Quando il Natale era … emozione

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Racconto di Ida Busico

Ogni agnonese che abbia una certa età non può non aver conosciuto o non ricordare Nicola, mio nonno materno, che, oltre a fare l’ortolano (da tutti conosciuto, infatti, come Nicola “bei broccoli”) aveva un’osteria al n° 71 di Corso Garibaldi.

Mio nonno era una persona amabilissima, sempre allegra, e la sua cantina era un punto di riferimento per giovani e anziani che vi si recavano per bere un buon bicchiere di vino, giocare a carte o fare qualche cenetta tra amici nella saletta attigua.

Vi si respirava un’aria familiare e lui, mio nonno, avendo una voce  possente, amava cantare e in particolare amava le canzoni di Claudio Villa e Domenico Modugno. Il suo cavallo di battaglia era…. “Ciao Ciao bambina” (Piove).

Rendeva allegra l’atmosfera raccontando aneddoti e barzellette, più di ogni cosa gli piaceva brindare accompagnando il brindisi con rime improvvisate sul momento e sempre personalizzate verso colui al quale erano destinate.

Io, personalmente ho un bellissimo ricordo di quando , avvicinandosi il Natale, allestiva un grande presepe nella saletta della cantina.

L’allestimento era rigorosamente compito suo, e solo suo.

Iniziava per tempo a raccogliere nelle campagne muschio, pigne, bacche e arbusti sempreverdi. Metri e metri di carta azzurra stellata, sistemata in alto sulla parete, diventavano il firmamento, carte e cartoni per le rocce e le montagne, casette in gesso e creta, e finalmente i pupazzi, tanti, belli e meno belli, qualcuno senza un braccio, qualcun’altro senza gambe, ma tutti da riutilizzare e tutti dallo sguardo espressivo tra lo sbalordito e il meravigliato. Al centro la capanna con Maria e S. Giuseppe già inginocchiati e in adorazione davanti a una culla ancora vuota illuminata dalla cometa.

Farina e fiocchi di ovatta completavano il paesaggio innevandolo artificialmente.

Tutto doveva essere perfettamente pronto per l’inizio della Novena di Natale.

Il 15 di dicembre, nel tardo pomeriggio, mio nonno aspettava con ansia l’arrivo degli zampognari: “Carm’nucce ” e “zi Francisc” zampogari di Cerasuolo, suoi amici di vecchia data che lo chiamavano affettuosamente “zi Nicola”.

Arrivavano nelle rigide serate di dicembre, avvolti nei loro mantelli allacciati sotto il mento con grandi alamari e il collo bordato con una rozza pelliccia, sulla testa grandi cappelli coperti di neve. Entravano scrollandosi di dosso i fiocchi di neve, si sedevano davanti al presepe e il più giovane, “Carm’nucc”, dalla faccia paffuta e rubiconda, iniziava a insufflare aria nella zampogna e dopo qualche attimo iniziava a suonare. Che ricordo bellissimo che ho di quel suono! L’altro, “zi Francisk”, più anziano, intanto recitava preghiere e litanie nel loro dialetto, sulle note che l’altro suonava. Poi iniziava anche lui a suonare la “tutarella” (ciaramella). Era uno spettacolo meraviglioso, quasi da estasi!

Zi Francisc (a sinistra) e Carm’nucce (a destra)

Noi ragazzi eravamo lì davanti rapiti e felici, ma quello che avrò sempre negli occhi, indimenticabile, è l’immagine di mio nonno che davanti al presepe, ogni sera, al suono delle zampogne, si inteneriva e si commuoveva fino a piangere come un bambino!

Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

10 Commenti

  1. Flora così fai piangere anche noi…che nostalgia, eravamo noi stessi personaggi del nostro presepe quotidiano. Buon Natale a tutte le nostre anime del paradiso

  2. Bella rievocazione. Zi’ Francisc e Carm’nucc venivano anche a casa mia, chiamati da mio nonno. Per nonn’Alberto il natale non era natale senza gli zampognari e senza il presepio !

  3. Indimenticabile Z N’co , la nsua allegria contagiava almeno tutto corso Garibaldi e nelle belle giornate se ti affacciavi alla ripa lo sentivi cantare giù negli orti che coltivava , tra una canzone e l’altra qualche filastrocca oppure frasi scherzose se nelle vicinanze c’erano altri coltivatori, che dire una vera icona dell’allegria ,come le rime che sfornava immancabilmente e spesso con garbati e divertenti doppiosenso quando le signore compravano ortaggi che lui stesso coltivava , tipo :Signora Evelina ti piace……………..l’insalatina ? la sua osteria fu fino a meta dei più assidui seguaci del dio Bacco fino a fine anni 60 .
    P.s. Il collega di Carmnucc cioè Z Francisch ru zampugnar nn è comunque quello in foto ,lui era magrissimo e più avanti con gli anni .

    • E’ vero, Z Francisch non è quello fotografato. Questa foto è stata scattata quando già non veniva più in Agnone e del duo era rimasto solo il giovane.

  4. Che tenerezza questo racconto dei ricordi di una bambina fortunata!
    Sì, perché … hai avuto quel nonno -bambino, che ti ha trasmesso sentimenti delicati , e non credo solo per il natale…

  5. Che tenerezza questo racconto dei ricordi di una bambina fortunata!
    Sì, perché … hai avuto quel nonno -bambino, che ti ha trasmesso sentimenti delicati , e non credo solo per il natale…

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