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Paesaggio e archeologia tra Pietrabbondante e Agnone

Scritto da Remo de Ciocchis

Le tre Morge

         La bellezza del paesaggio ha un valore per noi contemporanei, ma molto di più lo avrà avuto per gli antichi, la cui mente era più immaginifica della nostra. Noi oggi, abituati all’uso continuo della ragione, siamo immersi nel paesaggio per poco tempo e con minore intensità contemplativa rispetto a coloro che vivevano in epoca antica.

        Il paesaggio ha sempre avuto un’influenza sui comportamenti umani, perché la sua bellezza in tutte le epoche costituisce un motivo di attrazione per ogni forma di insediamento.

      Si può quindi pensare che le tre “morge” di Pietrabbondante, diverse e suggestive, siano state decisive per la fondazione del grande santuario sannitico scoperto nelle loro vicinanze. Quei giganteschi macigni hanno certamente colpito la fantasia degli antichi e per essi vivere nei loro pressi sarà significato dare più importanza e valore alla loro esistenza.

      Pietrabbondante è lì dirimpetto ad Agnone e tutti e due vengono studiate in età sannitica in quanto appartenenti al bacino del Verrino nel contesto dell’alto Trigno, così come è stato ben rilevato dall’ inglese S. P. Oakley, autore  del  libro The Hill-forts of the Samnites (Le fortificazioni dei Sanniti), pubblicato nel 1995.

     Esiste un rapporto paesaggistico speciale tra Agnone e Pietrabbondante.  Io ho sempre considerato la retta che le unisce il fulcro della bellezza di tutto il paesaggio del bacino del Verrino.

       Pietrabbondante è caratterizzata dalle triade delle sue notevoli rocce, che costituiscono una calamita contemplativa per chiunque le vede. Ma ancor più si è attratti quando si è sotto di esse, tanto da aver fatto scrivere a un mio amico nonviolento “Hic manebimus optime”. Ma io conosco in agro di Castelverrino, un punto ideale per la  loro visione, detto Colle Croce, che non è né troppo lontano né troppo vicino, da dove  è possibile osservarle senza che siano dominanti, ma appaiono più dolci.

Località Calcatello

    A poco distanza dai roccioni, in località Calcatello, in passato sono stati rinvenuti, appartenenti all’età sannitica, prima un teatro, un tempio piccolo e un grande tempio e poi una vasta domus avente a fianco un colonnato, dedicato agli dei. Gli ultimi scavi hanno permesso di scoprire altre costruzioni per lo più sacre da dover meglio capire.

      Agnone, invece, è distesa su un’altura di rocce arenarie, che sono apparse un po’ alla volta nei millenni passati a causa dell’erosione delle acque del fiume Verrino. Secondo quanto riportano alcuni antichi libri, senza però riscontri archeologici, su di essa vi erano in età classica templi dedicati a Marte, a Diana e alle Dee Matere, mentre   ai suoi piedi, sotto la Ripa,  vi era un tempio dedicato a Cerere. Ci sono insediamenti certi di epoca sannitica e romana nelle località  S. Bernardino, S. Lorenzo e Macchielunghe, vicinissimi ad Agnone.  Si ha la sensazione che la collina di questa cittadina potesse svolgere la funzione di una acropoli sacra per i sottostanti sparsi  insediamenti.

       Che l’altura di Agnone e la valle del Verrino fossero per la loro più bassa altitudine maggiormente vivibili rispetto a Pietrabbondante è un fatto incontestabile. Come è altrettanto evidente che la collina di Agnone è più nascosta e difendibile, con i suoi strapiombi da quasi tutti i lati e con una possibile area di fuga nella sua parte retrostante.

