Home / Cultura / Storia / Pillola di storia 14 – 1862 – Il Campanile della chiesa di S. Nicola e la modesta cupola sul Campanile di San Marco

Pillola di storia 14 – 1862 – Il Campanile della chiesa di S. Nicola e la modesta cupola sul Campanile di San Marco

di Domenico Di Nucci
tratta da “Agnone, il paese dov’era sempre mezzogiorno”[1]

Agnone, campanili di San Nicola e San marco

Nella delibera del consiglio comunale de 6-2-1862 venne riportata la critica situazione delle chiese di Agnone che, dopo l’unità d’Italia, si ritrovarono con tutto il patrimonio confiscato e con carenze di fondi.  Della lunga delibera riporto solo alcuni righi che forniscono notizie importanti sugli interventi da fare in quell’anno e su quelli fatti.

 “…È pur vero che per mantenere gli edifici delle Chiese in parola, non essendo bastevoli le proprie rendite, si abbia bisogno del concorso dé Parrocchiani per ricostruire la chiesa di Sant’Amico, per riedificare un muro maestro in quella di Sant’Antonio e per rialzare il Campanile della chiesa di San Nicola.
Concesse la casa comunale per ricostruire la chiesa di San Biase, e l’arciprete Cremonese e i suoi Parrocchiani versarono denaro proprio per costruire una modesta cupola sul Campanile di San Marco”.

In questa delibera vi sono due notizie importanti. La prima riguarda il Campanile di San Nicola che deve essere rialzato e dunque la piramide arricchita con piastrelle di ceramiche è posteriore al 1862 contrariamente a quanto affermato nella targa.

La seconda riguarda il Campanile di San Marco che quando era arciprete Gianfelice Cremonese, era privo di cupola.

Sappiamo di certo che il Campanile crollato nel 1706 fu ricostruito perché in una mappa dell’asse del Verrino fatta da Michele Della Croce, Agrimensore Regio, l’8 novembre del 1754 era raffigurato il punto più alto di Agnone con le Chiese di San Marco e di San Pietro.

 

Il campanile terminava con una piramidale e non con una forma di campana che ha oggi. Nella chiesa di Sant’Emidio, nella nicchia dell’altare di San Placido, c’è un affresco che ritrae Agnone. Nella parte sinistra, senza ombra di dubbio, c’è la chiesa di San Pietro, a destra la chiesa di San Marco con il campanile di fianco all’ingresso e con cupola piramidale.

Dolo la delibera del consiglio comunale de 6-2-1862, la cupola da piramidale divenne a forma di campana

Il campanile, come si nota, è sormontato da una cupola a cipolla ed è posizionato dalla parte opposta dell’ingresso.

Il quadro probabilmente è anteriore al 1610, anno dell’incendio che distrusse la chiesa che allora era a tre navate.

 


[1]  In questo libro,Domenico, nativo di Capracotta, abbandona la nostalgia per i posti a lui familiari e si immerge nel territorio scelto da suo padre detto Carmǝnuccǝ ru salaruólǝ, (usava dire: La tua patria, è il posto dove stai bene. E scelse di vivere in Agnone). Tesse, così, un arazzo intrecciato dai variopinti fili della storia, del folclore, dell’aneddotica e dei ricordi che vengono esposti intre sezioni:  Pillole di Storia, che o vanno a colmare lacune e omissioni dei testi finora pubblicati o sono degli inediti, convinto di dare così un apporto costruttivo al grande mosaico che è la storia di Agnone; Pillole di Folclorecon l’evidenziazione di usi e costumi persi nel tempo, come le “cacciòttǝ” di frutta, il fuoco di San Michele, La scuracchjéata, la frasca, la candóina, la passatella, e altri; Personaggi, tratteggiati con perizia, maestria e malinconia perché conosciuti da vicino oppure attraverso i loro racconti. Le foto provengono dal suo archivio e da archivi privati; le parole o le frasi contenute tra due parentesi sono sue note. Cliccando su questo link potrete accedere alla Prefazione e all’Introduzione del libro http://www.altosannio.it/agnone-il-paese-dovera-sempre-mezzogiorno-prefazione-e-introduzione/.Chi fosse interessato al libro può scrivere a dinucci.domenico@gmail.com.

 

EditingEnzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

 

 

About Domenico Di Nucci

Domenico Di Nucci, Molisano di Capracotta(IS), già Prof. di Matematica, oggi in pensione. Giornalista, sportivo, adora la tradizione della sua terra. La racconta con scritti storici, ma anche satirici e ironici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.