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Pena

di Antonia Anna Pinna

Pena

in dialetto di Villalaggo

Se tu menisce a sendeje la pena me
tenisce ne poste n’prima fejle
Te guardesce dendre all’uocchie
j te pusesce gnanze ai pejede
i duloure meje, pretefecate
Sunesce le corde vocale cumma n’arpa
j truvesce l’accorde giuste
pe farte sendeje quela antejeca candelena
Pure se mo’le fate duormene
J le cande meje nen le sende nesciune.

Pena

Se tu venissi ad ascoltare la mia pena
avresti un posto in prima fila
Ti guarderei negli occhi e poserei ai tuoi piedi
i miei grumi, ormai fossilizzati
Userei le mie corde vocali come un’arpa
e troverei gli accordi giusti 
per vibrare le note dell’antica cantilena.
Anche se ormai le muse dormono
e il mio canto inutile.

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

2 commenti

  1. Antonia Anna Pinna

    Grazie Enzo.

  2. Grande la delicatezza di questa poesia:un cuore in subbuglio e addolorato vibra come le corde di un’arpa!
    Chi può dire di non aver provato tale sentimento !????

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