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Questo deve essere il momento dei Paesi Montani di Confine.

Questo è il momento giusto per la Gente di Montagna; questo deve essere il momento giusto per i 54 Paesi Montani che si trovano ai confini tra l’Abruzzo e il Molise e che costituiscono il territorio dell’AltoMolise-Sangro-Vastese, in breve ALMOSAVA.

In una nota tecnica, riportata in fondo a questo articolo, sono elencati i comuni e il numero di abitanti interessati, suddivisi nei 4 spicchi provinciali  (L’AQ, CB, IS, CH)

Qui è importante mettere in evidenza che:

  • Comuni dell’ Alto Molise in Provincia di IS
    Con più di 5.000 abitanti = 1
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 1
    Con meno di 1.000 abitanti = 12
  • Comuni dell’ Alto Molise in Provincia di CB
    Con più di 5.000 abitanti = nessuno
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 2
    Con meno di 1.000 abitanti = 2

 

 

  • Comuni dell’ Alto Sangro in Provincia di L’AQ
    Con più di 5.000 abitanti = 1
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 2
    Con meno di 1.000 abitanti = 6
  • Comuni dell’ Alto Sangro-Vastese in Provincia di CH
    Con più di 5.000 abitanti = nessuno
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 6
    Con meno di 1.000 abitanti = 21
  • TOTALE dell’AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava)
    Con più di 5.000 abitanti = 2
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 11
    Con meno di 1.000 abitanti = 41

 Una gravissima situazione finanziaria nazionale internazionale, che ha conseguenze pesantissime sulla finanza pubblica,  ha messo sotto scacco Comuni, Provincie e Regioni., in pratica ha messo sotto scacco tutto il l’ordinamento dello Stato e degli Enti Locali.

In questo contesto, nell’AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava),  ben 42 Comuni, con meno di 1.000 abitanti, sono tenuti, fin d’ora, ad osservare norme perentorie stringenti; altri 11 sono tenuti ad osservare regole, perentorie ma meno stringenti; per un totale di 52 Comuni su 54.

Sono la legge 122 del 2010 e, più in particolare, la legge 148 del 2011 ad apportare profondi mutamenti strutturali. Conoscerle  in dettaglio, per meglio comprendere la situazione, è un dovere civico e morale.

 Va detto, per inciso, che fu un grosso e grave errore smembrare il territorio dell’AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava), omogeneo per cultura e valori, per sottoporlo, nel tempo, a ben 4 provincie e 2 regioni, rincorrendo l’araba fenice di una finanza pubblica sempiterna, con le sue pensioni, i suoi posti nelle provincie e nelle regioni, i suoi appalti, i suoi affidamenti, la sua autonoma gestione della sanità regionale. Sarebbe, ora, delittuoso se non si approfittasse di questo momento per porre fine ad umiliazioni continue che hanno annientato i Capitali di quei Paesi di Confine Regionali e Provinciali, quali il Capitale Umano con una desertificazione demografica sopra ogni limite e il Capitale Immobiliare, con Terreni e Fabbricati, frutto di sacrifici immensi delle passate generazioni, che stanno andando letteralmente  in fumo, altro che ICI o IMU)

legge 122 del 2010

 Passando attraverso norme sempre più restrittive su personale e servizi (contenimento di spesa, blocco di turnover, affidamenti), si è giunti, dapprima, all’estensione del patto di stabilità anche ai piccoli comuni con meno di 5000 abitanti, e, poi, al DL 78/2010 convertito in legge 122/2010.

L’art 14 di questa legge obbliga i piccoli comuni ad associare 6 funzioni fondamentali :

  1. funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge;
  2. funzioni di polizia locale;
  3. funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica;
  4. funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;
  5. funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché’ per il servizio idrico integrato;
  6. funzioni del settore sociale.”

 

Legge 148 del 2011

 E’ stata chiamata manovra di “ferragosto”2011 (decreto legge 138 /2011 , convertito in legge 148/2011).

 Per prima cosa, la manovra ha differenziato i comuni in base alla popolazione:

a)    sono piccoli i comuni che hanno una popolazione da 1001 fino a 5.000 abitanti;
b)  
sono piccolissimi i comuni che hanno una popolazione residente fino a 1.000 abitanti.

Questa suddivisione dei comuni, fino a 1.000 abitanti e fino a 5.000 abitanti, prevede due differenti approcci alla gestione associata dei servizi, delle funzioni compresa quella del personale.

Approccio nei piccolissimi comuni (fino a 1000 abitanti)

 Nei piccolissimi comuni (fino a 1.000 abitanti) è fatto obbligo perentorio di gestione associata dei servizi e delle funzioni fondamentali compresa quella del personale e, a tale scopo possono essere utilizzati due strumenti:  le convenzioni ( art . 30 del 267/2000) e le unioni di comuni (art 32 del 267/2000, con tre commi in deroga).

–  le convenzioni

 Questo modello gestionale, già ampiamente utilizzato finora per alcuni servizi o funzioni può essere ancora utilizzato ma deve riguardare tutti i servizi e tutte le funzioni, compreso il personale. Questo modello, che esonera dall’obbligo di unione, è piuttosto complicato e difficile, in quanto  i comuni, che  volessero adottarlo, dovranno riuscire a dimostrare che c’è stato un certo risparmio di spesa.

–   le Unione di Comuni

 Questo secondo modello di gestione, più stringente rispetto al primo, prevede la effettiva unione di comuni , con un passaggio integrale delle competenze di ogni ordine e grado e con pochissimi compiti residuali in capo al sindaco. Di fatto i piccoli comuni fino a mille abitanti saranno aggregati o associati in nuove municipalità.

