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Preparare il caffè al fuoco e il segreto delle apposite, antiche caffettiere di rame !

Leonardo Tilli

“La ciucculattera” da sei tazze = la caffettiera, da sei tazze, adatta per il focolare
con due
macinacaffè in una foto di Leonardo Tilli

La caffettiera di rame che si utilizzava al fuoco del camino, veniva appoggiata sul piano del focolare, al riverbero del calore del fuoco e assorbiva anche il calore del piano arroventato su cui poggiava. Il segreto di queste caffettiere era questo: Alla loro base, in basso, la caffettiera aveva un vuoto, una camera d’aria, un cerchio, un “collare” in rame alto, approssimativamente, minimo un centimetro, per le caffettiere da tre tazze e un centimetro e mezzo per le caffettiere più grandi. Il fondo della caffettiera non era piatto, ma il vuoto di aria, la “camera d’aria”, sotto il fondo, non permetteva alla caffettiera di arroventarsi e le dava la possibilità, il pregio di poter sopportare il calore dei mattoni del focolare che diventavano di fuoco. Anche il caffè dentro la caffettiera, non veniva sottoposto ad altissima temperatura e non prendeva nessun odore di bruciato.

La ciucculattera con il suo fondo particolare
Foto di
Leonardo Tilli

PREPARARE IL CAFFÈ All’epoca, durante e dopo la Seconda Guerra mondiale, quando si trovava, il caffè era un lusso. In molti posti facevano tostare le radici di cicoria … e preparavano un infuso che a Fraine veniva chiamato “ciofeca“, oppure facevano tostare i semi dell’uva, presi dalle vinacce, ed in questo caso l’infuso finale a Fraine veniva chiamato: “caffè di cicirillə”, = di piccoli semi! A casa mia, a Fraine, il caffè “crudo”, quando c’era, veniva tostato sul fuoco. Una volta raffreddato, veniva conservato in un barattolo a chiusura ermetica. Dopo aver “abbrustolito” il caffè, all’epoca, si utilizzava un “macinino” a mano, per ricavarne la preziosa “polvere”. Mia zia Lisetta, sorella di mio padre, diceva che, per fare un caffè decente, ci volevano almeno ventitré acini di caffè per ogni tazzina, per cui, secondo le persone che avrebbero dovuto berlo, preparava il caffè da macinare, ma ella, calcolava sempre alcune persone in più, poiché sarebbe entrato in casa sempre qualche amico a cui offrire una tazzina di caffè. Mia zia macinava ii caffè, ogni volta, subito prima di prepararlo con la “CIUCCULATTERA”, cioè con la caffettiera di rame, vicino al fuoco.

Macinino
Foto di
Leonardo Tilli

Fare il caffè con la “CIUCCULATTERA” di rame, vicino al fuoco, era cultura, era un rito, era una opera d’arte. … Questo antico tipo di caffettiera di rame adatta per il fuoco, come ho cercato di spiegare prima, era stata dotata, dai maestri ramai di Agnone, di alcune particolarità che ne rendevano praticabile l’utilizzo anche se esposta alle alte temperature sia del fuoco e sia “dell’ara”, del piano arroventato in mattoni del camino, senza alterare minimamente la qualità del prodotto, la qualità del caffè finito. … Per ottenere una buona tazzina di caffè con questa procedura, oltre alla buona materia prima, ed alla buona caffettiera di rame, era necessario che la persona che lo stava preparando fosse sempre attenta e molto sapiente, sia nell’allontanare dal calore la caffettiera, quando vi versava la polvere di caffè e poi lo girava velocemente per farlo mescolare all’acqua, e sia, subito dopo, nell’avvicinare e poi nell’allontanare la caffettiera di rame dal calore vivo del fuoco, per tre volte, in successione consecutiva, senza far mai traboccare il caffè spumeggiante dalla “CIUCCULATTERA” di rame. … L’ultimo segreto, quando il caffè era pronto, si allontanava la caffettiera dal calore vivo del fuoco, si girava per l’ultima volta con il cucchiaino il caffè pronto e, prima di servire nelle tazzine, il caffè doveva riposare per qualche minuto, doveva decantare, per permettere alla polvere di caffè macinato utilizzato, “la posa”, di depositarsi sul fondo della caffettiera. … Ci voleva accortezza nel versare il caffè nelle tazzine che venivano servite con piattini e cucchiaini su un vassoio. Se non vi era spazio nel vassoio, la zuccheriera veniva portata a parte. Ai tempi vi erano delle brocchette in ceramica, con beccuccio, in cui mettere il caffè dalla “ciucculattera” per poi versarlo nelle tazzine. Mia zia diceva che, con queste brocchette, il caffè sarebbe stato “molto meno buono”, poiché si raffreddava subito e avrebbe perso anche il suo profumo, il suo aroma… 

Copyright: Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri  

(1) Foto di Leonardo Tilli: “La ciucculattera” da sei tazze = la caffettiera, da sei tazze, adatta per il focolare.

About Leonardo Tilli

Abruzzese di Fraine (CH), universitario a Urbino, conseguita la Laurea, è costretto a emigrare a Bergamo, in Lombardia, dove dapprima esercita il ruolo di Professore e, poi, di Preside, fino al collocamento a riposo. Ora si diletta a riscoprire antiche mai sopite emozioni legate alla sua amata terra nativa.

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