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Ru patrónə štròləchə e rru parzənaquələ – Il padrone saccente e il mezzadro

Poesia di Michele Di Ciero [1] tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]

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Ru patrónə štròləchə e rru parzənaquələ

La mìenə, carə Minghə,
é gné nu libbrə apìertə
e lìeggə la vəndìura
ssə uìerdə chéštə sénghə.
Ss’éda rrəvìe a cénd’ènnə
vidə mmìesə alla chjènda.
Jədiziə e mmalatójjə
ècchə lə vé ndènnə.
Minghə uàrda e té mèndə
la mìenə tuttə chèllə:
dà na capəzzəìeta
e jə la méttə annèndə.
Ècchə, tè mè, nzə lèjjə,
le scrittə é cangəllatə:
la vóita. . . lə jədiziə. . .
lə malə chə lə pèjjə.
Ji nə mbènzə e nə mbarlə
də quànda pó succèdərə,
ss’é bbùon’e mmalamèndə
ca ndénghə tìembə a farlə.
Cə sìe, ndə sapé rójja:
tuttə šta scrittə ngìelə.
Lə scrittə də la mìenə. . .
lə scrivə la fatójja.

 Il padrone saccente e il mezzadro

La mano, caro Domenico,
è come un libro aperto
e leggi la ventura
se guardi queste linee.
Se devi arrivare a cento anni
vedi nel cavo della mano.
Intelligenza e malattie
qui le puoi scoprire.
Domenico guarda e osserva
la sua mano piena di calli:
tentenna il capo
e gliela mette davanti.
Qui, guarda, non si legge,
lo scritto è cancellato:
la vita. . . l’intelligenza. . .
il male con il peggio.
Io non penso e non parlo
di quanto può succedere,
se è bene o male
perché non ho tempo a farlo.
Sentimi bene, non prendertela:
tutto è scritto in cielo.
Lo scritto della mano. . .
lo scrive la fatica.

 

 


COPERTINA POETI DIALETTALI 3[1]  Michele Di Ciero, Molisano di Agnone (IS), fu Maestro e Direttore Didattico. Sue le ricerche “sul campo” di usi, credenze, proverbi, filastrocche e canzoni narrative.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone. 

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. La poesia con fine e direi soave ironia mette in risalto la saccenteria o la “furbizia” del padrone, che non considerava con dovuto rispetto QUELLE mani, che avevano perso la linea della vita e dell’intelligenza, e avevano ormai solo il solco profondo della dura fatica quotidiana.
    Ma la consuetudine della MEZZADRIA è stata sempre tanto diffusa almeno ai miei tempi e nelle nostre zone ed era comunque fonte di sostentamento per le nostre genti. Certo la fatica del contadino che lavorava direttamente i campi era grande e se l’”ANNATA” cioè il raccolto era gramo, stavano male “padrone e parzennauele”.

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