Home / Cultura / Cultura Popolare / Transiberiana: D’Alfonso-Frattura, ci siete o dobbiamo confidare nel Papa?

Transiberiana: D’Alfonso-Frattura, ci siete o dobbiamo confidare nel Papa?

di Francesco Tufano

D’Alfonso-Frattura: fuori la “verve” e dimostrate che la denuncia di Francesco Tufano è solo pura fantasia e non denuncia di un modo miope e inaccettabilmente clientelare  di gestire il nostro territorio. (Enzo C. Delli Quadri, Presidente Almosava-Altosannio)

il-mondo-dei-sapori-transiberiana-d-italia

L’ennesima disfatta di questo territorio arriva proprio da chi dovrebbe gestire soldi pubblici per rilanciarlo, in particolare nel campo del turismo.

Per colpa di un’elezione (Regionali Abruzzo 2014), salvo diverso atteggiamento delle FF.SS., un sogno di diversi ragazzi, nati su questo territorio, è stato strozzato e spazzato via senza nessuna remora e senza alcuna attenzione verso di loro.

Gli antefatti: nel 2011, la linea ferroviaria Sulmona-Carpinone era stata ormai abbandonata dalla politica dei trasporti locali e rischiava la chiusura. Ricco della mia esperienza nel campo ferroviario maturata a Milano, e in Europa, e pieno della voglia di fare qualcosa per far sognare questi ragazzi, decisi di iniziare attraverso un’Associazione a organizzare treni turistici. Ho trovato dei giovani straordinari e, insieme a loro, poco a poco, con un grosso impegno imprenditoriale siamo cresciuti tanto da creare una Impresa Sociale che nel giro di poco più di un anno ha reso questa linea un vero prodotto turistico portando circa 8000 turisti provenienti da ogni parte d’Italia. Testate giornalistiche e Radio Televisive nazionali ed internazionali si sono interessati al nostro lavoro, al nostro modo di fare turismo, al nostro modo di presentare e far gustare i prodotti enogastronomici del nostro territorio, a presentare e far vivere i nostri Borghi ai turisti ed ecco che sono iniziate a piovere migliaia di prenotazioni di turisti da tutta Italia e da tutta Europa. Sembrava un miracolo ma, ce l’avevamo fatta, solo con le nostre forze e senza avere mai ricevuto nessuna prebenda dalle Istituzioni Politiche. Avevo dimostrato a questi ragazzi che era possibile lavorare nel territorio dove erano nati bastava solo crederci e, mentre ci accingevamo a fare le prime assunzioni dopo che questi ragazzi avevano lavorato per tanto tempo gratuitamente, ecco la beffa delle Ferrovie.

I fatti. La linea viene chiusa, per presunti lavori, il 20 ottobre 2013 e, cioè, il giorno prima di un nostro treno prenotato e pagato, con relativo servizio sostitutivo pagato da noi: da quel momento che è iniziata la fine del sogno. Qualcuno in Fondazione FS e in Ferrovie aveva capito che si poteva sfruttare il nostro lavoro senza colpo ferire e aveva iniziato a tramare al vertice per fare cassa senza che ne avesse i requisiti, salvo appartenere alla stessa famiglia delle ferrovie dello stato. Intanto, noi, in attesa di un’annunciata riapertura avevamo iniziato a organizzare treni turistici su altre linee ferroviarie aperte al traffico ordinario proprio per dimostrare che i treni turistici sono validi anche su linee normalmente percorse da treni ordinari perché, per fare del vero turismo in treno, non occorreva avere necessariamente un treno storico ma era la formula che avevamo ideato che faceva accorrere turisti in massa. Ovviamente anche questa dimostrazione di fattibilità dava fastidio a qualcuno tanto che, senza una precisa ragione, Trenitalia ci raddoppiava il costo di noleggio del singolo treno portandolo di un solo colpo da 5000 a 10000 euro. Cosa dire? Era impossibile programmare treni turistici che pur se pieni non sarebbero serviti nemmeno a pagare il costo del noleggio. Per loro, oramai, era stato fin troppo facile farci fuori e, tutto questo, pur se denunciato agli organi di stampa, ci rendeva inermi. Quindi, Fondazione FS e ferrovie, capito il business e ottenuta la compiacenza di un Ente Pubblico, quale il Parco Nazionale della Majella che ha subito sborsato ingenti somme di denaro pubblico, hanno prontamente riaperto la linea ferroviaria, per noi chiusa, annunciando che la stessa sarebbe stata riaperta solo per i treni turistici organizzati da Fondazione FS e solo per la tratta pagata dal Parco e cioè da Sulmona a Castel di Sangro.

