Home / Cultura / Tradizioni / Feste e Tradizioni / Santa Lucia – Prima domenica di giugno

Santa Lucia – Prima domenica di giugno

di Meo Domenico [*] – tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001

La chiesetta campestre di Santa Lucia si trova  sulla riva destra del fiume Verrino. Appartiene al Comune di Castelverrino, a confine con il territorio di Agnone, da cui dista circa quattro chilometri.

La chiesa, alquanto piccola, sembra risalire al XIII-XIV secolo, quando era sede badiale.

«Nel secolo XII era menzionato soltanto Castelluclzum nel catalogo Borrelliano. In diplomi del secolo XIV è citata Santa Lucia al Verrino».[1]

Fonti storiche di un certo interesse sono custodite nell’Archivio Diocesano di Trivento. Fra i carteggi dell’inventario provvisorio di Castelverrino, si conservano:

– un attestato del 1510, inerente la nomina dell’abate don Tobia Colachione di Agnone;

– un documento del 1657, riguardante la nomina a rettore dell’abbazia Santa Lucia del sac. Giovanni Giacomo Palumbo, arciprete di Frosolone, in seguito alla morte dell’abate Francesco Odorisio;

– un atto del 1775 in cui si riscontra che l’abbazia era ius patronatus del duca Giovanni Francesco Caracciolo.

Interno della Chiesetta di Santa Lucia – Contrada Verrino – Agnone

Dalla disamina iconografica della statua di Santa Lucia, molto antica e con colori originali,  si può notare che ci troviamo di fronte al simulacro di una Madonna in stato interessante[2]che reca la palma del martirio, una piccola effigie su cui sono raffigurati gli occhi e sul capo la corona sormontata da una crocetta, simbolo di ricchezza, potenza e illuminazione.

Statua di Santa Lucia – Agnone

La chiesetta, fino a qualche decennio fa, era meta di molte donne in stato di gravidanza, che  donavano come ex voto abitini di neonati, pupattole simboleggianti donne incinte, nonchè braccini e piedini d’argento o di corallo. Di conseguenza, possiamo ipotizzare che i simboli iconografici di Santa Lucia sono stati aggiunti verosimilmente in secondo tempo, su una statua della Madonna che ci fa pensare ad uno di quei luoghi sacri, dedicati a Maria.

L’ultima domenica di maggio, la statua della Santa viene portata dalla chiesetta rurale alla chiesa dei Santi Simone e Giuda di Castelverrino dove ha luogo il novenario di preparazione.

La sera prima della festa, l’effigie viene ricondotta processionalmente nella chiesetta campestre, in cui si celebra la Santa Messa.

La prima domenica di giugno, in mattinata,  migliaia di fedeli provenienti da Agnone, Castelverrino, Schiavi D’Abruzzo, Castiglione Messer Marino, Belmonte del Sannio, Poggio Sannita, Pietrabbondante ed altre località limitrofe si ritrovano presso la cappella del Verrino e, come  consuetudine vuole, procedono al tradizionale bacio della statua (con relativa offerta in denaro) e a ricevere la sacra unzione degli occhi, uscendo successivamente da una porticina laterale.

Rinverdendo una antichissima usanza, i devoti si dirigono verso il vallone Zelluso per bagnarsi gli occhi in quell’acqua ritenuta miracolosa.

Vallone Zelluso

Verso mezzogiorno, nello spiazzo antistante la chiesa si celebra la messa all’aperto. Al termine, la statua viene portata in processione lungo il perimetro cerimoniale della chiesetta.

I festeggiamenti proseguono con un grande fuoco pirotecnico, lungo la riva del fiume.

Molti pellegrini colgono l’occasione per fare la scampagnata e, accampati sotto gli alberi, consumano quanto di buono hanno preparato. La chiesa resta aperta fino a sera, quando si celebra un’ultima messa in onore della Santa.

______________________
[*] Domenico MeoAbruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.
[1]G. Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Cava dei Tirreni 1952, Ristampa Ed. Lampo, Campobasso 1984, Vol. 3, p. 155.
[2]P. Mastracchio, Il culto di Santa Lucia presso il Santuario di Sassinoro, in «L’Arcolaio», n. 5, gennaio 1998, p. 36: «L’immagine di Santa Lucia esistente in questa piccola cappella è certamente il recupero di un vecchio simulacro di Madonna lignea che, a ben osservarla, ha gli attributi di una partoriente».

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. Albinoiacovone

    Luoghi ameni, suggestivi e ricchi di spiritualità!. Grazie a Domenico Meo per aver voluto ricordare una ricorrenza che si perde nella notte dei tempi.Ad integrazione di quanto Domenico ricordava circa le acque del vallone zelluso, affluente di destra del Fiume Verrino,vorrei ricordare che il famoso Medico  dott. prof.Antonio Cardarelli, faceva utilizzare, dai suoi pazienti, tali acque per la cura di alcune malattie della pelle.

  2. Teodora Ricci-Raymond

    Io a questa chiesa di S. Lucia ci sono andata parecchie volte quando ero bambina, prima di partire per gli stati uniti. Non era facile attraversare il fiume, specialmente al ritorno a casa di sera. Quanti ricordi, bella tradizione.

  3. Col bel tempo -dopo il lungo inverno dei nostri paesi montani…. si sentiva l’esigenza e il DESIDERIO di rinnovare la fede – lo SPIRITO- ma anche il corpo intorpidito…Ben fatto!
    Oggi è meno probabile l'”accoppiata” ; si pensa molto di più alle esigenze materiali , di svago!
    Perciò ben vengano le TRADIZIONI DEI NOSTRI AVI!

Rispondi a Marisa Gallo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.