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Nu ricorde de mamme

di Rodrigo Cieri[1]

Madonna piena di Grazie - Ricamo di Anna Nero Paolantonio
Madonna piena di Grazie – Ricamo di Anna Nero Paolantonio

Nu ricorde de mamme

Scegneve pe’ le coste lente lente,
lu zaine a le spalle e lu bastone;
de botte lu cammine m’arve’ ‘n mente
che ‘nzimbre a te faceve da guaglione.

Purtive lu canistre nche la spare
pesante de lu pane e de precoche,
e j nu ciucenare d’acqua chiare
pecché lu vine allore ere poche.

La morge pe’ na tappe ci-aspettave;
la fronte te guardave chiù sudate:
“Ma’, sù, pe’ na fermate cheste è l’ore”.

Lu pese da lu cape te levave
e t’assettive p’aritoje fiate.
Pe’ lu sudore tè so’ prufessore.

Ottobre 2001

Un ricordo di mia madre

Scendevo per le Coste lento lento,
lo zaino sulle spalle e il bastone;
all’improvviso mi tornò a mente il cammino
che insieme a te facevo da bambino.

Portavi il canestro sul cercine
pesante per il pane e le pesche,
e io l’orciuolo d’acqua chiara
perché il vino allora era poco.

La morgia per una tappa ci aspettava;
la fronte ti guardavo più sudata:
«Ma’, su, per una fermata questa è l’ora».

Il peso dalla testa ti toglievo
e ti sedevi per riprendere fiato.
Per il tuo sudore io sono professore.


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

2 commenti

  1. Tenerezza, amore filiale e bravura di un prof che una madre affettuosa ha generato e dal quale lei è stata poi largamente ricompensata. Sempre “lente lente” –io direi lene lene –specie ora che la madre non c’è più, scende nel cuore il suo ricordo! Bellissimo sonetto di un amico, che io ho imparato a memoria, anche perché la sua mamma era una donna del mio paese!

  2. Leonardo Tilli

    Bella, ricca di molti ricordi!

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