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Sti lupe valene chiù de nu santuario

 Scritto di Franca Nocera

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Sotto le balze della catena montuosa della Camosciara, in un paesino montano di poche anime la leggenda del lupo cattivo ha sovvertito le sorti dell’economia locale. Il tutto ebbe origine dall’operazione “San Francesco”, campagna eco – sociologica promossa dal PNA e dal WWF nel 1970, un vero e proprio movimento in difesa del predatore col duplice obiettivo di salvare la specie dall’estinzione e capovolgere la leggenda del lupo cattivo. Da queste premesse ebbe inizio un lavoro lungo e faticoso di sensibilizzazione in favore del Lupo che, tutto sommato, non era difeso da nessuno. Una delle prime iniziative fu assicurare il risarcimento dei danni provocati al patrimonio zootecnico che si rese possibile grazie ad un primo finanziamento che il PNA ottenne dal WWF Italia, cui seguirono gli interventi delle Regioni interessate.

A Civitella Alfedena fu allestito il Museo del Lupo. Un vero e proprio polo didattico dedicato ai più giovani. Il bilancio del Museo, dopo solo un anno d’apertura, andò di là d’ogni più rosea previsione, ben 80.000 visitatori varcarono la soglia del museo e visitarono l’area faunistica allestita qualche anno prima. L’operazione San Francesco per la piccola comunità divenne un vero e proprio business ed il Lupo smise i panni del “cattivo a tutti i costi” per rivestire i caratteri di essere selvaggio, predatore dei boschi da conoscere. Nel paesino montano tutti ricordano le parole della vecchietta che durante la presentazione di un progetto per la costruzione di un santuario commentò: “sti lupe  valene chiu’ de nu santuario!”.

“Sti Lupe”, aborriti al punto che una legge della città Sabina Carseoli vietasse persino pronunciare il nome ed una notificazione del 1828 del Vescovo di Albano e del Cardinale di Camerlengo che prevedeva il pagamento di dieci scudi per ogni cucciolo ucciso, divennero il volano di sviluppo dell’area. Tutti in fila a scrutare nello sguardo del lupo tracce della leggendaria cattiveria!…la radicata mentalità, retaggio di un epoca ormai lontana iniziò a cedere il passo. Un approccio più consapevole e informato sul predatore cominciò a farsi largo.

Nel 1973 si ottenne anche la protezione legale del lupo con il Decreto Natali e in definitiva nel 1976 con il Decreto Martora. Non che questo avesse garantito l’immunità al predatore  ma lacci, tagliole e bocconi avvelenati furono messi al bando. Civitella Alfedena divenne il centro pilota del Parco e un esempio di turismo sostenibile riconosciuto in Italia e all’estero per aver saputo coniugare protezione ed economia mentre il Lupo, oggi, è iscritto nella lista rossa dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione) e figura nell’allegato A II della CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Animali e Vegetali Selvatiche Minacciate di Estinzione). La protezione legale e le misure di conservazione adottate hanno permesso un incremento demografico della specie ed un‘espansione dell’area di presenza che comprende tutta la dorsale appenninica fino all’arco alpino occidentale. Tuttavia, il lupo è ancora vittima di atti di bracconaggio, di bocconi avvelenati e di armi da fuoco, nonostante la protezione legale a livello nazionale ed internazionale.

Sul territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise  vive la popolazione sorgente del Lupo appenninico, ma incontrarlo nel bosco resta un evento raro e imprevedibile, come capitato alla scolaresca di Bari. Il capobranco attraversò il sentiero rivolgendo ai giovani escursionisti appena uno sguardo. I ragazzi attesero il passaggio del resto del branco composto da sei esemplari in tutto, scrutandone lo sguardo in rispettoso silenzio. Inoltrarsi nella foresta selvaggia con la consapevolezza che lo sguardo del predatore ci scruta tra gli alberi, suscita ancora timore, ma il suo celarsi agli occhi dell’uomo, riprova ancora una volta che Cappuccetto Rosso non la raccontò proprio giusta. Nel piccolo centro montano non è raro udire dall’area faunistica situata nel paese, l’incanto dell’ululato. E’ il Lupo che canta alla sua terra la dignità e libertà di essere selvaggio sopravvissuto allo sterminio grazie anche al piccolo contributo di un remoto paese di poche anime che in esso hanno creduto ricevendone in cambio più di quanto potessero ricevere da un santuario.

