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Scontrone: borgo medievale tra cielo, terra e pace

di Daria Castaldo (Blog Scontrone. Racconti di Viaggio)

Scontrone è da sempre lì, un mucchietto di casette di pietra arroccate sul cucuzzolo di una montagna vecchia e solida, come dipinte, in un’armonia perfetta di colori e sfumature. Di giorno, baciate dal sole alto e prepotente che batte sulle rocce; di sera un presepe antico, illuminato dai focolai delle famiglie semplici che vi abitano.

Questa è Scontrone vista da lontano. E oggi decido di vederla da vicino.

Il sole è alto, il vento accarezza discreto gli alberi lungo il viale, mentre da lontano leggo su una tabella “Scontrone”. Imbocco la lunga stradina fatta un po’ di ciottoli, un po’ di asfalto, che porta su per le curve vertiginose fino alla cima.

La mia piccola Seicento fatica in salita, il busto pesante all’indietro, il finestrino aperto e il vento fresco in faccia… nel silenzio, tutt’intorno, un uccellino canta, eco di fruscii lontani che mi fanno compagnia… mi sto muovendo su un percorso ancora vergine, mi dico, una via preferenziale per il paradiso… io e il cielo, io e gli alberi, io e  la strada… io e la vita… che momento meraviglioso.

Eccomi qua, ci sono finalmente. In cima alla strada solo altra strada, ciottoli chiari e enormi che si rincorrono e diventano Piazza Sangro, una terrazza rotonda sospesa tra cielo e terra…
Da qua su l’aria è rarefatta, leggera, si poggia fresca sulle mani mentre mi tengo stretta alla ringhiera, e il mondo giù sembra piccolo piccolo…

Piazza Sangro, l’unica del paese, dove c’è il nuovo Municipio, un solo minuscolo edificio moderno, tra le case, le finestre e le mura dalle pietre grosse che parlano piano di storia e vita lontana. Ogni strada di Scontrone parte da qui. Mi giro per guardarmi intorno… qui a 979 metri sul mare scopro un mondo fatto di piccole porte appena socchiuse, angoli nascosti e balconi fioriti.
Tutto è tranquillo, tutto è pace.

Cammino per queste stradine che salgono e scendono, assecondando le pendenze della montagna, un lungo corridoio silenzioso, pulito dal rumore e dal malessere delle città, impreziosito, non semplicemente adornato, da 21 murales di arte contemporanea, da Piazza Sangro fino alla piccola chiesetta gotica di Santa Maria dell’Assunta. Così fuori dal mondo eppure così dentro…

Per le viuzze che si incrociano e si confondono si respira un’atmosfera ancora dal sapore medievale… saranno gli stemmi dei signori feudali, le mura che si alzano imponenti tra un angolo e l’altro del piccolo borgo, a racchiudere, come in una fortezza, le poche famiglie che in questo posto vivono ancora al ritmo lento delle primavere e degli inverni.

Passo sotto la leggendaria Porta di San Rocco; un tempo, qui c’erano le torri della fortezza, un tempo, da qui probabilmente passavano i mercanti che praticavano la transumanza, come da millenaria tradizione etrusca di tutta la valle dell’alto Sangro, e come si pratica ancora oggi in alcune aree tra cui Villa Scontrone, frazione posta a valle lungo le rive del fiume Sangro.

Cammino, cammino ancora. Mi ritrovo in località Lumachelle, che nome curioso… quasi inciampo su queste pietruzze pallide che sono in realtà vecchi resti di epoca paleontologica, consumati dal gelo e dal tempo che passa.
Sono davvero stanca e mi ritrovo, senza accorgermene alla fine della strada, due panchine di ferro battuto e legno mi invitano a nozze!

Mi siedo e guardo di fronte. Passa una signora con un velo nero, una bimba rincorre un cane che si rifugia nel bar dietro la siepe, la voce di una telecronaca sportiva… c’è la tv!
Ecco l’altra parte di Scontrone, ecco il suo “moderno” volto umano su un corpo che è cielo, terra e pace.

Scontrone Ponte del Diavolo

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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