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ROCCARASO E I PRIMATI DELLO SCI ITALIANO

È del 18 dicembre scorso un mio articolo qui pubblicato con il quale illustro dettagliatamente il risultato straordinario delle mie ricerche sulla storia sciistica di Roccaraso ed in particolare di due primati che conseguì nel lontano 1929 e nel 1932 e che definisco inconfutabili.

Bene, questa mattina mi è arrivata la telefonata di Giovanni Valle da Cortina d’Ampezzo che mi invita ad acquistare la Gazzetta dello Sport che oggi reca un inserto sulle gare di Coppa del Mondo di sci Alpino che si stanno svolgendo in questi giorni.

Giovanni Valle è il figlio di uno di quei tre sciatori ampezzani che, scesi a Roccaraso per insegnare a sciare ai pionieri dello sci napoletano e romano, nel 1929, in collaborazione con il romano duca Carlo Caffarelli, organizzarono le prime gare di sci Alpino italiane. Poi nel 1932 fondarono la prima scuola italiana di sci riconosciuta ed autorizzata dalla F.I.S. Federazione Italiana dello Sci.

Ho acquistato il giornale e nell’intervista Giovanni Valle ribadisce il frutto delle mie ricerche, avvenute anche con la sua collaborazione e di quella del cugino Enrico figlio di Ferdinando.

Vi riporto integralmente le sue parole: …<<Lo sci Alpino in Italia nasce tra Cortina, Roccaraso e l’Abetone – Racconta Giovanni Valle, d. t. della nazionale di salto dal 1980 al 1985 – . La prima scuola di sci in Italia fu fondata a Roccaraso nel 1932, ma da tre cortinesi: mio padre Renato, che nel 1931 a Cortina aveva vinto la prima edizione dei Tricolori, mio zio Ferdinando e Paolino Pompanin>>…

Questi primati non costituiscono solo un vanto di Roccaraso, ma dell’Abruzzo e Molise, la regione unica a quell’epoca.

UgoDC

About Ugo Del Cstello

Ugo Del Castello, Abruzzese di Roccaraso (AQ), dirigente amministrativo-finanziario, da sempre ha avuto due passioni, la scrittura e la ricerca sulla storia del suo paese.

3 commenti

  1. Enzo Carmine Delli Quadri

    Grazie Ugo,
    Lavoro molto utile il tuo. Te ne siamo grati come Altosanniti dell’Abruzzo e Molise

  2. Caro Enzo, la nostra terra per oroiettarsi nel futuro deve essere amata in maniera disinteressata, quale bene primario della comunità che vi risiede, prima ancora dei singoli che devono pur trarne un beneficio per vivere e continuare a viverci.
    Ecco è questo lo spirito che mi ha sempre guidato e che ha guidato le mie modeste ricerche, sia pure concentrate su un aspetto limitato, ma importante della sua storia.
    Grazie per avermi ospitato, perché è importante che queste vicende vengano adeguatamente divulgate.
    Cordialità. Ugo Del Castello

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