Quando chiudo gli occhi, me lo ricordo ancora…

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1878

di Paola Giaccio[1]

tre termini3
Il casello di Tre termini, crocevia tra Agnone, Pietrabbondante e Pescolanciano

In questo periodo di settembre, andavamo poco al casolare in montagna. Con le prime piogge, il terreno era bagnato e l’aria era più fresca.

miscuglio3

Mio padre era sempre indaffarato, nella raccolta della legna, nel fare ceste per i carbonai, nell’orto e tante cose ancora. Era forte il mio papà… Io lo chiamavo “Archimede ” perché aveva intuizioni geniali. Con poche cose semplici riusciva a costruire oggetti particolari da brevettare. Se avesse voluto certamente, avrebbero avuto successo. Invece, non l’ha mai voluto fare. Ammirazione e fiducia smisurata erano i sentimenti che provavo per lui.

Copia di Papaà di Paola giaccio
Un giorno particolarmente uggioso, notando il mio stato di completa inerzia a qualsiasi iniziativa, mio padre disse: “Andiamo per funghi?”. Solo l’idea di camminare per il bosco con le scarpette da ginnastica e pantaloncini, mi terrorizzava!

cesto e bastone
Ma mio padre aveva già i cestini di vimini in mano. Arrivato alla porta, prese i due bastoni fatti da lui per queste occasioni che solitamente lasciava appoggiati all’uscio, sempre a disposizione. A malincuore e senza parlare, presi il bastone che mi stava porgendo e ci incamminammo.

boscaglia4

Al confine dell’orto, oltre il recinto, c’era una stradina che si inoltrava nel bosco, dove non ero mai andata prima. Dei cespugli enormi costeggiavano tutta la strada interrata e subito dopo, gli alberi riempivano tutto il territorio.

settembre

Ma, dopo pochi metri, quando ancora riuscivo a vedere l’orto di casa mia, davanti ad uno di quei cespugli altissimi, mio padre si fermò e mi disse di seguirlo mettendomi proprio dietro di lui.

serpente1
Avevo solo 10 anni e avrei voluto tornare indietro perché, sicuramente, mi sarei graffiata, punta o, forse, sarei caduta, o peggio, avrei potuto calpestare ed essere morsa da un serpente! Ma non volevo fare la figura della “femminuccia spaventata”; e poi, davanti a me c’era mio padre che di sicuro mi avrebbe protetto… Quindi, azzittiti tutti i miei timori, docilmente mi accodai a lui. Mentre passavamo tra i cespugli, mi sembrava di andare in salita, ma non ci fu il tempo di stancarsi, perché, dopo una decina di metri, eravamo arrivati. Incredibile!

tre termini2
Un paesaggio completamente diverso si presentò ai miei occhi : un prato immenso, mucche in lontananza al pascolo…

 

funghi_1

….e una quantità di prataioli impressionante!!!
“Ma c’era sempre stato quel prato?”
“Ma io non lo vedevo dall’orto!”
“E perché non c’erano alberi?”

mucche
“E quelle mucche da dove erano passate?”

funghi5
“E tutti quei funghi….!”.
Mille domande a mio padre e mille risposte a me, mentre si mostrava divertito dal mio stupore ed entusiasmo.

cestini doppi
Due cestini colmi di prataioli, tanta gioia in quella giornata uggiosa, tanta voglia di vivere sempre nuove avventure con il mio papà, in questa mia terra meravigliosa! E quanto erano buoni i funghi!!!

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Sono passati 40 anni, ma …
quando chiudo gli occhi, me lo ricordo ancora…

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[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

8 Commenti

  1. Molto bella la descrizione intervallata da un sapiente inserimento delle splendide immagini, studiate ed appropiate. Il ricordo della sorpresa, sorretto dall’affetto per il papà, rendono indimenticabile l’episodio … anche ad occhi … aperti!

  2. Tenersi per mano e scoprire il mondo dalle piccole cose è meraviglioso. Questi ricordi sono scolpiti nell’anima e sono il nostro bagaglio migliore. Molto bello

  3. Sei stata brava nel raccontare le tue impressioni: Anche noi siamo venuti dietro di te e abbiamo scoperto, con te, le meraviglie descritte.

  4. La lezione di prendere iniziativa, di essere creativa…direi proprio che tuo padre ha saputo trasmettertela, cara Paola, e i tuoi “pensieri” di ogni giorno lo attestano.
    Oltre questo racconto, pieno di belle immagini, e di tuoi ricordi, ESPRESSI EGREGIAMENTE.

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