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Torna di moda la tabacchiera.

di Marisa Gallo [1] nativa di Montefalcone nel Sannio

Tabacchiera
Tabacchiera

Poco più su  della mia casa abitava  Rachele. Mi chiederete:- Chi era!? Non era una parente, non un’amica o almeno, NON UN’AMICA MIA, giacché io ero una ragazzina e lei forse sessantenne. In realtà era amica della mia matrigna, ma era anche L’AMICA di tutti in paese, per la professione che esercitava: la  CARTOMANTE.

RACHELE, donna quasi giunonica,  dalle maniere allegre e forti, dalla parlata diversa, dalle grosse mani,  che, ricordo bene, erano macchiate di giallo-marrone  sulle dita, per l’abitudine al  fumo..

O quando non fumava, “spizzicava” tabacco da una tabacchiera, nemmeno troppo elegante, che scricchiolava  aprendola, ma era sempre piena di tabacco e … guai, NON ne faceva cadere una briciola!…

Anzi se sfuggiva una minima fogliolina, la raccattava dal grembiule che spesso portava, e nella cui tasca insieme ad altre cianfrusaglie, trovava posto la tabacchiera…

Donna a suo modo squisita, RACHELE non amava farsi chiamare “Za Rachele”, prefisso che a quei tempi in paese era diffuso; voleva dire “zia, “pur  non indicando  legame di parentela, bensì un segno di rispetto che si usava, per rivolgersi alle persone anziane.

Già! RACHELE NON ERA ZIA , NON AVEVA NIPOTI IN PAESE, perché non era del paese, ma di origini venete. IGNORO ancor oggi come e perché fosse venuta a Montefalcone ..

Sicuro  il suo ARRIVO era avvenuto dopo la guerra, credo. Alloggiata inizialmente presso una signora, malata, alla quale prestava aiuto in casa, forse come una moderna badante.

Aveva anticipato i tempi!? Era forse sfuggita alle foibe? Aveva lasciato il suo paese per altri motivi? Non so di più…

Faccio ricorso solo alla mia memoria di  adolescente, ma ricordo che quando abitava vicino casa mia, l’anziana signora malata era forse deceduta, e lei ne aveva preso il posto in casa, ma soprattutto nel cuore dell’anziano “padrone” Cistriani, che   LEI CURAVA E FORSE AMAVA. Spesso all’ora di pranzo, lo chiamava per farlo rientrare:- Cistrianuzzo , Cistrianuzzo a tavola, è pronto! “ La sua voce  roboante e corposa usciva dalla finestra aperta nelle sere d’estate, all’imbrunire, quando lui si godeva gli ultimi raggi di sole sullo  spiazzo, davanti casa, confabulando con qualche passante che tornava dai campi, con l’asino carico di ceppi o di sacchi…

E si sa, nei paesi una volta il vicinato si RISPETTAVA,  ci si fermava a far due chiacchiere, magari ci si aiutava anche a scaricare la VETTURA! Così si diceva della cavalcatura, allora, fosse un asino o un mulo!!!

Capelli bianchi  e già anziano, mai che Cistriani avesse alzato la voce con RACHELE… Si sarebbe sentito, poiché le case ravvicinate,  addossate le une alle altre, avevano pochi segreti che potevano restare tali !

Capitava  talvolta che Rachele nel suo “ lavoro” di cartomante “, impegnata con qualche cliente oltre l’imbrunire, ritardava la cena… Cistriani restava fuori, sullo spiazzo di casa e magari contemplava le prime stelle spuntare, e forse pregustava già un buon bicchiere di vino o  la buona frutta che qualche cliente tornato dalla campagna aveva riportato …

Sì, perché era questo soprattutto il modo di “ pagare “ le carte …… IN NATURA.

D’estate anch’io a volte passavo proprio davanti a loro, per recarmi dalla mia amica ed era d’obbligo fermarsi a salutare,  e spesso il buon vino gustato e scolato dava segno di sé sul viso rubicondo di Cistriani, dopo pranzo ma più spesso dopo  cena, sempre sullo spiazzo davanti l’uscio.

OGGI  mi sembra quasi di rivedere RACHELE, quando  spesso vedo i ragazzi che si preparano le sigarette,  estraendo il tabacco da tabacchiere anche “artigianali”, fatte in casa con estro e galanteria, in pelle, con qualche simil-ricamo, personalizzate, magari ricevute in DONO da amico/a.

Dicono  I RAGAZZI che così  si risparmia,  INVECE DI COMPRARE SIGARETTE.

Senza sapere che lo “spreco” non riguarda il tabacco …Oh, quello CHE SI SPRECA, ciò che va in FUMO È LA LORO SALUTE! SPECIE SE COMINCIANO A FUMARE DA GIOVANISSIMI!

Quella dovrebbe essere SALVAGUARDATA E TUTTE LE TABACCHIERE BUTTATE ALL’ARIA!


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

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EditingEnzo C. Delli Quadri 

 

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

5 commenti

  1. Rodrigo Cieri

    Che piacere leggere questo pezzo! Un vago ricordo ma emozionante il tuffo a quei tempi e a quella vita. Complimenti, Marisa!

  2. Antonia Anna Pinna

    La memoria è l’unico bene da conservare in uno scrigno d’oro. Grazie Marisa

  3. Grazie A VOI AMICI. Vero, le memorie specie quelle degli anni giovanili sono da conservare, perché ci fanno compagnia nei momenti di solitudine, nel tempo della vecchiaia!
    Peccato che ci sono memorie anche poco belle!

  4. Antonio Ferrara

    GRAZIE MARISA : LA TRADIZIONE E’ IL SALE DELLA VITA!

  5. angelo busico

    Sei anni fà, dopo vari lustri di volontariato nelle strutture per anziani del nostro territorio, è giunto per me il momento di andare a vivere in una di esse.
    Nella struttura incautamente da me prescelta, eravamo tutti “pazienti”.
    Un evento fortuito capitato nella struttura nell’estate del 2013 ha avuto come effetto collaterale la graduale acquisizione da parte mia della consapevolezza di essere incompatibile con la filosofia gestionale della struttura medesima e così, qualche mese dopo, ho cambiato aria.
    Qui, dove mi trovo, siamo tutti “zii” e “zie”: che consolazione !
    Grazie, signora Marisa, per avere ricordato ai suoi lettori anche questo uso lessicale.

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