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Quanda scuaglia …

Poesia di Gustavo Tempesta Petresine [1]tratta dal suo volume “Ne Cande[2] 

neve che si scioglie

Quanda scuaglia

Tràscema ‘n’acca fredda da ‘sse sciùme
quanda re vièrne scuàglia a primavera.
Le jervetèlle àlzene le cime
Jènne ‘nverdènne l’aria fresca e chiéra.

Mò ze prepara a cresce la gessiémbra,
uàsce ze n’abbreògna a mette foglia.
E zitta e mopa ammànda sotte all’ombra,
‘ne vervenièlle ca sctruscia e z’arravòglia.

Chi ‘gna’ z’arrassemèglia ‘ssa sctaggiòne
a quille verde ‘cerve de vind’ jènne.
Sctrégne la vita déndre a chille miène
senza desulaziòne e senza ‘ffiènne.

.

Quando si scioglie (la neve)

Trasborda un’acqua fredda da questo fiume,
quando l’Inverno si scioglie a Primavera.
L’erba rialza le cime,
tingendo di verde l’aria fresca e chiara.

Si appresta a crescere la menta selvatica,
con discrezione apre le foglie,
e muta protegge con la sua ombra
un vermicello che striscia, e si attorciglia.

Come somiglia  questa stagione
a quell’acerbo verde dei vent’anni.
Stringe la vita dentro mani nude
senza desolazione e senza affanni.

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[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente. Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande,”
[2] ‘Ne cande, edito da Edizioni SIMPLE  (si trova su internet), nasce da un percorso accidentato, da un ritrovare frammenti e “cocci” di un vernacolo non più parlato come in origine, da mettere insieme in un complicato puzzle. I termini sono proposti cercando di rispecchiare la fonetica che fu propria del parlare dei nostri nonni, ascoltati in prima persona e qui proposti. Il “canto lieto”, quello che trattava di feste, amori e piccola ironia dove si contemplava il fluire non privo di stenti, di un vivere paesano, è svanito negli anni.

Musica: André Rieu – Spring Flowers  
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

Un commento

  1. Discreta e dolce questa poesia ….vi traspare l’anima giovanile del poeta, sui vent’anni, quando andava leggero per prode, forse allora allievo di PAPERINO… Poi è diventato SOCRATE!

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