Home / Cultura / Cultura Popolare / Ora, Castel di Sangro

Ora, Castel di Sangro

di Pasquale Scarpitti

Una vera e propria ode che Scarpitti dona al suo paese natio.

Castel di Sangro: Zona chiamata Bersaglio in una foto degli anni 30 scattata dallo stesso Pasquale Scarpitti

Ora, Castel di Sangro

Ora Castel di Sangro è un mucchio di biche
Arruffate sull’aia, spari di stantuffi
E scompigli di rondini nel cielo che spiuma.

Ora Castel di Sangro è un dolcissimo fiume
Avvolto nei comignoli azzurri, un vetriciaio
Inquieto dove ruzzolano verdi bisce.

Ora Castel di Sangro è un forte odore
Di menta, un’alba placida sui pagliai,
Cani assorti, una luna per me nuova.

Vorrei tornarmene sul fiume dove le trote
Ammutolite mordono l’acqua
Ingoiare con le braccia l’argilla che frana,
Impastare i miei occhi a quegli umori.

Vorrei andarmene al Bersaglio dove bambino
Scoprivo le piazzole dei cannoni
– quattro trincee come strada di talpe –
E due giunchi aperti alla sorpresa dei nidi.

Vorrei tornarmene dove il grano è ammucchiato
Come capanne di un villaggio negro,
Smarrirmi in quell’intrico di viuzze,
Confuso dall’odore del chicco.
Vorrei tuffarmi in una siepe più calda,
Scovare il palpito del passero sbigottito,
Sbigottito anch’io, ma più tremante
Per gli alti giri di quel nibbio irato
Che preda la mia nuova infanzia.

E’ incontro all’uomo correre
Che tiene solo cuore,
Gli occhi pieni di pula,
Mani callose e tenerezza,
Due sole parole amare sulla bocca.

A volte neppure una madre sa dire
Le parole cercate.
Tutto abbiamo perduto,
Non ci rimane che questo procedere
Verso l’infanzia, incontro all’uomo rimastovi fermo.

A Castel di Sangro son ritornato
Con timorosi passi, mentre la luna
Insisteva dentro una finestra spalancata.

Il paese era una piazza attardata,
Due fontane come due chiacchiere mute
Per non svegliare nessuno.

Ma sentivo il mio cuore che destava
Battendo inquieto, immagini e stanze da tempo perdute.

Ecco la via che porta al cimitero:
Quattro sassi come denti di vecchio
E dieci alberi della rimembranza
Senza più targhe.

La mia casa è in fondo a destra,
Sta dormendo mia madre,
E’ meglio che dorma:
Un figlio che torna è sempre un tuffo al cuore
Ed ho paura per lei, che non si svegli.

Ecco la luna, gelida si specchia sui vetri
Della mia finestra; la civetta che schiamazza
E l’alito del fiume sulle mura.

Ecco i lampioni sbattuti sulle case,
I tetti stanchi avvolti nella nebbia,
Gli usci che a nulla più mi portano,

Un altro, un altro era il paese cercato,
Sono storie vecchie queste, d’ogni giorno:
Un cimitero consuma ogni città,
Ogni casa una madre,
In tutti gli angoli dove indugiammo
Ogni casa una madre,
In tutti gli angoli dove indugiammo
V’è un nostro amico già dimenticato.

Castel di Sangro eri un prato a distesa,
Slegato a sera come una campana,
Un albero che cresce a dismisura,
Un pino che tocca la luna,
Quattro case nel sogno addormentate.
Dovevo lasciarti così,
Senza nulla tentare.


[1] Pasquale Scarpitti nacque a Castel di Sangro nel 1923. Svolse l’attività di caporedattore Rai della sede di Pescara, ma la sua passione non certamente nascosta erano la poesia e la prosa. Non disdegnò il ruolo di  critico d’arte. Può essere annoverato tra gli scrittori che hanno dato lustro al 900 letterario abruzzese. Per questa sua passione ha ricevuto tanti riconoscimenti e premi.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.