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NONNA RACCONTAMI – Zia Mariarosa

Racconto di Luigia Primavera Ciarniello[1]

Aveva le mani rugose e scure di chi muove la terra, la impasta, la modella. Mani scarne, nervose, ci potevi vedere le vene che pulsavano e il sangue scuro che vi scorreva. Spesso guardavamo il tramonto, tra voli di rondini, belati e l’aria che profumava di rose, mi raccontava di storie legate alla terra, al sole, alla neve.

Mi raccontava di uomini e donne strappati alla morte dai suoi ricordi. Vivevamo così tra la terra e la storia… la nostra storia, fatta di America puttana e traditrice, di bambini da crescere, di morti da seppellire, di amori mai vissuti… Una storia di poveri nata tra case di pietra e sole che tramonta tra azzurre montagne.

Vestiva di nero, da sempre, aveva pianto e sepolto molte persone e con la morte aveva quella confidenza sfacciata di chi la considera amica. Mi insegnava a decifrare codici misteriosi come il linguaggio del vento o il volo degli uccelli, riti antichi, pagani, intrecciati con il cristianesimo.

Aveva un’anima guerriera, poco incline ai giochi amorosi, a volte nella voce secca qualche incrinatura, forse rimpianti di tenerezze non vissute. Mi ha legato alla terra con fili potenti e misteriosi che mai più si sono spezzati. «Lavora con calma, il sole è ancora alto e la terra ha un ritmo lento, se non ti ci abitui ti spezza la schiena». Se avevo le mani doloranti e gonfie stringevo i denti e continuavo a lavorare, perché «il dolore si può sopportare» diceva.

La terra madre e matrigna, prodiga e avara era il suo rifugio sicuro, la sua forza primordiale e potente. Poi la famiglia, dove forza e sofferenza convivevano con amori e odi atavici. Era fatta così, senza mezzi termini, capace di grandi slanci e di odi feroci che segnano la vita.

La mia anima contadina la debbo a lei. Mi raccontava di sante, streghe, puttane, briganti e onesti uomini. L’ho vista tagliare l’acqua, scongiurare tempeste, recitando preghiere, tracciando croci nell’aria con una falce simile ad una vecchia sciamana… Potente maga di fronte alla tempesta che avanzava minacciosa, nell’aria tuoni e il suono di una campana che annunciava acqua triste, grandine che spezza le viti, che rovina i campi di grano… Grandine castigo di Dio! Tre Ave, tre Pater, tre Gloria, ero lì in attesa che il sole tornasse a splendere, per poter riprendere i miei giochi, per poter respirare la vita con l’impazienza di chi ha ancora da scoprire la delusione e il niente che si cela dietro le vaghe speranze della giovinezza fuggente.

Ti ritrovo nei profumi dei boschi che vado esplorando da sola con il peso degli anni e di questa vita che mi trascina con sé nelle notti d’estate, quando l’odore di grano mietuto è nell’aria calda e io contemplo la luna solitaria perla nell’oceano buio del cielo. Ti ritrovo nell’autunno colmo di dorati frutti, nell’aria gelida dell’inverno che sa di legna bruciata, nel cuore pulsante di questa terra che hai amato in modo assoluto e che ci ha segnate entrambe legandoci per sempre al di là della vita, oltre la morte in un abbraccio infinito.


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[1] Questo racconto è stato presentato al concorso “Nonna Raccontami” organizzato nel 2012 dalla Rivista La Perla del Molise diretta da Michela Mastrodonato. Il Racconto è riportato nel  n. 29-30-31 – (Sett 2011-Ago 2012) della Rivista stessa ed è stato pubblicato anche sul sito: www.associazioneabam.it

Musica:  Richard clayderman … Giardino Segreto …
Editing: Enzo C. Delli Quadri

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Nel bellissimo racconto son narrati con significative parole le azioni e i sentimenti di due persone “ legate a filo doppio” :una bambina, che vivendo insieme ad un’ anziana ha assunto comportamenti di amore e di forte idealità per i valori della vita…
    Oh com avrei voluto fare altrettanto con l’unica nonna conosciuta- che avrebbe saputo fare altrettanto con me -ma persa ahimè a 4 anni, che pure qualche volta mi ha allattato al suo seno vizzo, per calmare le mie ansie o i capricci infantili…

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