Io, insieme ai ragazzi di Transita, che avevamo creduto e crediamo che anche su questo territorio, come avviene su tutti i territori del Nord e d’Europa, sia possibile creare imprenditoria giovanile, siamo rimasti beffati.

E’ opportuno, a questo punto, ricordare che i giovani nati in questo territorio ci sono, sono capaci e sono pronti a lavorare e l’hanno dimostrato, a tutti. Quello che non è e non sarà mai pronto è un territorio assolutamente asservito alla dominazione del politico di turno e che è abituato, da sempre, a vivere di prebende pubbliche. Per questo motivo, molti ex amici, avendo pensato ingenuamente (forse) che l’interesse di Fondazione FS e del Parco Nazionale della Majella fosse un interesse reale e non politico, mi hanno dato del bugiardo e, di fatto, hanno reso forti nei loro oscuri disegni personaggi che alle tante nostre richieste, di avere un materiale storico a nostra disposizione e di avere qualche contributo per svolgere al meglio il nostro progetto turistico, avevano risposto con costi improponibili di noleggio e con il diniego ad una compartecipazione delle spese per mancanza di fondi. Di fatto, alle mie richieste di far partecipare i giovani di Transita (e quindi i giovani, del territorio) a quella che sarebbe potuta essere un’opportunità per il territorio, mi sentivo rispondere che al momento non era possibile e che bisognava restare zitti altrimenti si sarebbe compromesso un accordo preso con molta fatica fra Fondazione FS e il Parco della Majella. Mi chiedevo e mi chiedo ancora, ma quale necessità c’era di tenere tutto nascosto? Perché alcuni sembravano sapere di progetti futuri che dovevano essere mantenuti nel silenzio più assoluto senza che i ragazzi di Transita ne fossero informati? Che strano!!! Due Enti Pubblici che tramavano (progetti di sviluppo territoriale) nel silenzio con un certo compiacimento da parte di chi doveva difendere i ragazzi di Transita…ma che senso aveva se non che vi fosse qualcosa di poco chiaro?

Ma chiaro lo era, almeno per me e per pochi altri, perché, quello che era osannato da più parti (specialmente negli ambienti politici) non era un progetto turistico bensì era l’ennesimo brindisi da farsi con soldi pubblici: nessuna regolare emissione di biglietti delle FS e noleggio di tre treni in un solo weekend a carico del Parco.

Se avessero dato, a Transita, quel fiume di denaro, si sarebbero potuti garantire, come minimo, altri 80 treni turistici (quaranta ogni anno) permettendo una programmazione seria e prospettando un ritorno economico sul territorio, sia dal punto di vista dell’immagine e sia dal punto di vista economico per le aziende enogastronomiche.

Che quello attuato dal Parco della Majella fosse un disegno politico, pre-elettorale, si capiva dalla fretta di organizzare ben tre treni straordinari nel weekend che precedeva le elezioni in Abruzzo senza che vi fosse nessuna logica turistica.

Ancora si sente blaterare che, forse, in una non specificata data sarà nuovamente organizzato un treno; non ci vuole un mago del marketing per capire che ciò non serve al turismo e allo sviluppo del territorio. Questo serve solo a tacitare gli animi, a spargere polvere sui danni che sono stati provocati. Un medio operatore turistico sa bene che per vendere ai turisti veri, quei treni, occorre programmarli almeno un anno prima e non una settimana prima. Ma per Fondazione FS questo non è un problema perché i suoi costi non sono noti, mentre è noto che se non riempie il treno chi paga è solo e sempre pantalone. Difatti, si sono permessi di far pagare un obolo di venti euro per accedere al treno e mi chiedo: quali sono i costi reali a fronte di un incasso di 12000 euro? Perché non se ne parla anziché chiedere il silenzio su tutto?