Approccio nei piccoli comuni (fino a 5000 abitanti)

La situazione per i Comuni con popolazione tra 1001 e 5.000 abitanti è diversa. Per questi vale la legge 122/2010, la quale, all’ art 14, obbliga i piccoli comuni ad associare le 6 funzioni fondamentali,  più sopra riportate

 Ma il problema non è limitato ai Comuni: è a tutti noto il tira e molla tra opinione pubblica che pretende la eliminazione delle Provincie per ridurre i costi della Politica e i politici che tentano di salvare il salvabile. Ma è utopistico immaginare che resti tutto com’è ora; è utopistico immaginare che le Provincie restino in vita. Saranno o cancellate del tutto o sostituite da nuovi organismi amministrativi, ma completamente diversi dagli attuali e con sicure diverse aggregazioni o associazioni di Comuni.

 A questo aggiungansi la discussione sulla costituzione di Macro Regioni, tra cui quella delle Marche-Abruzzo-Molise.

 E’ in questo contesto che ALMOSAVA, gruppo di opinione interessato al territorio dell’AltoMolise-Sangro-Vastese, chiede che il suddetto territorio trovi in sé la forza e il coraggio di unirsi in un organismo amministrativo unico di tipo Municipale o di altro nome ancora. Chiede, insomma, che i Comuni si associno tra di loro, superando le attuali divisioni dannose per tutti. E, a questo proposito, non valgono le obiezioni di chi sostiene che le associazioni andrebbero fatte solo nell’ambito della stessa Provincia. Il problema è prima di tutto politico e, dopo, amministrativo.

 I paesi del territorio, in un contesto di armonici interessi della Gente di Montagna, senza concorrenza forte e sleale della COSTA e dei CENTRI cittadini, tornerebbero a respirare in un unicum di cultura e valori e meglio potrebbero attendere alle funzioni di gestione della sanità, dei trasporti, della viabilità, dell’edilizia scolastica, dell’assistenza sociale, del turismo. E per far questo potrebbero contare, oltre che sui trasferimenti statali dovuti, su risorse finanziarie rese libere dalla eliminazione delle Provincie e dalla costituzione di Macro Regioni; potrebbero proporsi, inoltre, come ZONA FRANCA da burocrazia e imposte o per attirare investimenti oppure, più semplicemente, per evitare che giovani intraprendenti decidano di andarsene, imitando chi lo ha già fatto.

 Viceversa, se questo progetto dovesse fallire già in partenza, i Comuni di Montagna, divisi tra loro e aggregati con altri pendenti verso la COSTA o i CENTRI oggi provinciali, finirebbero per diventare, definitivamente, le loro riserve indiane.

 Enzo C. Delli Quadri

Nota:

AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava),

Abitanti nel 1871 = 125.498;   Numero massimo raggiunto = 140.102;     Oggi = 53.049.

I comuni dell’Alto Molise in Provincia di Isernia

Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino,  Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, San Pietro Avellana, S. Angelo del Pesco, Vastogirardi.

Abitanti nel 1871 = 43.980;   Numero massimo raggiunto = 47.045     Oggi = 14.403.

I comuni dell’Alto Sangro in Provincia de L’Aquila

Castel Di Sangro, Alfedena, Ateleta, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea.

Abitanti nel 1871 = 18.086;   Numero massimo raggiunto = 22.801;     Oggi =  12.606.

I comuni dell’ Alto Sangro-Vastese in Provincia di Chieti

Castiglione Messer Marino, Bomba, Borrello, Carunchio, Castelguidone, Civitaluparella, Celenza sul Trigno, Colledimezzo, Fraine, Fallo, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Palmoli, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo, Villasantamaria, Torrebruna.

Abitanti nel 1871 = 50.393;   Numero massimo raggiunto = 55.498;     Oggi = 17.885.

I comuni dell’Alto Molise  in Provincia di Campobasso

Trivento, Montefalcone nel Sannio, Roccavivara, Salcito.

Abitanti nel 1871 = 13.039;   Numero massimo raggiunto = 14.758;     Oggi = 8.155.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

4 commenti

  1. fa tanto riflettere qst articolo…

  2. massimo balzano

    E’ l’unica scelta di buon senso. La proposta di ALMOSAVA deve diventare comnue nsentire della nostra gente. Pochi saranno i politici a spendersi su questo. Solo se la popolazione capirà potrà decidere per il suo bene.

  3. Finamore Giovanni

    Cari paesani Fa male al cuore, Vedere La Zona in queste condizioni.Vivo in Germania da 30 anni non per scelta,ma per obbligo e La ringrazio tanto Di tutto! Da 50 anni purtroppo. Nella amata zona non esiste lavoro, e strade Che portino nei benedetti posti Di Lavoro ,o se sogni si avverrebbero i posti di lavoro arrivassi nella zona. Basti pensare Che Vasto e San salvo qualche anno fa erano piccoli centri agricoli. Sono Di Fraine posti lavoro Zero solo 6 o 7 posti comunali questa e La realta ..Voglio dire La crisi non si risolve risparmiando dove non ce spreco ma purtroppo sopravvivenza. le Zone di risparmio sono ben altro e molte efficace ((((La Meta Dei posti statali e politici non servono!!!!!!! Il detto dice dove sono troppi galli non Fa Mai giorno… Nel nostro caso La crisi non si risolve Mai !!!!!un esempio La svizzera sono molto paesini o no.e un sognio??no e realta!!!
    Auguro alla zona un buon anno. Con un avvenire migliore

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