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Ricordi di guerra: “Il parco giochi”

di Gianluigi Delli Quadri [1]

Gianluigi

Tina è una simpatica signora di ragionevole età che suscita interesse istantaneamente. Signorile nel parlare come nei gesti, sa attirare l’interlocutore nella sua rete fatta di ricordi. Inizia così la sua storia: 

“Ero solo una bambina, prova ad immaginare l’effetto che può fare la guerra a nove anni. È come un solco profondo che l’acqua continua a scavare, l’orrore che si è vissuto non va più via.”

Quindi con i tedeschi che si ritiravano tu dov’eri?
“Eh, figlio mio, gli inglesi con le navi cominciarono a bombardare dal golfo di Vasto, ci fu un fuggi fuggi. Papà aveva fatto la guerra del 1915-18 come ufficiale, pensò bene di andare incontro loro verso la spiaggia e adesso a raccontarla fa sorridere.”

Dai, racconta!
“Con il carretto insieme a mamma e i miei due fratellini ci dirigemmo verso la galleria ferroviaria di S.Nicola. Papà diceva che lì dentro saremmo stati al sicuro, e sai cosa trovammo?”

Non saprei, soldati?
“No, un vagone merci pieno di scatolette di tonno e saponette capisci? La ferrovia era interrotta per i bombardamenti, l’avevano sganciato apposta, probabilmente per tenerlo nascosto. Mangiammo tonno per tre giorni, così tanto che per anni non volli sentirne neanche l’odore!”

E poi?
“Papà faceva di mestiere “lu viaticàre” insomma comprava e rivendeva di tutto, conosceva tanta gente e aveva pensato di andare a rifugiarci in una masseria presso S.Salvo. Chi poteva immaginare l’orrore a cui stavamo andando incontro!”

Cos’hai visto?
“Morti, tanti soldati morti e mezzi bruciati ancora con il fumo. Io tenevo stretta la mano di mio fratello cercando di guardare solo davanti. Fu dopo una curva che trovammo un carrarmato praticamente intatto. Più in là papà decise di fare una sosta e mentre lui si era appisolato, pensai di dare un’occhiata. Ci salii sopra e mi affacciai all’interno. Rimasi sconvolta, era tutto rosso schizzato di sangue e ti risparmio i particolari raccapriccianti. Corremmo verso papà e ci raggomitolammo vicino a lui. Riprendendo il cammino ci trovammo di fronte un soldato seduto ai piedi di un’albero, sembrava dormisse, apparentemente senza ferite.
Ci avvicinammo ma non troppo, da sotto l’elmo spuntavano piccoli riccioli biondi. Tuttora penso a quante lacrime avrà versato la madre, quante volte avrà giocato con quei riccioli biondi tra le sue dita.”

La commozione prende il sopravvento anche a distanza di settant’anni. Tina si asciuga le lacrime e ricomincia.
“Notammo poi una radura delimitata da un nastro bianco, io e i miei fratellini lo chiamammo “parco gioco”. Ci rincorremmo al suo interno per cinque minuti buoni, fino a che nostro padre ci chiamò sgridandoci energicamente.”

Arrivaste poi alla masseria?
“Si si, rimanemmo tre mesi lì. Poc’anzi ti ho detto di quel nastro bianco ricordi?”

Si, il “parco giochi”.
“Giusto. Qualche anno fa vidi un documentario sulla liberazione di Ortona da parte degli inglesi. Ebbene il cineoperatore inquadrò un soldato mentre recintava un’area con l’identico nastro. Finito il lavoro piantò un cartello con la scritta “Mined”. Capisci? Ho rincorso mio fratello dentro un campo minato! Pensa che fortuna!”

Tina mi ha offerto due “taralli” tutta contenta. La saluto promettendogli che sarei tornato a trovarla giacché ha un’altra storia da raccontarmi. Mi saluta sulla porta, mentre scendo la scalinata scivolo perdendo un’attimo l’equilibrio.
Ahi!
“Attento! Ti sei fatto male?”
Una piccola storta, non è niente, arrivederci.

 Zoppicando per l’infortunio arrivo in macchina, mi torna in mente il “parco giochi” di Tina. Come faceva quella canzone? Nella vita ci vuole fortuna…

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[1] Gianluigi Delli Quadri: di ascendenza agnonese, è sempre vissuto a Vasto (CH). Ama il teatro e recita nella Compagnia D’Arte Vastese, per la quale scrive testi che lui stesso dirige. Coltiva tutte le arti visive: video, grafica, pittura. 

Editing: Flora Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

About Flora Delli Quadri

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

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