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Te Deum Laudamus di Gustavo Tempesta Petresine: una piccola viuzza….

di Gustavo Tempesta Petresine [1]

I rivoli di acqua fredda riflettevano il mesto umore di due bracci di lampada che distribuivano una speciale luce solenne per l’evento. Una piccola viuzza liberata dalla neve era stata ricavata per permettere ai fedeli di accedere al portale della chiesa madre.

Aspettavano la luce sul mondo, quella luce che doveva accecare e salvare ogni umano cuore dall’abisso della miseria umana: di anno in anno si rinnova nella notte del 24 dicembre. Il presepe simbolicamente innevato per adattare al proprio clima la nascita di un redentore che secondo i vangeli era nato in climi tutt’altro che freddi.

L’usanza di tutto il mondo cattolico e non, che entra e esce dalle proprie chiese vestito e coperto, eludendo scrupolosamente la nudità del Cristo. Cercavano Il Cristo coperto d’oro come un idolo, immagine e somiglianza dell’uomo, antropomorfizzato. Un cercare di nobilitare il tanfo di escrementi che ogni essere umano conserva dentro e prudentemente ne tiene coperto il lezzo.”

Il prete recitava la novena dell’ultimo giorno e i fedeli seduti sui banchi gelati della chiesa aspettavano la nascita del bambinello.

Le voci stridule di alcune donne che andavano su di falsetto disonoravano il “latinorum” del sacerdote in una ripetizione cantilenante senza comprenderne il significato. Le vecchie vestite di nero: con i “maccaturi ” annodati si velavano il capo conservando il perpetuo lutto negli abiti scuri. Gli anziani prendevano posto negli ultimi banchi, in fondo alla chiesa.

Quegli uomini e donne avevano l’odore di cose passate, di tempo trascorso che aveva scavato profondi solchi su visi e mani. Quegli occhi spenti trasmettevano a chi li fissava, la serena sicurezza di non poterne più ricevere male. La conclusione di una storia come tante altre era prossima; era tempo di conciliarsi ognuno alla sua maniera, con il Creatore.

I mantici del vecchio organo sbuffavano azionati dalle braccia di qualche ragazzotto e il fiasco di vino accanto all’organista contribuiva a dare enfasi a un “Tedeum laudamus.”
Le semplici nenie si intrecciavano nel controcanto di omaccioni e satollavano i cuspidi degli archi e la navata della chiesa.

Ogni tanto una nota peregrina saltava fuori dalla tastiera dell’organo, rimbalzando sulla volta delle nicchie scendeva a farsi biasimare da qualche attento auditore per essere riacchiappata nel suo rivolto dallo strumento.

Il timbro pieno e possente dell’antico organo si impossessava dei flauti di vertebre di uomini e donne che attendevano il rinnovato evento della nascita di un redentore. Quel canto proseguiva speranzoso e melenso in una convinta volontà di pace, almeno fino a quando rimaneva racchiuso in quella dimensione, sui banchi di una chiesa.

Il vociare, prima sommesso, poi via via facendosi chiassoso teneva compagnia insieme agli aliti fumanti, a quell’angolo di paese popolato per una notte. Nel corso di un anno, una sola notte per redimere il silenzio del circondario, fatto di case chiuse e finestre serrate con le imposte accostate, dove tempo addietro occhi intriganti spiavano lo scalpicciare dei passi di gente che rincasava.

La chiesa si chiudeva, i fedeli sciamavano, e sotto il vecchio arco si facevano gli auguri di buon natale. Il bambino di terracotta salutava con le manine in alto.

Te Deum laudamus. Te Deum laudamus


dal romanzo FUOCHISTA di Gustavo Tempesta Petresine, acquistabile su: la feltrinelli,  libreria universitaria, amazon


[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente.  Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande”

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

2 commenti

  1. Grazie, signor Petresine (e grazie Enzo, che ci hai proposto questa perla).
    A coloro che, nel leggere queste righe, sono stati colti da qualche dubbio sul modo in cui hanno portato avanti la loro vita, propongo l’ascolto delle ultime strofe (dalla 22 alla 26) della versione INTEGRALE non censurata del canto “Quanno nascette Ninno” di S. Alfonso Maria de’ Liguori, reperibile agli indirizzi youtube.com/watch?v=l0ruP0TTTPI oppure youtube.com/watch?v=im_OGSjur6U
    Coloro poi che volessero ascoltare il canto seguendone più agevolmente il testo, possono utilizzare il copia/incolla che ho preparato al riguardo, richiedendomelo per telefono (al n. 3275340286, raggiungibile SOLO in fonia o tramite SMS) o per posta elettronica (all’indirizzo: bandierabianca2013@gmail.com). Buon anno a tutti.

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