Setə

2
1990

Poesia di Gustavo Tempesta Petresine [1]
tratta dal suo libroNe Cande[2] stella notte

Setə

Uei! Sctella sctella
ca allùm
ə ‘ssa nuttàta
chemmuò sié apprùf
əttiètə
ca la luna,
z
ə n’è dəscèsa a vèvə
arr
ə vallònə!

Sete

Oh! Stella, stella
che illumini la notte
perché hai approfittato
della luna,
quando è discesa a bere
nel torrente!

 

 

__________________________________
[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente. Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande,”
[2] ‘Ne cande, edito da Edizioni SIMPLE  (si trova su internet), nasce da un percorso accidentato, da un ritrovare frammenti e “cocci” di un vernacolo non più parlato come in origine, da mettere insieme in un complicato puzzle. I termini sono proposti cercando di rispecchiare la fonetica che fu propria del parlare dei nostri nonni, ascoltati in prima persona e qui proposti. Il “canto lieto”, quello che trattava di feste, amori e piccola ironia dove si contemplava il fluire non privo di stenti, di un vivere paesano, è svanito negli anni.

Ne Cande...Copertina

 

Editing: Enzo C. Delli Quadri;
Copyright: Altosannio Magazine 

2 Commenti

  1. Il poeta Gustavo Tempesta Petresine è un acuto osservatore, un pensatore attento e “riflessivo” che trasferisce, trasforma e trasfigura le immagini della vita reale, in immagini fantastiche di pura poesia che ci raccontano e rievocano in noi tante cose … anche del nostro passato..
    Nella poesia, vi è una povera stella, la cui luce viene sempre “sbiadita” e quasi annullata dallo splendore luminoso della luna …
    Anche la luna può avere le sue necessità … e lascia il cielo per un attimo, per andare a bere al torrente …
    Basta quella momentanea assenza affinché la timida stella possa riuscire a mostrare tutta la sua bellezza, tutta la sua luminosità, tutto il suo valore, tutta la sua vera “essenza”, perché essa non brilla di “luce riflessa” come la luna, ma “brilla” per i suoi meriti, brilla di luce propria!
    Tutti hanno diritto al “successo”, secondo i propri meriti, in ogni ambiente, in ogni situazione, in ogni lavoro e attività.
    Anche a scuola gli alunni hanno, oltre al “diritto allo studio”, anche “il diritto al successo” scolastico! Per alcuni alunni, è necessario che “la scuola”, tramite gli insegnanti e tutto il personale e compresi gli “organi collegiali” della scuola, si adoperino per rimuovere gli ostacola di ogni natura che ostacolano il raggiungimento di questo diritto. Anche il successo scolastico contribuisce alla formazione del giovane, del futuro cittadino e dell’uomo.
    Prima ho parlato di meriti … ! Non voglio essere frainteso e preciso in questo caso, che possiamo cominciare a guardare “i meriti”, solo quando noi adulti, che per definizione siamo sempre educatori nei confronti di minori, abbiano rimosso “tutti gli ostacoli” possibili che impediscono ed ostacolano la crescita, la formazione e la piena educazione del minore e, in particolare, di alcuni minori …
    La “interpretazione” della poesia, secondo me, per alcuni aspetti, riduttiva, è anche che “tutti” aspettano il proprio momento, “di gloria”, nel lavoro, nell’amore, negli affetti, nell’amicizia, nella vita, … Spesso non “si trovano spazi idonei” e bisogna saper aspettare l’assenza “della luna”, involontario ostacolo, per raggiungere i propri desideri, le proprie aspirazioni … i propri sogni …
    Grazie, Gustavo Tempesta Petersine!

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