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Si mieteva con le cannucce alle mani

Leonardo Tilli

Anche a Fraine, alcune persone, per prendere gli steli di grano da tagliare con la falce, utilizzavano cannucce preparate tagliando pezzi di canna già secca, con il foro abbastanza largo da infilarci comodamente le dita della mano.   Queste “cannucce” venivano indossate come “prevenzione infortuni“. In questo modo, quando per la stanchezza, o per distrazione, la falce “scappava” più in alto, non colpiva le dita, ma i vari pezzi di canna in cui erano infilate le dita. 

Questi “Salvavita” rudimentali erano sagomati in modo da proteggere sia le dita e sia il resto della mano che prendeva la branca, la “mannella” di steli di grano da tagliare con la falce impugnata con l’altra mano. Essi venivano fatti su misura, direttamente dal mietitore. Rendevano, dovevano sempre rendere liberi i movimenti della mano che prendeva gli steli di grano, di orzo, di avena, o altro.

Si tagliavano i pezzi di canna, ogni pezzo doveva contenere un nodo. La parte dove era il nodo era la parte in cui dovevano essere infilate le dita. Calcolata, approssimativamente, la lunghezza delle dita sulla canna, a partire dal nodo, in quel punto la canna veniva incisa, con un taglio leggermente obliquo verso l’alto, fino a metà della circonferenza della canna. La metà, superiore al taglio obliquo sulla canna, andava tolta, asportata, tagliando verticalmente il pezzo di canna. 

Questo lungo ditale, con la parte sporgente superiore con metà della canna, andava rifinito ed andava adattato ad ogni dito. Pur non avendo l’articolazione del dito, che veniva quasi tutto incapsulato, non doveva impedire i movimenti e non doveva essere né troppo largo e né troppo stretto.

Per la mia poca esperienza, non sono in grado di fare una statistica, ma poche persone le preparavano, a Fraine.

Copyright: Altosannio Magazine 
EditingEnzo C. Delli Quadri  

About Leonardo Tilli

Abruzzese di Fraine (CH), universitario a Urbino, conseguita la Laurea, è costretto a emigrare a Bergamo, in Lombardia, dove dapprima esercita il ruolo di Professore e, poi, di Preside, fino al collocamento a riposo. Ora si diletta a riscoprire antiche mai sopite emozioni legate alla sua amata terra nativa.

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