Racconto di un nonno: tedeschi alla porta

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di Enzo Carmine Delli Quadri

Mio nipote è stato chiamato dalla sua professoressa a raccogliere dei racconti da suo nonno. Questo è uno di quelli che, sforzando un pò la memoria, gli ho trasferito così come è rimasto impresso nella mia mente di bambino spaventato.

Stavo sul greto del fiume Verrino. Cercavo di pescare qualche trota con metodi strumentali rozzi come costruire delle cunette sulla riva del fiume dove speravo che la trota andasse a fermarsi, per poi lanciarle, addosso, una rete per capelli…….non ne presi mai una, pur avendole a portata di mano. Ma non mi interessava prenderle: giocavo.

Sentii, all’improvviso, un urlo lacerante di mia madre che mi chiamava a gran voce, correndo verso di me. Contemporaneamente un suono assordante si avvicinava sempre di più sopra le nostre teste.  Mi madre mi afferrò per un braccio e mi strattonò per tornare al casolare lungo il fiume dove eravamo nascosti insieme a molti altri nostri parenti. Un boato fortissimo giunse alle nostre orecchie, alzammo la testa….. un aereo stava precipitando al suolo in mezzo a una nuvola di fumo intenso. Pochi secondi dopo, l’aereo si fracassò al suolo in una fiammata che andò a lambire il cielo. Corsero alcuni fratelli di mia madre. Mi passarono di mano in mano e, poi, di corsa rientrammo al casolare. Ci chiudemmo dentro. Dopo poche ore, era diventato notte senza luna, non si vedeva a un passo. Sentimmo bussare alla porta e la voce di tedeschi inferociti ci giunse forte a intimidirci.  I fratelli (tre in quel momento su 8) di mia madre corsero a nascondersi in un luogo che era stato costruito sotto le assi del pavimento; le donne, mia nonna (mio nonno era morto), mia madre, le sue 3 sorelle e tutti noi bambini ci riunimmo al centro della stanza ….. la porta fu aperta prima che i tedeschi l’aprissero a colpi di calci di fucile. Restammo pietrificati …. Non si sentiva volare una voce….Il tedesco che comandava quella loro piccola squadra urlava e sbraitava: …american… american…. AmericanFu una mia zia che disse: stanno cercando un americano…… deve essersi lanciato con il paracadute…..

Rivolta al tedesco: qui siamo solo noi….nain american…nain american…. Siamo tutte donne e bambini italiani ….. I tedeschi, non convinti della risposta di mia zia, misera a ferro e fuoco la stanza in cui eravamo riuniti, e così fecero anche con i pochi locali del piano di sopra. Alla fine, dovettero rasegnarsi….. Uscirono imprecando e si immersero nella notte alla ricerca dell’american……

Dal sottosuolo riemersero i nostri 3 zii, uno dei quali sedicenne; aveva una grossa macchia sul pantalone…. Se l’era fatta addosso.

 

10 Commenti

  1. Bello il racconto del nonno.
    Un piccolo episodio che fa capire cosa significhi un paese invaso da truppe straniere.

  2. Molto interessante il racconto del nonno.
    Un piccolo episodio che fa capire cosa significhi un Paese invaso da truppe straniere.

  3. Ma guarda un po’, c’è ne hai messo di tempo a raccontarlo, ti ha dovuto stanare un nipotino per venire a conoscenza del “tuo episodio di guerra”

  4. Bambino spaventato e attento, che come tanti di noi -piccoli in quegli anni-conserva in memoria i ricordi e sa farli riemergere con ironica simpatia e una penna molto ben allenata alla scrituura.

  5. Questo ricordo non lo potrai mai cancellare, episodi così restano fermi nel tempo e nella memoria. Sei stato testimone della storia e la devi tramandare. Un abbraccio

  6. Bellissimo il racconto che anche io ho vissuto e visto dalla Ripa , io parlo dell’aereo precipitato su Caparreccia, poiché immediatamente siamo andati sul posto ed abbiamo visto l’aereo ancora in fiamme, con dentro i membri dell’equipaggio carbonizzati e proiettili che
    scoppiavano. Con noi c’erano anche i D’Eletto. Un altro aereo cadde dalla parte di S.Berardino ma molto più a valle. Saluti Dino

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