno è chiamato a svolgere la propria mansione con serietà, impegno onestà.

Anche il matrimonio consente il vezzo di lanciare il riso fuori dalla chiesa, il taglio e l’asta della cravatta e a volte, pur di seguire i dettami della moda, non rispetta l’obbligo di sobrietà soprattutto se celebrato in chiesa.

La festa di laurea è diventata una routine e non più un fatto eccezionale ed ha perso il suo regime di eleganza a favore di un carattere maggiormente ludico e divertente.

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[1] Michele Luca Nero, Molisano di Agnone (IS), figlio e nipote d’arte, è dedito alla pittura, in cui prevale un carattere deciso, nel colore e nella definizione del soggetto, con una ricerca continua per unire tradizione e modernità.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Complimenti, molto carino. E’ importante ricordare da dove si viene, le proprie origini, per poter andare avanti!

  2. Le tradizioni hanno formato il presente..preservarle ed attualizzarle è il futuro

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