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 San Giocondino – Prima domenica di luglio

di Domenico Meo[1]

Villacanale  (Frazione di Agnone)
Villacanale (Frazione di Agnone)

San Giocondino è il patrono di Villacanale (Agnone). La statua e le reliquie del Santo sonoconservate nel primo altare a sinistra della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. L’attuale statua fu intagliata nel 1860 dallo scultore Emilio Labbate di Carovilli, e raffigura il Santo coperto da un mantello vistoso, con l’aureola, la palma del martirio e un angelo ai piedi, quest’ultimo purtroppo scomparso.

La devozione che i canalesi hanno da lungo tempo riservato al Santo protettore si desume da questo brano di cronaca religiosa riguardante la festa centenaria, riportato su L’Eco del Sannio del settembre1925.

«Nel 1925 per la festa centenaria della statua che ci fu donata  dall’alma Roma proprio un secolo fa, si tennero grandiosi festeggiamenti. In chiesa a mezzodì della vigilia si celebrò una messa solenne; la sera ai primi vespri, si ebbe la prima processione della bellissima statua , rimessa a nuovo dal bravo artista Elia Sammartino di Agnone. La processione rientrò in chiesa dopo ben due ore, poichè i devoti, a gara, si disputavano l’onore di portare la statua sulle spalle. Il giorno della festa dopo la celebrazione della messa solenne del mezzodì, il parroco Marinelli, accompagnato da due assistenti, comparve sul piazzale della chiesa, con la preziosa urna contenente le sacre ossa del nostro martire glorioso, fu un momento indescrivibile, non dissimile forse da quello di cento anni fa quando i nostri padri ebbero il dono prezioso del corpo del Santo.  Fra tanto giubilo seguì la processione. Per la festa che davvero entusiasmò il nostro paesello (circa 1000 abitanti) si sono spese 42.000 lire. Intanto è desiderio di molti che la sacra urna esca in processione solenne almeno ogni cinque anni».[2]

Attualmente le cerimonie si svolgono nella mattinata della domenica. Dopo la rituale messa, così come avveniva un tempo, si ordina il corteo processionale che accompagna il Santo e le reliquie lungo le stradine della frazione. La serata viene vissuta all’insegna del divertimento con allegre orchestrine o gruppi folkloristici.

 

tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001

 

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[1] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.
[2]L’Eco del Sannio,  8 settembre 1925.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
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About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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