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San Francesco 4 Ottobre

di Domenico Meo[1] 

Agnone-Chiesa-di-San-Francesco-particolare
Agnone-Chiesa-di-San-Francesco-particolare

I numerosi conventi, fuori e dentro la città, sono chiara testimonianza dell’influsso francescano in Agnone. La festa di San Francesco viene celebrata nella chiesa omonima e in quelle dei frati Cappuccini e  di Sant’Emidio.

<<Giova ricordare che a principio i francescani hanno avuto solo romitori e che la vita loro è stata mobile, libera, adattabile ad ogni luogo, come ad ogni lavoro, ad ogni bisogno dei fratelli, perché essi hanno avuto allora il precipuo intento di portare dovunque l’universalità del loro amore e la nobiltà della loro imitazione evangelica.

Successivamente i romitori sono stati abbandonati e sono sorti i Conventi nelle città e nei paesi vicini, e questo deve essere avvenuto anche in Agnone, dove ceduta ai Frati Maiellesi la chiesa di Santa Maria esistente allora fuori l’abitato, i francescani hanno dato poi origine al Convento ed alla chiesa di San Francesco nell’interno di Agnone.

Da una lapide che è a sinistra di chi entra in detta chiesa si apprende che la primitiva costruzione, dedicata a San Francesco col Convento annesso, fu edificata dai Frati Minori nel 1343 e che poi ampliata e restaurata a cura dei Frati Conventuali, essa fu consacrata nel 1732 dal Vescovo di Bovino, dell’Ordine dei Conventuali, nativo di Agnone.

Dell’antica chiesa rimangono ora: il portale gotico con vari ordini di colonnine terminanti con capitelli di stile corinzio; il rosone o oculo, che ha lateralmente due colonnine poggianti su due leoni e che recentemente è stato chiuso, con una invetriata avente nel mezzo lo stemma francescano; la facciata antica, restaurata nel 1926, in cui e chiaramente leggibile la sola data A.D. MCCCCC.

La data del 1343, che deve essere quella del compimento della primitiva chiesa, viene confermata dal più antico Provinciale o elenco delle Province Francescane.

In questo Provinciale scritto nel 1343 o pochi anni prima, quando si parla della Provincia Francescana di Sant’Angelo, è detto che ha quattro Custodie.

La seconda Custodia della Provincia di Sant’Angelo, secondo il Prefetto Provinciale, è quella che s’intitola: Comitatus, ed è quella del Contado di Molise con sette Conventi: Isernia, Bojano, Venafro, Agnone, Campobasso, Limosano, Pianisi.

Ma la detta chiesa col Convento annesso, è nel secolo XVII che ha avuto una trasformazione notevolissima e l’ha subita per iniziativa e volontà dei Frati, tutti nativi di Agnone.

Il Padre Maestro Antonio Fiorito di Agnone, morto il 15 dicembre 1697 e sepolto nella chiesa di San Francesco, ha il merito di aver fatto costruire il campanile, di aver compiuto la nuova Chiesa principiata e il dormitorio piccolo, di aver restaurato tutto il convento.

Il Padre Maestro Nicolò Palombo, anch’egli agnonese, morto il 16 novembre 1737, durante il suo governo come guardiano del convento di Agnone, ha fatto eseguire le volte della Chiesa, la scalinata per il campanile, la bella cupola, il pregevole altare di San Crescenzo, che egli ha fatto indorare con le sue elemosine.

Il Padre Baccelliere Felice Mastrostefani di Agnone, morto il 15 febbraio 1773, ha fatto eseguire la scala maestra, tutto il lato del Convento, che menava al Professato, tutto lo stucco della chiesa.

Nel convento di San Francesco in Agnone sono stati sempre, fino alla soppressione del 1866, i Padri Conventuali>>.[2]

Agnone-San-Francesco

Detto Monastero, dopo la soppressione, fu incamerato dal demanio e poi ceduto al Comune, che lo adibì prima a sede del Municipio, della Congregazione di Carità, della Biblioteca B. Labanca; poi ospitò le scuole medie inferiori e, dalla fine degli anni ottanta, dopo un restauro ancora oggi non completato, accoglie,  nella stanza che era il refettorio dei monaci, le sedute del Consiglio Comunale.

