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Attenti, nelle decisioni strategiche territoriali, il tempo non perdona.

di Enzo C. Delli Quadri

Il processo di riaggregazione territoriale è diventato un fiume che si ingrossa sempre di più.

Già a livello governativo, in occasione della fiducia, Enrico Letta aveva affermato come fosse importante la centralità dei territori e delle regioni. E, nell’occasione, aveva affermato: “Bisogna riordinare i livelli amministrativi e abolire le provincie, … (valorizzando)…. Comuni e Regioni per rafforzare le loro responsabilità, in un’ottica di alleanza tra Governo e Territori …..”

Ed è di questi giorni il Disegno Di Legge del Governo che conferma le  sue intenzioni.

Questa volta, appaiono sempre più fantasiose e chiaramente pretenziose le contestazioni che vengono da parte di chi, oggi, si ingrassa dentro il sistema che, con le province, tiene in piedi oltre 5.000 enti portatori di sprechi inaccettabili.

E, pertanto, come ALMOSAVA (Alto Sannio) va predicando da due anni, viene confermato che:

l’ordinamento statale basato su ben 6 livelli di gestione amministrativa (1. lo Stato, 2. le Regioni, 3. Le Province, 4. le Comunità Montane, 5. Grandi e Piccolissimi Comuni, 6. i Municipi (dentro le grandi città), + i 5.000 enti di cui sopra;

sarà sostituito da un ordinamento NUOVO, basato su 3 livelli soltanto
Stato
Regioni (macro)
e territori organizzati.

Molti lo hanno capito o hanno dovuto capirlo.

A questo proposito va detto che

  1. il problema delle Regioni o Macro Regioni, sarà risolto a livello nazionale, con l’intervento massiccio di partiti e grandi associazioni anche culturali
  2. Il probelma dei Territori Organizzati vedrà:
    1. da una parte le Aree Metropolitane, aggregati di milioni di persone, per le quali provvederà la legge nazionale;
    2. dall’altra le Unioni dei Comuni, per le quali nulla sarà deciso in termini perentori; molto sarà rimesso alla capacità, volontà, emotività, sensibilità, serietà delle Amministrazioni Comunali esistenti.

Se queste Amministrazioni opereranno per ottenere Unioni dei Comuni limitate a piccole aggregazioni territoriali (minimo sindacale), guardando al Campanile e ai piccoli interessi di bottega, esse condanneranno il loro Comune e il loro Territorio alla marginalità, al disinteresse, allo sconforto e, in definitiva, lo consegneranno alla definitiva desertificazione morale e materiale.

ALMOSAVA (Alto Sannio) non cesserà mai di ricordarlo, anche se c’è coscienza del fatto che, in queste decisioni, come in ogni decisione strategica, il TEMPO è fondamentale.

Una decisione come quella proposta, più di un anno fa, da ALMOSAVA (Alto Sannio),

  • se assunta allora, avrebbe consentito, oggi, di essere pronti sul terreno della Concorrenzialità Territoriale e degli Obiettivi Programmatici e Progettuali,
  • se assunta in questi mesi, può avere ancora una qualche probabilità di successo;
  • assunta tra due anni, servirà a poco, perché si finirebbe in un calderone indistinto in cui il Potere Contrattuale Territoriale sarà né più né meno simile a quello che oggi hanno i territori “separati” dell’Alto Molise, Alto Vastese, Alto e Medio Sangro, cioè: nullo, o quasi.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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