Home / Cultura / Cultura Popolare / R zingar’

R zingar’

di Esther Delli Quadri

zingari 4

Ricordo che ai tempi della mia infanzia, nelle zone da cui provengo, era abitudine tenere i portoni delle case aperte, soprattutto d’estate. Non essendoci episodi di ruberie la gente viveva molto tranquilla.

Ancora oggi, turisti che arrivano si sorprendono di vedere negozianti quali per es. quelli che vendono oggetti di artigianato locale, esporre le loro merci fuori dai negozi. Commentano incuriositi :

“Ma non c’è il pericolo che qualche malintenzionato li rubi? ”
“No, in realtà , non c’è e non c’è mai stato!”

C’era, però, io ricordo, una occasione in cui i portoni venivano frettolosamente chiusi. D’estate, capitava a volte, soprattutto in concomitanza con feste e fiere paesane che arrivassero degli zingari , da non so bene dove, che in altri periodi dell’anno non si vedevano mai. La voce si diffondeva in un battibaleno e passava di bocca in bocca: “l’zengar! L’ zengar’ “. Erano infatti soprattutto donne!

A quelle parole le mamme, le nonne, le zie si affrettavano a scendere dabbasso a chiudere i portoni e i bambini tornavano velocemente a casa. Si, perché tutti i bambini sapevano, dal momento che le loro mamme su questo punto erano state tassative, che alla vista de ” l’ zengar’ ” dovevano rientrare subito a casa!

Si diceva, infatti, che oltre a commettere furti di vario genere, ” l’ zengar’ ” rubassero i bambini!!!

Io, ricordo, al loro apparire da lontano, afferravo mio fratello per la mano e lo trascinavo a casa, chiudendomi alle spalle il portone con un unico gesto veloce. Poi salivo di corsa le scale per avvertire mia madre. Infatti era abitudine di queste donne bussare ai portoni che trovavano chiusi per chiedere in regalo soldi o altro .

Zingari 1.

Al loro bussare al portone, quindi, non veniva aperto né risposto. Io aspettavo un po’, il tempo che loro avrebbero impiegato a passare, e poi mi affacciavo alla finestra e le osservavo. Scalze, tirandosi dietro bambini anch’essi scalzi e vestiti in malo modo, molto spesso sporchi, percorrevano la strada bussando ai portoni senza quasi mai ottenere risposta.

Qualche volta per strada, dando la mano a mia madre, era capitato che qualcuna si fosse avvicinata invitandoci a porgerle la mano per leggere la fortuna. Mia madre si era sempre rifiutata cercando di allontanarsi, cosa non molto facile data la loro insistenza. Io , allora, avevo avuto l’occasione di osservarle più da vicino . Avevo notato quelle loro lunghe gonne colorate, che davano l’impressione che sotto vi fossero ancora altre gonne; le loro camicie; i loro scialli a colori sgargianti. Ma, soprattutto, la loro abitudine di portare alle orecchie pesanti orecchini d’oro molto lavorati, tanto che i lobi delle più anziane erano visibilmente allungati, bracciali e collane in quantità anch’essi d’oro, strideva, per me bambina, con il loro chiedere per strada soldi o altri regali.

Mi era capitato in qualche occasione, soprattutto quando ero in vacanza fuori dal paese, di vedere gente bisognosa avvicinarsi a chiedere dei soldi. Di solito ci si fermava e gli si dava qualcosa o a volte anche niente , ma mai avevo visto cercare di allontanare quelle persone poco gentilmente o in malo modo come succedeva con ” l’ zengar’ “!

C’è nelle mie zone un modo di dire che forse un po’ spiega i sentimenti suscitati da ” l’ zengar’ ” nelle persone. Si dice infatti: ” m’ simbr nu zengar “ riferendosi a persone insistenti nelle loro richieste oltre il limite della decenza anche a fronte di innumerevoli rifiuti già ricevuti.

Credo che la differenza tra loro e altra gente che chiede per bisogno stia nella insistenza ripetuta delle richieste de ” l’ zengar’ ” che lascia indovinare in loro una forte carenza di dignità, e di conseguenza uno scarso rispetto per sé stessi, che porta inevitabilmente, a non ottenere neanche il rispetto degli altri.

Non voglio con ciò esprimere giudizi, anche perché non conosco a fondo la loro cultura. Mi limito a riportare quello che era il comune sentire nei loro confronti e le possibili motivazioni che vi stavano alla base. Resta per me il mistero di una gente dalle mille apparenti contraddizioni: il loro modo di vivere e di procurarsi il necessario, di rapportarsi con il resto della popolazione, di curarsi dei loro piccoli, e, coesistente con tutto ciò, per esempio, la loro musica, i loro balli, la loro allegria.

violino zingaro

Mi è capitato una volta di assistere alla performance musicale di uno zingaro col suo violino. Nelle sue mani il violino singhiozzava, piangeva. Al tocco di quelle mani, cariche di anelli, dal violino si sprigionava una musica celestiale fatta di toni bassi e poi alti, poi di nuovo bassi .Una musica che poteva arrivare a toccare le corde più profonde dell’animo umano. Una musica che solo uno spirito, un animo che conosce la delicatezza può apprezzare e quindi, credo, suonare. Sacrilego e divino, anche qui?

Un arcano!

_____________________________
[1] Altosannita doc

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

About Esther Delli Quadri

Esther Delli Quadri, molisana di Agnone, ex-insegnante, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine. Si occupa, amabilmente, di cultura e al suo territorio nativo dedica molte delle sue espressioni emotive.

2 commenti

  1. Carmine Antonelli

    Contro ogni legge morale…
    Dura lex, per demo-cristiana la balena bianca andreottiana i peccati li confessava giornalmente in vaticano

  2. Vero e schietto il racconto di vita degli zingari, che anche ai miei tempi di ragazza si ripeteva pari pari al mio paese…. ancor oggi sono associati a fatti malavitosi- droga ed altro, specie in quartieri periferici di città- Ma concordo perfettamente nel finale magnifico, perché la musica gitana è proprio bella e ammalia, rivelando tutta la bellezza della loro terra di provenienza, l’India, credo e poi da altre zone d’ Europa…
    Molti di loro oggi si sono ben integrati e pur non rinnegando le loro origini vivono in case popolari o di proprietà –anzi ville- ed è in questa direzione che si deve guardare: LORO , E TUTTI NOI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.