Roccasicura

Roccasicura
Roccasicura

Roccasicura è un comune italiano della provincia di Isernia in Molise. La sua popolazione è passata da 2003 agli attuali 630 abitanti


Territorio

Superficie  29 km²
Abitanti  630
Densità  20,24 ab./km²
Comuni confinanti    Carovilli, Forlì del Sannio, Isernia, Miranda, Vastogirardi

Altre informazioni
Nome abitanti  roccolani
Patrono  sant’Antonio di Padova
Giorno festivo    13 giugno

Evoluzione demografica

Roccasicura demografia

Cenni storici
I primi insediamenti rurali a Roccasicura risalgono verosimilmente al periodo italico. Numerosi sono infatti i ritrovamenti che testimoniano la presenza dei sanniti pentri nell’area circostante il paese dei quali il bronzetto sannita rafigurante il dio Ercole (IV sec. a.C.) è il più significativo. Come il resto del territorio molisano anche questa regione subì, dopo l’epilogo della terza guerra sannitica (298-290 a.C.), il processo lento e progressivo di colonizzazione romana, come ricorda la lapide funeraria posta in prossimità della chiesa parrocchiale.  Tuttavia la nascita del primo nucleo abiativo si può far risalire al periodo longobardo che va dall’ 820 all’832. Il più antico toponimo conosciuto del paese, Roccha Siconis, riconduce infatti al longobardo Sicone I, principe di Benevento. Il primordiale agglomerato di case si sviluppò al di sotto della rocca, in prossimità del torrente Maltempo, dove viene ricordata la presenza dell’antichissima chiesa di S. Leonardo. Successivamente il centro abitato si spostò gradualmente sempre più in alto, a ridosso del crinale roccioso, ai piedi del castello, nella zona oggi denominata la terra. La fortificazione fu ampliata nel periodo successivo (X e XI sec). Nel castello si infeudarono prima i conti di Borrello, ai quali si deve, verosimilmente, l’edificazione del monastero di S Benedetto (donato da Randisio nel 1035 alla comunità monastica di S. Pietro Avellana), poi i conti de’ Moulins. Dal catalogus Baronum (1150-1168) il castrum di Roccasicura viene indicata come Rocca Siccem. Più tardi, nel XIII sec., il paese è denominato Rocca Sicona e più tardi Rocca Ciconia o Cicuta. Nel 1269 la fortificazione, nuovamente indicata come Rocca Siconis, viene inserita tra i possedimenti donati da Carlo D’Angiò agli ufficiali del suo esercito e, nel 1296, tra i paesi ribelli che pagarono il focatico (tassa sui fuochi) quale punizione per la rivolta attuata contro lo stesso re Carlo.Nel 1384 la regina Margherita, moglie di Re Carlo III, concede l’annessione del feudo Mottillo, (Imbutillum), rimasto spopolato, a quello diRoccaberarda (Roccaberaldi). Dal XIV sec. Roccasicura fu controllata prima dai Collalto poi dalla famiglia Carafa e, infine, dai D’Evoli, utimi possessori del feudo. Dal 1600 nelle cartografie (Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani) il paese è riportato con il nome di Antuni (forse in onore di S. Antonio) e dal 1700 con il nome di Rocca Sicura o Roccasicura. Forse quest’ultimo nome deriverebbe da una scampata epidemia di peste (1670) oppure dalla sua felice posizione geografica, particolarmente poco accessibile e quindi sicura e salubre.

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Il borgo e il castello
Dell’esistenza del castello si ha notizia certa dallo Statuto vigente nell’Università di Roccasicura risalente al 1580 (Regio Grande Archivio di Napoli – commissione feudale- processi e sentenze) dal quale si evince uno spaccato suggestivo della società feudale dell’epoca. Il testo infatti conferma la presenza della fortificazione dotata di prigioni e ancora integra alla fine del XVI sec. Il castello resistette ai terribili terremoti del 9 settembre del 1396 e del 5 dicembre del 1456. Si trattava verosimilmente di un borgo fortificato che inglobava e dava protezione alle cassette addossate al suo interno. Era un castello di medie-grandi dimensioni. La porta di accesso, di cui oggi rimane l’arco (di S Rocco), si trovava nella parte bassa del centro abitato anticipata più in vasso da un portello (toponimo che identifica acora oggi la zona) e funzionava anche da stazione di fermo gudiziario o detenzione preventiva in attesa di giudizio. Subito fuori le mura era presente una chiesa di S. Rocco, di cui oggi si è persa ogni traccia, che, secondo la tradizione seicentesca, assicurava la protezione della peste. Nella parte alta, in prossimità dell’odierna chiesa di S Leonardo, era posta la seconda porta, forse la maggiore, che dava accesso al pianoro dell’attuale piazza municipale. L’unica torre superstite, oggi orologio del paese, era una delle almeno tre torri presenti nel castello. Una  quarta torre potrebbe essere la torre campanaria della chiesa. Ancora ben riconoscibile è il giro di ronda delle sentinelle, la cisterna per la raccolta delle acque pluviali, più tardi utilizzata per la spremitura dell’uva, i resti di un grande torrione inglobato nelle case, che dominava e proteggeva dall’alto il resto del borgo sul versante ovest della fortificazione, ed alcune feritoie del periodo normanno. Il crollo del castello avvenne dopo il 1580 e verosimilmente prima del terremoto 1732, dato che nell’archivio ecclesiastico, che giunge a ritroso fino al 1723, non si fa accenno di un evento così drammatico.

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fonte: Wikipedia e http://www.comune.roccasicura.is.it/

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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