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Un gioiello trecentesco, riguardante Celestino V, in esposizione a L’Aquila

di Giovanni  Foti   –   3 ottobre 2012

Arte, storia e cultura si sono intrecciate nel salone della Filiale di L’Aquila nelle giornate dal 27 al 29 agosto per l’esposizione di un gioiello trecentesco: la pergamena, datata 11 luglio 1294, con cui gli undici cardinali riuniti in conclave a Perugia comunicarono a Pietro del Morrone (futuro Celestino V) la sua elezione a Pontefice “pregandolo di accettare il Manto Pontificale a beneficio della chiesa Romana, da troppo tempo priva del suo Sommo Pastore”.

Gioiello TrecentescoTale iniziativa, inquadrata nell’ambito dell’evento “Roma incontra L’Aquila” e in coincidenza con le celebrazioni della “Perdonanza Celestiniana” che si svolgono ogni anno in città, è stata organizzata grazie al coinvolgimento, a vario titolo, del mondo imprenditoriale, degli operatori culturali, della Curia e dei Comuni di Roma e L’Aquila. Fondamentale è stata la disponibilità degli Archivi Segreti del Vaticano che hanno così voluto dare alla città un segno di speranza e di rinascita, evidenziando il vero spirito della Perdonanza.

La notevole affluenza di visitatori (secondo quanto riportato da un’emittente locale hanno visitato l’esposizione circa 2000 persone) e la risonanza della manifestazione hanno testimoniato l’ampio successo dell’iniziativa che ha coinvolto la Filiale; ancora una volta la Banca ha mostrato di riuscire a corrispondere alle esigenze della città terremotata e particolarmente sentiti sono stati i ringraziamenti delle Autorità religiose e comunali.

L’esposizione della pergamena è stata anticipata da una “Lectio Magistralis”, tenuta da S.E. Monsignor Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto, nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, recentemente restaurata. Nell’occasione è stato puntualizzato il forte attaccamento della città alla figura di Celestino V e alla Perdonanza, un legame che passa anche attraverso la dovuta attenzione al documento esposto, intriso di storia e legato proprio a L’Aquila. Nel corso della sua esposizione, il Prefetto ha citato anche un altro documento, precedente a quello esposto e datato 5 luglio 1294, conservato pure negli Archivi Segreti del Vaticano, in cui era già “decretata” l’elezione canonica del nuovo Papa dagli undici cardinali riuniti in conclave, i quali affermano che “dopo diverse discussioni, essendo corso il nome dell’eremita Pietro del Morrone, uomo di santa vita, come d’improvviso e certamente in modo inatteso, unanimemente consentirono alla sua elezione a Sommo Pontefice, non senza effusione di lacrime e gioia della scelta di un uomo di Santa vita”.

Nella pergamena esposta, scritta in latino, gli undici cardinali si rivolgono quindi, sei giorni dopo l’elezione canonica, già al Sommo Pontefice e non più a Pietro del Morrone, in quel momento ancora ignaro di essere divenuto Papa ma consapevole che, stante le pressioni che avrebbe ricevuto, non avrebbe potuto rifiutarsi di accettare la nomina. Anche questo documento, come il primo, è munito di undici sigilli in cera rossa che identificano i cardinali conclavisti; l’ottavo sigillo fu apposto dal Cardinale Caetani, eletto poi papa Bonifacio VIII e successore di Celestino V.

Gioiello Trecentesco 1Fonti storiche riferiscono che entrambi i documenti, chiusi in due tubi metallici per facilitarne il trasporto, furono consegnati a Pietro del Morrone da tre vescovi e due notai papali, che lo raggiunsero dopo un difficoltoso viaggio, durato sei giorni; l’eremita Pietro si trovava, infatti, nella cella di S. Onofrio in una grotta a metà circa del monte Morrone in Abruzzo. Iacopo Stefaneschi, testimone oculare, racconta “[…] videro tramite una finestrella il santo vecchio eremita, già al corrente ma in maniera confusa, della sua elezione a pontefice, pallido in volto, la barba lunga e incolta, il corpo logorato dai digiuni, gli occhi gonfi di lacrime, con vesti logore e in una cella assai modesta”. Mentre si spianavano le due pergamene davanti all’umile vecchio, questi veniva ammonito – come dirà egli stesso all’atto della rinuncia – ad accogliere senz’altro l’elezione, perché altrimenti avrebbe compiuto peccato mortale. Davanti a questa imposizione alla fine accettò e discese a Sulmona.

I due documenti, consegnati dapprima ai notai, furono poi custoditi nell’archivio del monastero di S. Spirito del Morrone. Alla fine del ‘500 furono richiesti da Papa Clemente VIII e trasportati a Roma; nel 1602, per comando del Papa, furono riposti nell’Archivio di Castel Sant’Angelo per essere poi definitivamente custoditi dal 1798 negli Archivi Segreti del Vaticano.

Sono passati ben 718 anni ma siamo stati comunque colpiti dal misterioso fascino che questo documento è ancora in grado di emanare; ho avuto personalmente la sensazione di essere proiettato virtualmente in quella grotta buia e angusta dove il monaco eremita Pietro accolse i vescovi, tremolante per la sconvolgente notizia ma ben cosciente del peso che avrebbe comportato per lui il Sommo Pontificato.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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