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Unità territoriale ‘ALMOSAVA’. Puntualizzazioni per gli scettici sull’ “unità”

di Terzio Di Carlo

 

Da più di mezzo secolo uomini politici, economisti , sociologi e studiosi di diritto avevano rilevato che le circoscrizioni provinciali italiane, quali unità territoriali intermedie tra Comuni e Stato, essendo state individuate con criteri puramente convenzionali, si presentavano inadatte a qualsiasi tipo di programmazione economica.

Il problema si era già affacciato negli anni della Costituente in cui si delinearono le forme della nuova organizzazione dello Stato che, accanto alla previsione della istituzione delle Regioni, ipotizzava nuove unità territoriali intermedie, non fittizie come le Province, ma con precisi caratteri socio-economici, consolidati nel tempo, fondati su una lunga tradizione di contatti e scambi[1].

Agli inizi degli anni Sessanta la Cassa per il Mezzogiorno finanziò tre indagine per la individuazione di “zone omogenee” nelle regioni Abruzzo e Molise.[2]

Dall’analisi di tali studi emerge chiaramente che l’area geografica denominata ‘ALMOSAVA’, comprendente  tre aree omogenee contermini Alto Molise, Alto Sangro e Alto Vastese, costituisce esattamente una ‘unità territoriale intermedia’ tra Comuni e Regioni (Abruzzo e Molise). Più precisamente tali unità vennero chiamate aree integrate. Tale espressione indicava un insieme di aree omogenee contigue che gravitavano su una o più città[3].

Nel rapporto di ricerca del Censis L’Italia dei territori (Mantova 13-14 febbraio 2009) ritroviamo sottolineature di grande attualità. In definitiva si punta a un ritorno ai territori:

  • Il territorio costituisce il supporto concreto alla ristrutturazione produttiva orientata al mercato globale;
  • Il territorio in Italia è un valore in sé;
  • Il paesaggio è l’unica vera fonte di identità nazionale.

Con questa nota riteniamo di aver contribuito a fugare alcuni dubbi che circolano intorno al progetto ALMOSAVA.



[1] Cfr. Ministero per la Costituente: Commissione per studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato. Relazione all’Assemblea Costituente. Vol. II, Autonomie locali, Roma 1946,  p.126

[2]  L’ équipe di esperti  che si occupò dell’indagine-studio in Abruzzo e Molise era formata dal dott. Agostino Paci responsabile dell’ufficio inchieste dell’ANMI –Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno- , dal dott. Bernard Van Heck esperto internazionale dell’Assistenza, dai dott. Manfredo Roncioni e Guido Vincelli studiosi di problemi meridionali.

[3] In Abruzzo, ad esempio, vennero individuate Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto e, sia pure in misura più limitata, Castel di Sangro.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Terzio di Carlo è stato uno dei miei primi insegnanti (1980) quando ho iniziato la mia carriera di “catalogatore” di beni librari! Un carissimo saluto Irma Elisa Catolino

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