Ora, sono certissimo, tutto andrà nel dimenticatoio e, quanto fatto dai ragazzi di Transita, cui va tutta la mia stima, rimarrà solo un’esperienza sicuramente valida ma resterà, segnata in loro e per tutta la loro vita, anche l’amarezza di essere stati traditi da chi guida politicamente il territorio in cui sono nati.

Foto di Lorenzo Fosco - Dalla Transiberiana..... In viaggio verso Pietrabbondante
Foto di Lorenzo Fosco – Dalla Transiberiana….. In viaggio verso Pietrabbondante

Che fosse un bluff lo avevo dichiarato senza tema di smentita;
che nessuna Amministrazione Comunale abbia preso le difese dei ragazzi di Transita (pur avendo portato centinaia di turisti nei loro borghi) è noto a tutti;
che Fondazione FS faccia di tutto per fare cassa cercando prebende pubbliche da Enti compiacenti (aiutata da una gestione FS scoordinata, complice e senza che dichiari quali sono in realtà i propri disegni su questa linea) è una realtà nota in tutta Italia;
che i treni organizzati nel weekend 17/18 maggio fossero una semplice passerella elettorale è stata chiara a tutti visto che per la prima volta partecipava l’ex Presidente della Regione Abruzzo con tutti i Sindaci amici, con tanto di fascia tricolore;
che altro aggiungere…
che forse arriveranno società private del nord, a suon di soldi pubblici a fare quello che noi avevamo fatto a costo zero per le casse pubbliche?

Io, personalmente, continuo a ribadire che su questa linea va attuato un minimo di collegamento giornaliero fra Pescara e Napoli e viceversa (eliminando le corse sostitutive con bus che sono vuote e costosissime) e che il sabato e la domenica si dia la possibilità di far circolare un treno turistico, tutto Molisano e Abruzzese, nella piena disponibilità di un’Associazione, in comodato d’uso e quindi a costo zero, da poter essere gestito da cooperative di giovani locali con una programmazione turistica coordinata e valida.

Transita non esiste più: il terreno è sgombro; è ora che le tante inutili chiacchiere siano sostituite solo da atti concreti.

Se tutto questo non avverrà in tempi rapidi, la dismissione di questa linea sarà, purtroppo, una dura realtà, con mio sommo dispiacere.

Francesco Tufano
Francesco Tufano

Comunque, io sono pronto a qualsiasi confronto pubblico per ribadire il mio pensiero e per poter chiedere scusa, qualora mi venisse praticamente dimostrato (non con idee improponibili) che mi sto sbagliando in quello che asserisco.

Un abbraccio a tutti coloro che lo accettano e, comunque, io sono sempre pronto, senza rancori, senza odio e senza invidia, a stringere la mano a tutti coloro che, pur pensandola diversamente da me, provano gli stessi miei sentimenti per questo territorio magnifico e con tanta storia ma, purtroppo, con pochissimo interesse per chi dovrebbe averne.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. Carmine Antonelli

    È più conveniente fare acquisti di katamarani accordandosi con imprenditori privati e aspettare la prescrizione…succede cosi
    Ora renzie chi abolira’ la legge Cirielli che accorcorciando i termini di prescrizione vanifica i processi a favore dei colpevoli e le carceri strabordano di cittadini innocenti fino a condanna definitiva mentre sono in attesa di giudizio?
    Se n’è sccorto anche il vegliardo novantenne mentre i cittadini sonnecchiano al canto della sirena che si vanta di aver preso il 40% dei voti…dimenticando che ha votato la metà degli aventi diritto…

  2. Nicola. Sannita al 100%

    Solite porcate della politica all’italiana…..

  3. spero proprio che riusciate a salvare questa meraviglia di percorso: vengo di sicuro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.