Roccaraso, ieri e oggi

di Ugo Del Castello [1]

Ecco perché io penso, vivo e agisco per “lamiaRoccaraso”. Quella di una volta, s’intende.

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Da Il giornale d’Abruzzo e Molise del 10 agosto 1930:

“…Trascorso, in silenzio, il periodo della guerra, di Roccaraso si sente di nuovo parlare verso il 1920. Già si diffondono i primi sintomi di quel movimento che doveva più tardi valorizzare la montagna.

Albergo Savoia

Qualche anno dopo il Capo del Governo Mussolini è a Roccaraso e pranza nella meravigliosa pineta, all’aperto, auspicando tempi decisivi per il simpatico comune appenninico. E la profezia non andò perduta. Il colonnello Leandro Zamboni, valoroso alpinista e sciatore, iniziò con un capitale rapidamente raccolto localmente, la costruzione del primo grande albergo di stile moderno, sul tipo svizzero, inaugurato l’anno scorso mentre già quest’anno è stato aperto al pubblico il secondo, anch’esso costruito da Zamboni. A dicembre funzionerà il terzo, temporaneamente succursale dell’Hotel Reale di Rivisondoli che va fabbricando con eccezionale rapidità Gregorio Cipriani.

Corrisponde l’attrezzatura di Roccaraso a tale sviluppo alberghiero? In parte certamente. Il Presidente del Comitato di cura, barone Vittorio Angeloni nulla trascura per la toilette del comune, da un canto, mentre dall’altro i magazzini di generi alimentari e i pubblici esercizi si vanno gradatamente preparando per il flusso maggiore.

Roccaraso - Seggiovia

Un rilievo occorre fare subito. Ed è che manca assolutamente a Roccaraso la villeggiatura a tipo economico. Le case private sono assai care e si spiega data la enorme richiesta e la scarsa loro disponibilità per cui è errato parlar di calmieri. Si tratta, viceversa, di trovar gli imprenditori di buona volontà per costruire, lungo la deliziosa strada che va alla Portella, dei villini economici e benissimo esposti. Questa speculazione è anche più semplice di quella degli alberghi e va additata ai capitalisti, piccoli ma in gran numero, del paese e di quelli circonvicini.”

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L’articolo riportato è preceduto da una premessa breve sulla nascita del turismo avvenuta dopo l’arrivo del treno e la costruzione di due alberghi all’inizio del ‘900 e da una conclusione che illustra le attività di accoglienza poste in essere.

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Riflessione.

Quest’articolo, arrivato solo oggi, mi ha sorpreso nel suo contenuto trascritto, perché illustra in maniera lapidale i giudizi sullo sviluppo turistico di Roccaraso, avvenuto con la “speculazione” – pensate si usa la parola speculazione – della nascita di tre nuovi alberghi e sulla speculazione consigliata attraverso la costruzione di ville. Pazzesco! Speculazione di alberghi e ville e non di fantasmi di cemento com’è poi accaduto per la follia dei miei concittadini che, successivamente, hanno letteralmente distrutto non il bel paese, rinato dalla guerra “finalmente” con nuovi alberghi e ville, ma il turismo.

E sì, perché la parola “turismo” deve essere sinonimo di ospitalità alberghiera, in altre parole di ospitalità in piccoli fabbricati, le ville appunto, e non in chilometri e chilometri di fantasmi di cemento, chiusi per la maggior parte dell’anno e perfino durante le feste natalizie o a ferragosto, periodi clou delle vacanze, arrivando, ai nostri giorni, ad avere case frequentate neppure per il 30 per cento del totale.

Chi mi conosce o legge le mie critiche severe, oserei dire feroci, sullo stato in cui è ridotta Roccaraso, sa che poggio spesso le mie riflessioni sugli immani errori commessi in tal senso, ma non solo qui per primi, in tutto il circondario, e consigliando, almeno per il futuro, di riscrivere il Piano regolatore fermo da quasi quarant’anni, con lo sviluppo di ulteriori attività alberghiere e soprattutto se “speculazione” deve continuarsi a perpetrare, con ville al massimo di tre appartamenti. Dipendesse da me bloccherei ogni costruzione, tranne gli alberghi.

Sono contento, perché quando qualcuno mi accusa di “guardare troppo indietro”, inetto giudizio, per via della ricerca da me compiuta, che ha ridato l’anima a questo paese, mi accorgo che il mio pensiero, attuale, moderno, proiettato in un futuro di tangibile ripresa, poggia la sua essenza proprio nel passato, quando uomini attenti e lungimiranti, attuavano lo sviluppo di Roccaraso attraverso la “speculazione” poggiata su alberghi e ville.

Roccaraso cementificata

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Complimenti Ugo! Sei l’uomo di un altro mondo, quello poggiato sulla effettiva ospitalità a fini turistici.

Un’ultima considerazione, tratta dalle ultime parole del cronista, quando attribuisce alle piccole imprese locali l’onere e il vantaggio di realizzare lo sviluppo locale, cosa possibile con modesti capitali. Dalla metà degli anni ’60, invece abbiamo messo il paese in mano alla più becera speculazione di imprenditori senza scrupoli, tutti venuti da altri luoghi, che nulla avevano e hanno a che fare con Roccaraso e con la sua auspicata nuova attività di ospitalità.

E aggiungo per finire: I giovani. Ma quali idee nuove stanno sviluppando concretamente per dare una svolta alla speculazione edilizia? Loro sì, sono legati al passato, ma non a quello più o meno recente descritto di sfacelo edilizio. Essi sono legati al passato remoto, quello dell’antica pastorizia. Che tornerà incipiente se non si pongono con precisione e coraggio le basi di un nuovo mondo, che rinneghi, attraverso gli atti amministrativi, il risultato della follia e dell’apatia in cui versa l’attuale Roccaraso.

 

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Ugo Del Castello

[1] Sono nato a Roccaraso nel 1953 e per quasi trentanove anni ho ricoperto l’incarico di Responsabile del settore finanziario del Comune di Roccaraso, poi, nell’estate del 2013, la decisione di cambiare e sono approdato con la stessa responsabilità al Comune di Pescocostanzo. Da sempre ho avuto due passioni: la scrittura e la ricerca sulla storia del mio paese. Poi, all’improvviso, le due cose si sono fuse e ho scritto cinque libri. Sono soddisfatto, anche perché moltissime persone, soprattutto i turisti che frequentano Roccaraso hanno molto apprezzato la mia opera. Continuerò, siatene certi. Sono sposato con Chiara e i miei figli si chiamano Luigi, Marco e Giorgio.
Se dovessi esprimere un desiderio vorrei che Roccaraso fosse diversa, perché c’è troppo cemento, è un paese fantasma. E so che se il tuo paese non ti piace non devi smettere di amarlo, perché solo se continui ad amarlo puoi cambiarlo.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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