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Una volta… il “Fuoco di Sant’Antonio” si curava così

di Maria Delli Quadri [1]

ZosterIl fuoco di  s. Antonio (o le fiamme di Satana) è una malattia virale a carico della cute e delle terminazioni nervose, causata dal virus della varicella infantile.  Il termine “fuoco di s. Antonio” deriva dal fatto che il santo ne fu affetto. La fantasia popolare poi si è impossessata del termine e lo ha chiamato così sempre, anche oggi per facilità di pronuncia. Il suo nome:  “Herpes zoster” deriva da due parole greche: serpente e cintura, che descrivono in modo appropriato una malattia dolorosa come un serpente di fuoco che si annida all’interno del corpo e che, a volte, ha strascichi lunghi e invalidanti. La malattia è caratterizzata da un’eruzione cutanea, dolorosa, con presenza di vescicole, ad un lato del corpo, spesso disposte in una striscia (da qui l’associazione con “cintura”).

I nostri antenati  lo curavano, “legandolo” (era questo il termine usato) con un oggetto d’oro: un medaglione, uno spillo, un ciondolo. La donna addetta alla cura passava e ripassava questa cosa sulla parte malata, pronunciando, come sempre in questi casi, preghiere e invocazioni  nelle quali, in nome della Vergine, dei Santi  e di Gesù, si scacciava il maligno da quel corpo martoriato.

Voi chiederete: “Qual era il risultato di queste pratiche?”.
Non so dire: a volte la malattia regrediva (da cui la24308869_farmaci-rimedi-antichi-contenevano-anche-alcuni-veleni-0 convinzione che  il massaggio con l’oro sortisse i suoi effetti), altre volte no; ed allora la spiegazione era che il diavolo  aveva vinto, e non si doveva fare altro se non aspettare.
I rimedi, oltre a quelli già citati, potevano essere: lo strofinio con l’aglio spaccato, le applicazioni con resina di abete o cerume di orecchie, la tela del ragno o (autentica penicillina), la polvere del legno marcio grattata da una trave vecchia della soffitta. Le ferite  e i foruncoli venivano poi fasciati fino alla successiva medicazione.

Per secoli l’umanità ha camminato su questi binari, per cui se ottimisticamente la speranza di vita  per Dante era  di 70 anni,  in realtà  portava ai lidi eterni  molto prima. Era questa la legge della vita. Donne e uomini sfigurati dalla fatica e dalla cattiva nutrizione, a 40 anni erano vecchi e smunti.

NOTE SCIENTIFICHE
Nota fin dall’antichità, L’Herpes Zoster  può  verificarsi a qualsiasi età, anche se è più frequente negli ultracinquantenni. Chi da ragazzo non ha avuto la varicella, non contrarrà mai la malattia. Il più pericoloso degli Herpes  è quello oftalmico che, se non curato bene, può  portare alla cecità. Il morbo si cura con farmaci antivirali e può guarire in  due o tre settimane, a volte anche di più.


editing di Flora Delli Quadri

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Un commento

  1. Cara Maria, BELLO il tuo articolo così scientifico- con riferimenti perfino a DANTE- direi ultra informato sui tradizionali RIMEDI MEDICI E FAMILIARI DI UNA VOLTA … Eppure perdonami e toglimi una curiosità: ma dove si poteva mai trovare tanto cerume delle orecchie da poter curare il fuoco di sant’Antonie!? Sci,mbendette L’ANDICHE ! E’ VERO CHE UNA VOLTA L’IGIENE LASCIAVA A DESIDERARE …MA CI VOLEVA UN INTERO BATTAGLIONE DI GIOVANI SOLDATI PER RACIMOLARE TANTO CERUME! E quindi poi un OTTIMO CERUSICO per applicarlo!! ma …Insomma sai di tutto e di più!..

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