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Quando eravamo felici e non lo sapevamo

di Esther Delli Quadri

bambina

Indossavamo un cuore bianco,
puro come il nostro vestito di organza a ricami,
candido come i nostri guanti di filo a fiorami.
Gonfiava il vento il nastro rosa tra le mani
e tremavano leggere le  banconote appese.
Manine , come farfalle in volo,
spargevano fiori da canestri intrecciati,
lastricando di petali di rosa profumati
il cammino che  ci avevate preparato,
quando eravamo felici e non lo sapevamo!
Andavano i nostri passi per  vicoli e  per vie
tra pii canti e preghiere .
” Al cielo, al cielo, al ciel…”
intonavano le nostre voci bambine,
quando ci amavamo di un amore buono,
e il nostro mondo era piccolo e raccolto.
Accarezzavano i vostri sguardi orgogliosi
i  nostri volti fanciulli per incontrare occhiate
sotto ciglia frementi e  mobili di bimbi.
” Al cielo, al cielo, al ciel…. ”
riecheggiavano i vicoli e le strade ,
quando eravamo felici e non lo sapevamo!
Ad una piazza piú ampia il rullo di un tamburo
annunciava una musica gioiosa
e suonavano a festa  le campane.
Gaie  bandiere e gonfalone
e scarlatto e turchino pennacchio
svettavano tra le autoritá. .
Si gonfiavano i balconi di coperte  multicolori,
variopinto piumaggio di ali di uccelli
sulle quali  il paese in festa s’involava,
quando eravamo felici e non lo sapevamo! 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

About Esther Delli Quadri

Esther Delli Quadri, molisana di Agnone, ex-insegnante, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine. Si occupa, amabilmente, di cultura e al suo territorio nativo dedica molte delle sue espressioni emotive.

3 commenti

  1. ETEREA poesia, pia e delicata, che risveglia un pizzico di quella felicità ”bambina” nel cuore dei grandi che la vissero e non solo…NON l’angioletto in un’ antica processione, ma insieme alle altre bimbe, ho alzato lo sguardo e la voce innocente anch’io a MARIA, quando forse ero felice e …non lo sapevo.
    GRAZIE, MARIA ROSSI, di avermelo fatto rivivere .

  2. ETEREA poesia, pia e delicata, che risveglia un pizzico di quella felicità ”bambina” nel cuore dei grandi che la vissero, e non solo…NON l’angioletto in un’ antica processione, ma insieme alle altre bimbe, ho alzato lo sguardo e la voce innocente anch’io a MARIA, quando forse ero felice e …non lo sapevo.
    GRAZIE, MARIA ROSSI, di avermelo fatto rivivere.

  3. La felicità che avevamo allora, era proporzionale al nostro essere bambini; dopo, nel crescere ci siamo guastati; trasportati da una storia che disconosce il bene e il male. Bastava poco per essere sereni perché poco avevamo; oggi, siamo storpiati dal troppo. Percorriamo una strada che ci sta portando verso il deserto interiore…Ci rimane il ricordo come fosse un’isola appartata, liquefattasi, eppure presente nella immaginazione di ognuno, al di fuori delle stupide realtà che viviamo.

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