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A Salcito

Versi in romanesco di Luigi Lozzi[1] dedicati a Salcito e al suo papà, perso in vita troppo presto.

 

Salcito
Salcito

A Salcito

Sarcito è ritto e chino sta in su n’apice de colle
come fusse ‘n cartapesta sagomata pe’ ‘n presepe.
Pare com’è ‘n quarzo rosa ‘ncastonato tra du’ zolle
che sbrilluccica sì tanto che traspare d’ogni siepe.

Cià de suo ch’è così bello che gne serve da strafà
chè Quarcuno de cesello già de tanto s’è addoprato.
Io m’ellumino d’encanto quanno vo a penzà a papà
che sta assiso in su le scale co li sogni c’ha sognato.

Li Mia, de brani musicati, janno dato voce e canto
in su paggine de note che le bande hanno sonato
co’ ‘n impeto d’amore che de più ‘n ce stato tanto
e a li tempi de li tempi e pe’ chi ‘n se l’è scordato.

Sdrajato a fà ‘r presepe, me se mostra da miraggio
quann’è che vo a sognallo a occhi chiusi pe’ vedello.
Dar colle de la croce e drento a ‘n limite de raggio,
‘na voce ‘n groppa a ‘n eco m’aripete quant’è bello.

Nota

Cosa intendo dire quando, in modo fatto di espressioni così tanto colorite di romanesco, posso non essere comprensibile ai più ed a chi può non cogliere, per incolpevole conoscenza del dialetto, il significato di tante parole. Sono convinto che le parole diventino comprensibili e dunque condivisibili quando le si interpreta traducendo il suono in immagini ad esso correlate. Le emozioni pregne di suoni sono un comune sentire !

 

A Salcito

Salcito sta erto su di un colle ma anche chino
su di un pendìo come stesse emulando un
presepe così fatto e così tanto verosimile.
E’ così vivido che pare una gemma incastonata
tra due sponde verdi ed impervie ed è così
brillante che traspare da ogni siepe attorno.

E’ così singolare che non ha bisogno di mettersi
in mostra perchè Dio l’ha già tanto magnificato.
Io mi incanto al pensiero di mio padre bambino
che seduto sulle sue scale sognava il suo futuro.

I miei antenati, a Salcito, hanno dato voce e
canto perchè ne hanno musicato l’esistenza semplice.
Le bande hanno ribadito quei brani sonori con
un impeto così intenso che più di tanto era tale,
e per quei tempi e per chi da allora non l’ha più dimenticato.

Ora, come da sempre, sta sdraiato a mò di presepe.
Mi appare un po’ come un miraggio, un pò come
un agglomerato della fantasìa, quando tento di
sognarlo, ad occhi chiusi, per rivederlo.
Dal colle della croce e nei limiti che mi impone
un raggio di portata visiva e sonora, una voce,
cavalcando una eco, in sogno mi ripete ciò che da
là un tempo ho urlato : quanto sei bello Salcito !!!

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[1]
Luigi Lozzi, triventino per merito materno, ama i territorio triventino perché rappresenta quanto di più semplice ed onesto possa concepirsi.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Concordo con te, Luigi, “Le emozioni pregne di suoni, sono un comune sentire!”

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