       Da Agnone si può osservare Pietrabbondante da diversi punti. Chi osserva con attenzione il panorama agnonese  si  rende conto che  esiste un arco paesaggistico, anche se non completamente regolare,  che va da La Ripa a Montecalvario. Quest’arco, che include anche Maiella e S. Bernardino,  per tutta la sua lunghezza ha di fronte  Pietrabbondante con l’orrida e selvaggia bellezza delle sue “morge”. Da La Ripa la visione è certamente eccezionale, ma, a ridosso del suddetto arco, il monte delle Civitelle si erge abbastanza in alto perché la visione diventi completa e superba. Da qui si può constatare come la triade agnonese, costituita dalla collina di Agnone, da Montecalvario e dalle Civitelle, sia circondata da un’ampia vallata, formata sia dal bacino del Verrino che da quello più piccolo del  Sente, e poi da montagne a guisa di anfiteatro.

      Come per Pietrabbondante,  la bellezza del paesaggio in qualche modo attesta  che anche la suggestiva e dolce collina di Agnone  non poteva non avere un ruolo importante in epoca antica. Se dovessi mettermi nei panni di un sannita, che viveva lungo il bacino del Verrino, anch’io avrei scelto Pietrabbondante, con le sue spettacolari “morge”, come luogo eccezionale di un insediamento religioso, ma avrei anche tenuto in dovuto conto dell’altura di Agnone, che è a dominio della valle del Verrino, ove era possibile vivere con maggiore isolamento e sicurezza e in un clima meno rigoroso, ma altrettanto degno di contemplazione paesaggistica.

       Tra Pietrabbondante e Agnone esiste un rapporto e per me esso è scritto anzitutto nella natura e nel paesaggio, cioè nella bellezza che le accomuna, indizio di una considerazione che per esse avranno avuto le popolazioni in epoca soprattutto sannitica.

      Uno dei massimi studiosi dell’Italia antica, Giovanni Colonna, ha sottolineato per quell’epoca la “centralità” dell’area di Agnone. A suo avviso ciò viene attestato non solo dalla vicinanza di questa cittadina  a Pietrabbondante, ma anche dall’intesa attività dei tratturi, su cui veicolavano non solo le influenze culturali che venivano dall’area magnogreca di Taranto e Metaponto, ma anche dalla Campania provenienti da Benevento. I notevoli grecismi presenti nella Tavola di Agnone, rinvenuta nel 1848,  e l’importante rinvenimento di circa venti raffinate statuette di calcare, di carattere ellenizzante,  fatto da G. Gamberale nello stesso anno, attesta – secondo il Colonna – l’importanza del territorio di Agnone, soprattutto nei secoli IV e III a.C.

Agnone e la valle del Verrino

    Se è suggestivo  vedere Pietrabbondante da Agnone, altrettanto è interessante vedere Agnone da Pietrabbondante. A riprova di ciò mi sovviene il piacere contemplativo che aveva provato Giacomo Devoto, testimoniato da quanto scrisse in un lontano passato al teologo don Nicola Marinelli: “Ricordo Agnone con nostalgia vista da lontano dai colli di Pietrabbondante”.

    La verità è che la collina di  Agnone con il suo circostante territorio, sia dal punto di vista paesaggistico che archeologico,  dà segnali  di un ruolo che essa avrà avuto in epoca antica. Eppure la sua area è per lo più dimenticata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, mentre dovrebbe essere valorizzata. I simposi di carattere archeologico svoltisi in questa cittadina negli anni 1971 (5° convegno Nazionale della Cultura Abruzzese), 1992 (Safinim), 1994 (La Tavola di Agnone nel contesto italico) e 2009 (Il territorio di Agnone in epoca antica e gli scavi di S. Lorenzo) sono sempre stati realizzati per interessamento degli Agnonesi e tutto ciò che di archeologico si conserva del luogo nel Deposito Comunale è stato rivenuto in passato dall’Archeoclub locale.

   Speriamo che sia giunto il momento di fare serie indagini per capire che cosa era Agnone nell’antichità, cominciando col conoscere la zona archeologica di S. Lorenzo, tramite la continuazione degli scavi iniziati nel 2007. Io credo che sarà possibile scoprire come, non molto distante da Pietrabbondante, luminosa di ricchezza archeologica, anche Agnone risplendesse  di una sua singolare luce sannitica e romana.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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