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Pillola di Folklore 1 – Eterne Discordie ovvero la Maledizione di San Giovanni da Capestrano

di Domenico Di Nucci
tratta da Agnone, il paese dov’era sempre mezzogiorno [1]

Chiesa di Santa Croce (Foto d’archivio di Vittorio Labanca) – San Giovanni da Capestrano e San Bernardino da Siena nel 1434 in Agnone

Secondo alcuni, la vita di paese sarebbe monotona, noiosa e insignificante mancherebbero gli stimoli culturali, la partecipazione a grandi eventi; in paese non succederebbe mai nulla…insomma…come tanti peones, i paesani si trascinerebbero stancamente da un posto all’altro preoccupati soltanto di crogiolarsi ben bene al caldo tepore solare! Invece è tutt’altro!

Se fare cultura significa anche interessarsi di tutto, chi più acculturato di noi che conosciamo tutti, che sappiamo tutto di tutti? Quale mancata partecipazione se le grandi rivalità e i grandi schieramenti hanno da sempre caratterizzato la vita di Agnone?

Rivalità di quartiere, rivalità sociali e sportive, teatrali e folcloristiche, discordie politiche; rivoluzionari e reazionari, borbonici e non, fascisti e antifascisti, repubblicani e monarchici e di recente (per modo di dire) nella stessa DC sammartiniani e vecchiarelliani, correnti e correntine in tutti i partiti. Meno male che poi le votazioni si susseguono ogni quattro anni, altrimenti questa movimentata vita di paese sarebbe certamente ricca di infarti multipli e ripetuti!

Anche scorrendo la storia e le tradizioni, sembra che le discordie tra gli agnonesi abbiano radici remote, addirittura risalenti al secolo XV.

Infatti narra la tradizione che in quel periodo, in uno dei vari conventi, si trovasse anche San Giovanni da Capestrano insieme a San Bernardino da Siena, recatosi in Agnone per meditare, pregare e predicare.

San Giovanni, da santo qual era, cercò disperatamente di mettere pace tra i cittadini agnonesi al punto che alla fine, visti inutili i suoi tentativi, decise di far leva sul mistero della morte per mettere i litiganti di fronte ad un argomento che interessava tutti allo stesso modo; così raccolse fondi per edificare la chiesa di Santa Croce e fondò la Congregazione della Morte.

Appartenere a tale Congregazione rappresentò un punto d’onore per i signori anche perché gli scopi erano moralmente elevati come provvedere alla sepoltura dei confratelli e dei cittadini poveri e derelitti e commemorare i defunti.

Ma terminata la spinta emotiva derivante dalla costruzione della chiesa, riaffiorarono prima debolmente poi più accesi i contrasti al punto che il Santo perse la pazienza! E a piedi si allontanò da Agnone; giunto che fu a Colle Mɘngónɘ, ultimo posto per chi va verso Staffoli da cui si vede Agnone, si tolse i calzari e scuotendoli pare avesse esclamato: “di questo paese non voglio portarmi nemmeno la polvere sotto i calzari”.

Se allora un santo, e ce n’erano tanti in giro, non riuscì nell’intento di pacificare tutti nonostante i suoi miracoli, oggi siamo proprio in una situazione disperata perché se da un lato continuano imperterrite le discordie dall’altro non possiamo nemmeno sperare nell’intervento di un santo, dal momento che purtroppo se ne vedono pochi in giro!

 


[1]  In questo libro,Domenico, nativo di Capracotta, abbandona la nostalgia per i posti a lui familiari e si immerge nel territorio scelto da suo padre detto Carmǝnuccǝ ru salaruólǝ, (usava dire: La tua patria, è il posto dove stai bene. E scelse di vivere in Agnone). Tesse, così, un arazzo intrecciato dai variopinti fili della storia, del folclore, dell’aneddotica e dei ricordi che vengono esposti intre sezioni:  Pillole di Storia, che o vanno a colmare lacune e omissioni dei testi finora pubblicati o sono degli inediti, convinto di dare così un apporto costruttivo al grande mosaico che è la storia di Agnone; Pillole di Folclorecon l’evidenziazione di usi e costumi persi nel tempo, come le “cacciòttǝ” di frutta, il fuoco di San Michele, La scuracchjéata, la frasca, la candóina, la passatella, e altri; Personaggi, tratteggiati con perizia, maestria e malinconia perché conosciuti da vicino oppure attraverso i loro racconti. Le foto provengono dal suo archivio e da archivi privati; le parole o le frasi contenute tra due parentesi sono sue note. Cliccando su questo link potrete accedere alla Prefazione e all’Introduzione del libro http://www.altosannio.it/agnone-il-paese-dovera-sempre-mezzogiorno-prefazione-e-introduzione/.Chi fosse interessato al libro può scrivere adinucci.domenico@gmail.com.

EditingEnzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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