“I lupi, come tutta la fauna selvatica, hanno diritto di vivere nel loro stato naturale. Questo diritto non è in alcun modo connesso al loro valore conosciuto per il genere umano. Deriva piuttosto dal diritto di tutte le creature viventi di coesistere con l’uomo, come parte di ecosistemi naturali”     Consiglio d’Europa 1971

a cura di Loretta Montenero

 

Sti lupe valene chiù de nu santuario

Under the cliffs of the mountain range of Camosciara, in a mountain village a few souls the legend of the big bad wolf has subverted the fortunes of the local economy. Everything originated by the “San Francisco” campaign eco – sociological promoted by the PNA and the WWF in 1970, a real movement in defense of the predator with the dual aim of saving the species from extinction and turn the legend of the wolf bad. From these premises, began a long and tiring awareness in favor of the Wolf, after all, was not defended by anyone. One of the first initiatives was to provide compensation for damage caused to livestock which is made possible thanks to a first loan that the PNA obtained by WWF Italy, followed by the interventions of the regions concerned.
In Civitella Alfedena was housed the Museum of the Wolf. A real educational center dedicated to young people. The budget of the museum, after only a year of opening, went beyond all wildest dreams, a total of 80,000 visitors crossed the threshold of the museum and visited the wildlife area set up some years ago. The operation San Francesco for the small community became a real business and the Wolf stopped the role of “bad at all costs” to be timely to be wild, predator of the woods to know. In the mountain village all remember the words of the old woman who during the presentation of a project for the construction of a sanctuary said: “sti lupe Valene closed ‘de nu sanctuary.”
“Sti Lupe” abhorrent to the point that a city law prohibiting Sabina Carseoli even pronounce the name and a notification of 1828 the Bishop of Albano and the Cardinal Camerlengo, which provided for the payment of ten crowns for each puppy killed, became the driving force of development of the area. All in a row to scan in the eyes of the wolf tracks of the legendary evil! … Deep-rooted mentality, the legacy of a long-gone era began to give way. A more aware and informed about the predator began to take off.
In 1973 he also obtained the legal protection of the wolf with the Decree Natali and ultimately in 1976 with the Decree Marten. Not that it would grant immunity to the predator but snares, traps and poisoned bait were banned. Civitella Alfedena became the center of the park and a pilot example of sustainable tourism recognized in Italy and abroad for being able to combine security and economy and the Wolf, today, is recognized in the red list of the IUCN (World Conservation Union) and Annex A II of the CITES (Convention on International Trade in Wild Fauna and Flora Species Endangered). The legal protection and the conservation measures adopted have led to an increase in population of the species and an expansion of presence which includes the entire Apennines to the Alps to the West. However, the wolf is still a victim of acts of poaching of poisoned bait and firearms, despite the legal protection at national and international level.
On the territory of the National Park of Abruzzo, Lazio and Molise people live source of the Apennine wolf, but to meet him in the woods is a rare and unpredictable, as happened to the student body of Bari The leader crossed the path turning to young hikers just one look . The boys waited for the passage of the rest of the pack consists of six pieces in all, scrutandone gaze in respectful silence. To advance in the wild forest with the understanding that the look of the predator searches us through the trees, still arouses fear, but as hidden to the human eye, proof once again that Little Red Riding Hood not told it just right. In the small mountain town is not uncommon to hear from wildlife located in the country, the charm dell’ululato. It ‘s the Wolf sings to his homeland the dignity and freedom to be wild survived the Holocaust thanks to the contribution of a small remote town of a few people who have believed in it in return more than they could receive from a sanctuary.
“Wolves, like all wildlife, are entitled to live in their natural state. This right is not in any way related to their value known to mankind. Derives rather from the right of all living creatures to coexist with humans, as part of natural ecosystems ”
Council of Europe 1971


Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright http://www.terraecuore.net/

 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Innanzitutto devo dire che questo scritto mi ha un po’ “riconciliata” con l’animale LUPO, che nel mio retaggio personale era ritenuto “cattivo”, forse per aver dato troppo credito a Cappuccetto Rosso!?
    Ma quando( circa 70 anni fa) insieme alla mia sorellina- di 7/8 anni, ed io di 10 /11- andavamo a raccogliere le ghiande al limitare del bosco, senza addentrarci, restando sulla strada, c’erano VERAMENTE più lupi –animali e ALTRO…
    Detto questo, la bonaria, corretta ed amabile descrizione – con la frase esaltatrice della vecchietta- e il numero esiguo attuale degli animali, fanno davvero comprendere quanto sia importante nella natura il ruolo di ogni essere, e quindi anche l’ululato acquista il suo incanto!!
    Da ultimo, ma credo MOLTO IMPORTANTE, vedere per la prima volta un racconto tradotto in inglese , mi ha fatto grande piacere, pur non conoscendo io la lingua inglese…
    Complimenti per l’iniziativa… nuova e moderna.

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