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Ora la terra tace – Sonetto

di Duilio Martino[1]


Ora la terra tace 

Fumigavano gli agri, allegri canti
sortivano dagli orti; storni e tordi
affollavano fronde ed i festanti
pargoli s’ingegnavano in bagordi.

Fumigavano i cuori dei migranti
tornando ai borghi; non eran sordi
all’eco di puerizie giubilanti
e i sassi sanno sussurrar ricordi.

Tace la terra sotto il latteo manto:
l’inverno sembra aver, con le vetuste
foglie, ingoiato ogni gagliardo canto.

Tacciono madri dei migranti, esauste:
tempo o spazio non spegne strazio, il pianto
pregna muri rupestri in sere infauste.

________________________
[1] Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

Musica: Brian Crain – Wind
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

About Duilio Martino

Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

Un commento

  1. Bellisario D'Ascenzo

    Superbo sonetto che in poco raccoglie tutte le emozioni di chi si è dovuto allontanare dalla terra natìa, nel tornare, purtroppo la trova un pò più giovane di lui.

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