“La chiesa di San Francesco è l’unica, di Agnone, dichiarata “Monumento Nazionale”. La notifica avvenne nel 1926, a cura della Regia Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna degli Abruzzi”.[3]

“Nel 1958, il Comune cedette al Vescovo di Trivento Pio Augusto Crivellari, francescano conventuale – in conformità del Concordato del 1929 – buona parte del convento con la chiesa di San Francesco”  .[4]

Nel 1989, fu stipulato l’atto di permuta tra l’edificio ex-conventuale di San Bernardino di proprietà comunale e dodici locali dell’ex convento San Francesco, patrimonio del Fondo Edifici di Culto.

La festa con sole celebrazioni religiose si svolge il 4 ottobre in questa chiesa, ove la statua del Santo è posta sulla punta del capitello a sinistra dell’altare maggiore.

Nella chiesa di Sant’Emidio prima della chiusura, si celebrava solennemente San Francesco di Assisi. La statua del Santo, opera di Giovanni Duprè – unica riproduzione in marmo del San Francesco che è nel Duomo di Assisi fu offerta dal Parroco Nicola Marinelli il 4 ottobre 1927 in occasione della Commemorazione del settimo Centenario della morte del Santo di Assisi. Anche i Frati Minori della chiesa di Maria SS. di Costantinopoli solennizzano la festa, recando processionalmente la statua lungo le vie della Parrocchia.

Nel luogo dove attualmente dimorano i Cappuccini di Agnone si conservano due tele dell’antico convento: San Francesco che riceve le Stimmate ed il Santo confortato dagli Angeli. Sono di scuola napoletana del ’600 di spiccate tendenze caravaggesche.

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San Francesco è stato sempre onorato con rappresentazioni teatrali

Nella foto Enzo C. Delli Quadri (San Francesco), i fratelli D'Onofrio, Di Ciero e Paolantonio, con la regia di Camillo Carlomagno - Agnone 1956
Nella foto Enzo C. Delli Quadri (San Francesco), i fratelli D’Onofrio, Di Ciero e Paolantonio, con la regia di Camillo Carlomagno – Agnone 1956

e con manifestazioni

1960: Vestiti da paggetti per far da picchetto al Saio di San Francesco (E. C. Delli Quadri, F. Porfilio, G. D'Onofrio, R. Iacapraro, L. Di Lollo, R. Gamberale, B. Di Ciero, F. Angelaccio, T. Serafini, ... , ...
1960: Vestiti da paggetti per far da picchetto al Saio di San Francesco (E. C. Delli Quadri, F. Porfilio, G. D’Onofrio, R. Iacapraro, L. Di Lollo, R. Gamberale, B. Di Ciero, F. Angelaccio, T. Serafini, … , …

 

 


[1] tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001. Domenico Meo (Castelguidone 1961) risiede ad Agnone dal 1963. Da oltre venti anni si occupa di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Ideatore e conduttore di programmi radiofonici sul folklore musicale, ha partecipato più volte a trasmissioni televisive della RAI.  Nel 1987 ha fondato il Gruppo Folklorico “Rintocco Molisano”. Si è aggiudicato premi di poesia dialettale in Molise, Calabria, Sicilia e Toscana e alcune sue composizioni poetiche fanno parte del II volume di Letteratura Dialettale Molisana e delle antologie poetiche (vol. II e III) curate dall’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali.
[2]N. Marinelli, Agnone Francescana, Agnone 1927, pp. 27-39.
3]A. Arduino, Nell’antica Terra degli Osci,  Ed. 3a Arduino, Agnone 1991, p. 65.
[4]C. Carlomagno, Agnone dalle origini ai nostri giorni, Ed. Lampo, Campobasso 1965, p. 160.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Ci sono momenti ed occasioni memorabili vissute da ciascuno di noi, in gioventù o anche più avanti negli anni, che si ricorderanno sempre!
    Spesso I GIOVANI ieri, come pure oggi, con manifestazioni o rappresentazioni teatrali hanno dato un brivido di bellezza alla vita e una pennellata di colore, sognando in compagnia il futuro con animo e cuore puri.
    Fa bene ritornare per un attimo a quei momenti, godere il ricordo… e farne partecipi anche gli altri.

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