Home / Cronaca / Attualità / Roccaraso Kaputt – di Ugo Del Castello

Roccaraso Kaputt – di Ugo Del Castello

Credo che, nel 70° anniversario della distruzione dell’antico borgo di Roccaraso, sia giusto ricordare quegli avvenimenti, attraverso le parole di Ugo Del Castello.  (Nota e foto curate da Enzo C. Delli Quadri)

.

A fine novembre del 1943 Il generale Richard Heidrich ordinò: “Roccaraso kaputt !”

La slittovia di Roccaraso negli anni 1930-40

Quello che fu costruito con tanti sacrifici, con tanta passione, con tanto interesse, dai miei concittadini e da coloro che vollero fermarsi qui a vivere, per contribuire a dare una svolta alla vita della mia Comunità, finì in un cumulo di orrende macerie.

Finirono nella polvere
le case,
gli alberghi,
le strutture turistiche,
gli impianti sportivi,
la leggendaria slittovia.

L'Albergo Savoia nella Roccaraso negli anni 1930-40

Finirono anche secoli di storia scritta nella Terra Vecchia:
la bella porta turrita con l’orologio e lo stemma dei di Sangro,
la chiesa a tre navate,
ma soprattutto il teatro, il luogo dove i roccolani dal 1698 si riunivano d’inverno per recitare versi, tragedie, commedie e farse, per trascorrere serenamente le lunghe e gelide serate di isolamento dal mondo e successivamente per allietare il soggiorno dei turisti.

Tutto divenne un ricordo:
le gare sugli sci,
i salti dal trampolino,
i raduni degli sciatori,
le gare autosciatorie,
i soggiorni della Principessa Giovanna e del Principe di Piemonte.

Roccaraso, Aremogna, anni '30. Il Principe Umberto di Savoia parla con la guardia del corpo, il capitano Ugo Gentile.

La posizione arroccata di Roccaraso e la sua sviluppata e ben organizzata economia turistica, legata in prevalenza agli sport invernali, la distinguevano dai paesi vicini – Rivisondoli e Pescocostanzo – ma con essi completava, sugli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, una struttura poliforme di storia, di bellezze artistiche e architettoniche, di tradizioni, di artisti del ferro, della pietra, dell’oro. Tutto ciò arricchiva la montagna abruzzese e dimostrava, nonostante il suo conclamato isolamento, l’esistenza di nuclei di vitalità inimmaginabili.

E’ restata intatta, fortunatamente, la bellezza incomparabile di Pescocostanzo, a testimoniare la vita di popolazioni industriose, dedite alla pastorizia e alla zootecnia, alla lavorazione e alla tintura della lana e, dagli inizi del Novecento, capaci di trasformare le attività economiche che avevano scandito la vita per oltre un millennio, in quella più moderna e più redditizia dell’industria dell’ospitalità.

Oggi Roccaraso non ha più niente da far ammirare del suo tempo trascorso, non ha più i documenti, conservati in quei palazzi, che possano testimoniare la sua storia persa tra le macerie dell’ultima guerra. Offre di sé solo l’immagine di una stazione turistica moderna, con attrezzature valide ed efficienti, realizzate prevalentemente per consentire lo svolgimento di una qualificata attività sciistica.

I turisti che frequentano Roccaraso pensano che non abbiamo un passato, credono che Roccaraso sia uno dei tanti paesi costruiti ultimamente al servizio dello sci. Ma non è così.

Nel 2005 pubblicai il libro “1943 – Roccaraso Kaputt” che, sia pure concentrato sull’occupazione nazista e sulle conseguenze che ne derivarono, dà un piccolo contributo al ricordo della vita trascorsa del mio paese, a partire dal momento che precedette immediatamente la sua distruzione.

La sua lunga storia, che risale fino all’ XI secolo – per non parlare degli antefatti altomedievali e italico-romani – fu ricostruita e illustrata da Francesco Sabatini, fin dal 1960, nel volume: “La Regione degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo. Storia di Roccaraso e Pescocostanzo”. Ma quando apparve quest’opera, non si disponeva ancora di molte informazioni sulle vicende della distruzione. Gli studi successivi e le testimonianze gradualmente raccolte hanno offerto le occasioni per ottenere un quadro ben più ricco.

Agosto 2005, giardino del Grande Albergo. Il Prof. Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della Crusca presenta il mio libro: 1943 Roccaraso kaputt!

Mi auguro che, in giro, siano ancora conservati scritti, immagini e documenti che riguardano la storia di Roccaraso.  Chi li possiede abbia il piacere di metterli a disposizione, affinché, chiunque voglia, possa raccontare, testimoniare ed arricchire ulteriorment la vita di un tempo di questa Comunità.

Ugo del Castello

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.