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Terra d’Altosannio: La Mietitura (con video)

di Maria Delli Quadri [1] con video di CalliopeCivita[2]  

Schermata 2014-10-17 alle 13.55.01

Uno dei lavori più impegnativi tra quelli dei campi era la mietitura, che si svolgeva tra giugno e luglio.

Per mietere occorreva avere buone braccia e schiena forte, agile a chinarsi. Il lavoro iniziava alla levata del sole e terminava al tramonto. I mietitori, gente di mestiere spesso venuta da fuori,, procedevano in fila orizzontale, a volte cantando per dare ritmo e brio al gruppo. A sollecitare questa armonia di braccia e di cuori veniva in aiuto il buon vino familiare, servito fresco in una fiasca di creta rossa detta” quaquarella” o “cicina”, nel cui boccale c’erano tre fori da cui sgorgava il liquido ristoratore Il cibo dei mietitori era piuttosto sostanzioso e cominciava con la “vivitella”, primo pasto della giornata che consisteva in un pezzo di pane, cipolla fresca, un po’ di formaggio, uno spicchio d’aglio crudo per combattere la malaria e due bicchieri di vino. L’ultimo pasto era quello serale.

La fatica si faceva sentire nelle ore di maggiore calura e, con la fatica, la fame. L’occhio si volgeva con sempre maggiore frequenza verso il sentiero da dove doveva giungere la persona che portava sulla testa, poggiato sul cercine, un grosso canestro di vimini con le vivande appena cotte: maccheroni fatti in casa, carne, salsiccia e poi… vino e ancora vino.

L’abbigliamento del mietitore era il seguente: pantaloni da fatica, una camicia con le maniche rimboccate e, sulla testa, un grosso cappello di paglia o un berretto con la visiera. Il mietitore metteva attorno al collo un fazzoletto di colore scuro legato sotto il mento. Nella mano sinistra, dal mignolo all’indice, infilava i cannelli resistenti al taglio della falce. Al braccio destro attorcigliava fino al gomito degli stracci vecchi per difendersi dalle spighe

Per preservare il petto metteva la “mantera” di tela di sacco.

Il grano tagliato veniva raccolto in covoni detti manocchi. Altre persone non impegnate nel lavoro della mietitura, soprattutto le donne, erano addette al ricaccio dei covoni che venivano trasportati sull’aia dove sarebbe avvenuta la tresca………

La mietitura, in Altosannio, a Civitaluparella
(per vedere il filmato cliccare QUI)

 

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[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.
[2] Per vedere il Filmato completo della mietitura del 24 luglio 2011 a Civitaluparella, secondo la tradizione, curato dall’Associazione Calliope, contattare info@museocalliopecivita.it

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

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