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Sò cirille, ma tienghe li diente! – Sono piccolo ma ho i denti

Ovvero “L’ombre di Vitangele”  –   “L’ombra di Vitangelo”. Aneddoto[1] Almosaviano di Benedetto di Sciullo[2] e Giovanni Mariano[3]

Vitangele ere n’ome di lu Falle chi stave nchi na femmene di lu Monte e, na volte a la sittimane, la ive a truvà.
Vitangelo era un uomo di Fallo che aveva una relazione con una donna di Montelapiano e, una volta a settimana, l’andava a trovare.

Ariminive a lu Falle sempre la sera tarde e quase sempre stave miezze mbrijeche.
Tornava a Fallo sempre la sera tardi e di solito era mezzo ubriaco.

Na volte vicine a lu vallone di lu Monte, ncuntrette nu vaglione. Era verse mezzanotte e a Vitangele i parette strane ca a chell’ore lu vaglione stave aloche. Lu citre lu guarduave e nin parlave, allore Vitangele, criuse, i’addummannette:
Una volta, vicino al ruscello di Montelapiano, incontrò un bambino. Era verso mezzanotte e a Vitangelo sembrò strano che a quell’ora il ragazzino si trovasse là. Il fanciullo lo guardava e non parlava, allora Vitangelo incuriosito, gli chiese:

– Chi si tu? Chi ci fiè aecche? – Lu vaglione lu guardette ancore tante bene e doppe, sgarbatamente, i’arispunnette:
– Chi sei tu? Cosa ci fai qui? – Il ragazzino lo guardò ancora per parecchio tempo, poi, sgarbatamente gli rispose:

– Chi ti ninmporte a te?
– A te che cosa importa? –

– A me mi ninmporte picchè tu sì troppe cirille pi stà aechhe a sctore –
– A me interessa poichè tu sei troppo piccolo perché stia qui a quest’ora. –

– I so cirille, ma tienghe li diente! –
– Io sono piccolo, ma ho i denti! –

I’arispunnette lu vaglione spalijenne la vocche. Allore Vitangele vidette ca lu citre tineve tanta diente gruosse e tagliente.
Gli rispose il ragazzino spalancando la bocca. Allora Vitangelo vide che il bambino aveva molti denti grandi ed affilatissimi.

L’ome zi mittette pause e z’apparette l’uocchie pi nin guarduà, ma quanna luvette la miene, lu vaglione nin ci stave chiù.
L’uomo si spaventò e si coprì gli occhi per non vedere, ma, quando tolse la mano, il ragazzino era scomparso.

Vitangele allore, ancora chiù mpaurite, zi mittette a scappà verse lu Falle e, appene arijute a la case, zi chiudette dentre. La notte n’arriscette a durmì pi la paure. Lu iuorre appriesse ariccuntette a tutti chiente ca, vicine a lu vallone di lu Monte, jere arrisciute l’ombre e, ancora mò, l’onne chiemme l’ombre di Vitangele.
Vitangelo, allora, sempre più spaventato, si mise a correre verso Fallo e, appena tornato a casa, si chiuse dentro. La notte non riuscì a dormire per lo spavento. Il giorno dopo raccontò a tutti che, vicino al ruscello di Montelapiano, gli era apparso un fantasma il quale, ancora oggi, è ricordato con il nome di “Ombra di Vitangelo”.

Naturalmente, su quest’aneddoto la fervida immaginazione contadina ha molto fantasticato, ma l’ipotesi della comparsa di un fantasma (in dialetto, con il termine “ombra” s’indica di solito uno spirito malefico) è sempre stata considerata, dalla maggior parte dei paesani, piuttosto remota. È più probabile che Vitangelo, con la mente ottenebrata dal vino, abbia avuto, a suo tempo, un’allucinazione. Nonostante ciò, quando si cita la frase “Sò cirille, ma tienghe li diente!”, si vuole mettere in guardia qualcuno dal sottovalutare una persona che, dietro un apparente aspetto mite, potrebbe nascondere un carattere tutt’altro che mansueto.

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[1] Aneddoto = Notizia storica marginale, poco nota ma caratteristica, relativa per lo più a un personaggio o evento importante. O, anche, raccontino breve e arguto, relativo a personaggi o fatti reali o tipico, significativo di un certo ambiente. In senso più ampio, fatto particolare e curioso della vita privata di qualcuno
[2] Benedetto Di Sciullo, Abruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti.
[3] Giovanni Mariano, Abruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, la aria, i profumi dell’Alto Vastese.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Bellissimo aneddoto, che non conoscevo!Eh, già, anche le ombre a volte hanno “SPESSORE” e ci mostrano i denti per farci capire MEGLIO le situazioni più o meno belle che si vivono!

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