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Sanità e Pubblica Istruzione: quando il risparmio diventa follia.

Nell’aprile del 2010, sotto la guida del Prof Francesco Paolo Tanzj, i ragazzi delle VA e VB del Liceo Scientifico di Agnone affrontarono diversi temi legati al nostro territorio limitatamente all’alto Molise e l’Alto Vastese. Questo capitolo, scritto da Lucio Paglione, dopo 9 anni, è ancora molto attuale. 

Sanità e scuola (foto di isnow.it)

Per dei ragazzi della nostra età non è affatto facile parlare di argomenti che quotidianamente vengono affrontati da menti illuminate e politici affermati, comunque crediamo che un’ analisi di questi argomenti, priva di qualsiasi influenza o imposizione, possa far capire ancora meglio l’importanza che l’istruzione e la sanità hanno al fine della sopravvivenza delle nostre terre.

Ormai da anni la minaccia della chiusura del presidio ospedaliero Alto Molisano, il “Francesco Caracciolo” di Agnone, incombe sui cittadini ad intervalli regolari; una minaccia questa che, fortunatamente, ogni volta viene sventata, anche se a costo di  ridimensionamenti che col passare degli anni si fanno sempre più consistenti. 

E’ inutile dire quali sarebbero i danni che inevitabilmente la chiusura dell’ospedale porterebbe alla cittadina Agnonese ed ai paesi limitrofi; infatti, in una zona isolata e completamente fuori mano quale quella in cui viviamo, il “Caracciolo” spesso rappresenta, per centinaia di famiglie, l’unica fonte di lavoro affidabile e, soprattutto, fisso. 

Ma questa è solo una fredda considerazione, infatti, oltre al progressivo spopolamento dell’Alto Molise per mancanza d’impiego, dobbiamo considerare che, a causa della nostra infelice posizione geografica, il più vicino presidio ospedaliero raggiungibile in caso d’emergenza si troverebbe a non meno di 45 minuti di viaggio; un lasso di tempo che potrebbe essere troppo spesso fatale. Bisogna considerare inoltre che   il presidio ospedaliero offre assistenza medica, oltre che a tutti i paesi della comunità montana, a gran parte dei comuni dell’ Alto Vastese e dell’ Alto Sangro, troppo spesso dimenticati dalla propria regione.

Una scelta piuttosto discutibile, quindi, quella delle amministrazioni regionali di far chiudere un presidio indispensabile al territorio, impeccabile peraltro, la cui condotta è stata presa ad esempio da testate giornalistiche nazionali, una scelta che diventa assurda se consideriamo i molteplici modi in cui le varie amministrazioni regionali sperperano i propri fondi, arrivando a finanziare istituzioni inutili e mal funzionanti in campo  sanitario e non solo. 

Purtroppo la nostra è una situazione figlia di una politica troppo spesso egoista e clientelistica, peraltro spesso mirata esclusivamente ad una morbosa salvaguardia delle zone più popolose della regione che implica un totale disinteresse per le restanti.

Gli effetti di queste convinzioni sono ben visibili anche nei provvedimenti che riguardano il futuro della pubblica istruzione. Infatti è da qualche anno che la provincia di Isernia sta progettando la nascita di un unico polo scolastico che soddisfi il suo intero territorio. 

Il polo sorgerà appena fuori il capoluogo Pentro e, come già detto, sarà destinato ad ospitare pressochè tutti gli studenti di scuola secondaria della provincia. Sicuramente un enorme risparmio di denaro pubblico, ma è  doveroso considerare  anche gli innumerevoli danni che porterebbe questo provvedimento al rendimento scolastico degli alunni che, stremati dai quotidiani spostamenti, non sfrutterebbero al massimo le proprie potenzialità, e non solo. Infatti ciò andrebbe a discapito anche di tutti i paesi che, privati dei loro giovani per gran parte della giornata, si ritroverebbero senza quella che è, a tutti gli effetti, una continua fonte di iniziativa, buona volontà e sviluppo nonché unica garanzia di futuro.

Qual’è il senso di una politica che investe sempre più su difesa ed economia a scapito di ricerca, istruzione e sanità?

Un interrogativo questo che non nasconde affatto le nostre paure; il timore che la scarsa accuratezza con cui si specula sulle poche risorse che ormai sono rimaste al nostro già martoriato territorio denoti una problematica di diffusione assai più ampia, il triste sospetto che troppo spesso la prospettiva di un presente più o meno vivibile sia ben più allettante della certezza di un futuro migliore. 

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Francesco Paolo Tanzj

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