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Un ultimo appello o un primo passo per lasciare il Molise.


di Enzo Carmine Delli Quadri

Un’ area interna è abitata da cittadini soggetti alle stesse leggi nazionali e alle stesse imposizioni fiscali cui sono sottoposti tutti i cittadini italiani. Di contro, non usufruiscono dell’offerta di servizi essenziali perché il territorio è caratterizzato da una significativa distanza dai principali centri di offerta di detti servizi essenziali.

Perché un’area interna possa sopravvivere a una desertificazione morale e materiale umiliante e degradante, occorre che le istituzioni statali, regionali e provinciali dotino queste aree di Sanità appropriata, Viabilità accettabile, Scuola adeguata.

Purtroppo la Casta Regionale Molisana, da decenni, sia che i governanti fossero di destra, sia che fossero di sinistra, è risultata molto sollecita a soddisfare i bisogni dei bacini elettorali più numerosi, trascurando in modo indegno l’ area interna dell’AltoMolise. Sanità e Viabilità sono allo sfascio. L’Alto Molise sta diventando, se non lo è già, la Riserva Indiana dei centri provinciali e regionale.

Basta.

La riunione di domani 19 novembre 2019 alle ore 19.00 presso il circolo di Conversazione San Pio di Agnone e la manifestazione di dopodomani 20 novembre 2019 già programmata davanti all’ospedale Caracciolo, non vogliono essere momenti che, il giorno dopo, i politici accantonano come fossero delle mosche fastidiose.

No di certo.  Esse vogliono rappresentare un momento di aggregazione eccezionale tra Sindaci e Associazioni del territorio perché giunga alla Casta Regionale, forte e all’unisono, una voce sola: l’ospedale Caracciolo deve essere, senza se e senza ma, un “OSPEDALE DI AREA DISAGIATA”non un semplice e insignificante Ospedale di Comunità che suonerebbe come una offesa all’intelligenza umana, ai sacrifici fatti dai privati nei decenni per tenerlo vivo, al buon senso. Se ciò non fosse, la Casta Politica Molisana si macchierebbe dell’ assassinio politico dell’Alto Molise, una Comunità, che ha 2500 anni di storia, di valori, di tradizioni. 

E’ ovvio che, nel caso la situazione dovesse precipitare e  non fosse possibile raggiungere tale obiettivo, sarà giusto e inevitabile attivare un processo che porti al Referendum per riaggregare l’Alto Molise alla vicina Regione dell’Abruzzo, disconoscendo la paternità politica e amministrativa della Regione Molise, visto che, di questo territorio, ha saputo solo sfruttare le risorse umane (deportandole o invitandole ad emigrare) e deprezzarne il patrimonio immobiliare e fondiario oggi oggetto solo di speculazioni para industriali al limite dello sfascio ambientale.

Domani 19 novembre potrà essere posta una prima pietra per costituire una Associazione che raccolga e rappresenti tutte le attuali associazioni del territorio e costituisca il punto di riferimento per ogni attività futura

Dopodomani 20 novembre, la manifestazione dovrà essere il punto di svolta tra un ultimo richiamo alle responsabilità e alla coscienza della Casta Regionale e un primo passo per giungere alla nomina di un Comitato, composto da sindaci e da rappresentanti delle Associazioni territoriali, che sviluppi a tappeto l’azione politica-amministrativa e legale per riportare l’Alto Molise sotto l’insegna della Regione Abruzzo. 

Non rinneghiamo l’identità molisana. Rinneghiamo una matrigna istituzione regionale che ha fatto dell’Alto Molise una terra mangiata senza pane

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. UN GRIDO DI DOLORE , meglio di una preghiera!
    Una denuncia politico-sociale, un’ esortazione forte e chiara…
    Si scuoteranno dall’indifferenza le persone responsabili del destino del Molise all’ABBANDONO!?
    DIO LO VOGLIA!

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